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Juve in vetta. In libreria

7 aprile 2009

legrottaglie2Se in campionato l’Inter vola a +9 e sembra ormai irragiungibile, c’è una graduatoria nella quale la Juve sta primeggiando. O meglio, un giocatore della Juve.
E così, mentre i suoi compagni di reparto rendono Pellissier un novello Schiaffino, Nicola Legrottaglie, ai box per dei fastidi al ginocchio sinistro, può godersi la vetta della Top Ten settimanale dei libri più venduti in Italia, sezione ‘Narrativa Varia’.
Il suo ‘Ho fatto una promessa’, edito da Piemme Mondadori, sta diventando un piccolo caso editoriale “Perché è un libro che parte dalla mia esperienza di vita, di calciatore, che io spero di proseguire ad alti livelli per altri 5-6 anni, ma si conclude con la mia promessa, con quanto riesco a far combaciare con i miei impegni da calciatore e che ha reso la mia vita migliore”.
Il difensore bianconero, che nell’ultimo periodo sta facendo il giro di radio e tv per parlare della sua vicenda, domenica sera è stato ospite della trasmissione di Rete4 ‘Controcampo’, nella quale ha spiegato come la molla di tutto è stata “La mia ricerca di qualcosa di interiore e spirituale, che mi ha condotto ad avvicinarmi a Gesù. Non ho ambizioni nel mondo dell’editoria, – prosegue Legrottaglie – sono un calciatore e continuerò ad esserlo. Ho scritto questo libro perché mi è stato chiesto di farlo e sono felice di questa opportunità, spero che la mia esperienza possa ispirare anche altre persona. Vivo meglio di prima”.

G.P.

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24esima Giornata

15 febbraio 2009

Giornata ricca di emozioni questa 24esima, con la Juve bloccata sul pari dalla Sampdoria nonostante una partita tutto cuore, e la Roma che soccombe a Bergamo sotto i colpi di un’Atalanta scatenata. Spettacolo a Genova, dove dopo un’ora di show i rossoblu, in dieci , si vedono subiscono l’incredibile rimonta di una Fiorentina trascinata da Mutu.

All’Olimpico di Torino la Juve scende in campo determinata a trovare i tre punti, per portarsi a -4 dall’inter in attesa del derby delle 20.30; di fronte si trova una Sampdoria solida, che trascinata da fantAntonio Cassano , si gioca la partita a viso aperto. E sono propio i blucerchiati a passare in vantaggio a sorpresa al minuto 10: taglio dentro di Pazzini, assist col contagiri di Cassano , e l’attaccante ex viola fulmina con freddezza Buffon con un elegante tocco sotto. La Juve, che già prima dello svantaggio ci aveva provato con Nedevd prima e con un colpo di tacco di DelPiero poi, non ci sta e si riversa nella metà campo avversaria; la squdra di Mazzarri dimostra però di saper tenere il campo, e rischia veramente solo in occasione dei due legni di Nedved, il primo colpito con un elegante colpo sotto che scavalca Castellazzi ma incoccia sulla base del palo, il secondo con un colpo di testa a botta sicura che si va a stampare sulla traversa. Al rientro la Sampdoria si mostra pericolosa con un palo colpito sugli sviluppi di un cross dalla destra di Cassano  deviato dal Molinaro, ma è sempre la Juve a fare la partita. L’ingresso di Govinco dà quell’imprevedibilità in più all’attacco bianconero, e i frutti si vedono subito: è proprio da un cross del giovane fantasista che nasce il gol del pareggio, con Amauri che coraggiosamente si tuffa di testa, anticipando Da Costa e siglando il meritato pareggio al 61esimo. I bianconeri non si accontentano, e vanno alla ricerca del gol vittoria con ogni mezzo; mezz’ora di assedio, ma l’occasione più pericolosa viene da calcio piazzato: Del Piero disegna una traiettoria magica che va a spegnersi sullla traversa, prima di carambolare sul palo e venire allontanata dalla difesa. Pareggio preziosissimo per la Samp invischiata nella lotta salvezza, sfortunata invece la Juve che stasera avrà un motivo in più per tifare Milan.

A Bergamo primo tempo noioso. La partita la fa l’Atalanta, anche se l’unica occasione veramente pericolosoa è un tiro di Padoin che sfila alla destra di Doni. L’undici di Spalletti si fa vedere in avanti di tanto in tanto con Vucinic, recuperato in extremis da Spalletti per la sfida, ma non riesce a rendersi pericolosa. Dopo i primi 45 minuti dagli spogliatoi rientra una Roma irriconoscibile: i giallorossi sembrano molli e svogliati ,e il gol atalantino sembra nell’aria; al minuto 7, infatti, Capelli risove una mischia con un diagonale al fulmicotone e sigla il vantaggio. La Roma è sotto shock, i giocatori nerazzurri sembrano spuntare da ogni lato, e al 10° arria il raddoppio: cross dalla sinistra e Doni anticipa Juan e il suo omonimo portiere; la diefsa giallorossa è allo sbando, e tre minuti dopo arriva il secondo gol di Doni, che sigla così il definitivo 3-0 per un’Atalanta che si riaffaccia in zona Uefa. Giornata da dimenticare per la Roma, che perde un occasione d’oro per guadagnare punti sulle concorrenti per la zona Champions.
Pirotecnico pareggio a Marassi, dove il Genoa parte subito forte e raggiunge il gol con una splendida combinazione Milito-Rossi-Thiago Motta. Uno a zero e applausi a scena aperta. La partita sembra in discesa, ma a complicare tutto ci pensa Biava che alla mezz’ora si fa cacciare per doppio giallo: Genoa in dieci e partita riaperta. Almeno apparentemente. La squdra di Gasperini non sembra infatti risentire più di tanto dell’inferiorità numerica, e anzi si porta sul due zero, in virtù di una strepitosa discesa di Mesto sulla destra, che serve al centro per Palladino, il quale non ha difficoltà a depositare in fondo alla rete. Nel secondo tempo la musica non sembra cambiare, e il Genoa si porta addirittura sul 3-0 con un rigore di Milito al 56esimo: 15 centro in campionato del bomber argentino e partita chiusa. A riaprirla ci pensa un rigore di Mutu al 59esimo, che accorcia le distanze e soprattutto capovolge l’inerzia psicologica del  match: il Genoa ha paura e arretra,  i Viola ci credono e Mutu realizza il secondo gol con una punzione dal limite deviata che inganna Rubinho. Il rumeno completa l’incredibile rimonta all’ultimo secondo di recupero, con una zampata dal limite: tripletta dell’attaccante e rabbia Genoa per una ghiotta occasione getatta al vento.

Partita scialba a Reggio, dove ci si aspetta una Reggina arrembante e invece è il Palermo a tenere le redini del gioco, senza però rendersi mai troppo pericoloso, nonostante le assenze degli squlificati Nocerino e Bresciano. Le migliori occasioni nel secondo tempo: a Di Gennaro, che tutto solo davanti ad Amelia non riesce a bissare lexploit di San Siro, risponde Cavani, che dopo aver ubriacato la difesa amaranto non riesce a freddare Puggioni, subentrato nel primo tempo all’infortunato Campagnolo.
Il Cagliari si riscatta prontamente dopo il passo falso con l’Atalanta. Nel primo tempo Jeda spreca, ma è capitan Fini a siglare l’1-0 con un diagonale in mischia. Il Lecce ci prova, si vede annullare un gol a Tiribocchi per fuorigioco, e nel finale deve soccombere al 2-0 di Matri.
Siena e Udinese si divisono la posta dopo una partita equilibrata. L’undici di Marino, che schiera il trio d’attacco azzurro Pepe-Quagliarella-Di Natale, va vicino al gol con Obodo che arriva con un attimo di ritardo sul traversone di Di Natale. Al 5° della ripresa passa il Siena: Maccarone si fa respingere un penalty, ma è lesto ad arrivare prima di tutti sul pallone e ribadire in porta. A questo punto è Totò Di Natale a prendersi la ribalta: prima si divora un gol a tu per tu con Curci, poi al 27esimo non sbaglia e sigla l’1-1 su assist di un ottimo Obodo.
Ennesima beffa per il Catania a Verona con il Chievo: gli Etnei scendono in campo aggressivi e determinati, la partita è una battaglia giocata a centrocampo. Meritato il vantaggio rossazzurro, quando al 12esimo Pinzi atterra Morimoto in area: Ledesma trasforma, vantaggio Catania, che non trova una vittoria esterna da oltre un anno e mezzo. La partita non regala tante emozioni, il Chievo prova a raggiungere il pareggio e si affaccia in avanti con il solito Italiano, al quale risponde con sicurezza Bizzarri. Sembra ormai fatta per i rossazzurri, quando nei minuti di recupero sugli sviluppi di un calcio d’angolo spunta la testa di Colucci, ex di turno appena trsferitosi a Verona, che anticipa tutti e segna  alla sua prima uscita stagionale.

G.P.

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