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25esima giornata: Milan, Fiorentina e Genoa tengono il passo

22 febbraio 2009

mutugila_120808-2061915In una domenica segnata dalla scomparsa del direttore della Gazzetta dello sport Candido Cannavò, ricordato con minuto di raccoglimento su tutti i campi di A, spiccano le vittorie di Milan, Fiorentina e Genoa che rispondono così ai successi di Inter, Roma e Juventus, impegnate di sabato in vista della due giorni di Champions; in coda punti d’oro per Catania, Sampdoria e Torino, capitola in casa il Lecce.

A San Siro, al cospetto di un Milan reduce dall’ennesima rimonta subita in questa stagione, per mano stavolta del Werder Brema nell’andata degli ottavi di coppa Uefa, si presenta il Cagliari delle meraviglie di mister Allegri, con l’intenzione di vendere cara la pelle.
Ed effettivamente i sardi confermano quanto di buono mostrato in questa stagione, difendendosi con ordine e ripartendo sulle fasce con un Cossu ispiratissimo oggi, sul tiro del quale Abbiati deve sfoderare una vera e propria prodezzza. Nel Milan, un ottimo Beckham non basta a innnescare coi suoi traversoni l’unica punta Inzaghi, lasciata troppo sola da un Seedorf abulico e innervosito dai fischi del pubblico: si sentono le assenze di Pato e Ronaldinho, manca fantasia e concretezza là davanti.
Ma è proprio l’olandese a decidere al 65esimo, insaccando la palla carambolata su Marchetti dopo un pasticcio di Lopez; il Cagliari ci prova nel finale, ma i rossoneri tengono botta e portano a casa tre punti che fanno classifica e morale.
A Firenze, nella delicata sfida col Chievo i viola, ormai specialisti della zona Cesarini, ribaltano all’ultimo secondo la situazione con una zampata del solito Mutu.
Partenza arrembante dei clivensi, che senza alcun timore reverenziale conducono il gioco, e sugli sviluppi di un calcio d’angolo passano in vantaggio al minuto 13 con una girata del difensore Morero. Ci si aspetta la reazione della Fiorentina, e invece e ancora il Chievo a a sfiorare la rete dopo un salvataggio sulla linea di Montolivo che per poco non favorisce Yepes. Nel secondo tempo la musica non sembra cambiare, con la squdra di Prandelli volenterosa ma senza lucidità: le occasioni fioccano da una parte e dall’altra, con Sorrentino e Frey impegnati da Pinzi e Pasqual; ed è proprio il terzino sinistro viola che al 73esimo fornisce a Gilardino l’assist buono per la zuccata dell’1-1. Ma è nel finale,come anticipato, che si decide il match; al 4° di recupero, su un’azione viziata da un probabile fallo di Mutu, con Mandelli a terra rapido ribaltamento di fronte e zampata del rumeno su sponda del neoentrato Bonazzoli: 2-1, grandi polemiche in campo con uno Yepes scatenato, rissa sfiorata, ma poi gli animi si calmano e le squadre si ritirano negli spogliatoi in buon ordine.
Al San Paolo, il match fra Napoli e Genoa, uno dei più attesi di questo turno, si rivela partita di rara bruttezza: squadre lente e apparentemente svogliate, anche se il terreno di gioco in pessime condizioni non favorisce lo spettacolo; uniche occasioni degne di nota, un colpo di testa di Denis di poco alto e una conclusione ravvicinata del ‘Principe’ Milito. Per il resto, il nulla. Il secondo tempo si apre sulla stessa falsa riga dei primi 45 minuti, ma nei rossoblu c’è uno Jankovic in più: il centrocampista ex Palermo risulterà l’ago della bilancia in favore della squadra di Gasperini; infatti, dopo una prima occasione fallita, il serbo batte Navarro sfruttando un assist d’oro del sempre più leader Thiago Motta e premiando la scelta del suo allenatore. Il Napoli, nonostante lo svantaggio, non punge più di tanto, ed è anzi Navarro a dover negare il 2-0 ancora a Jankovic. Vittoria fondamentale per il Genoa, Napoli in crisi nera: a questo punto Reja rischia grosso.
A Lecce, una Lazio concreta ottiene la prima vittoria del girone di ritorno contro i salentini in piena zona retrocessione. Inizio col botto: pronti via, palo di Cacia, a cui risponde la traversa di Zarate con un gran tiro da fuori. La Lazio attacca, e al minuto 10 trova il gol con una bella girata di Foggia deviata da Stendardo che trafigge Benussi; il Lecce non ci sta, tenta una reazione, e al 29esimo Tiribocchi colpisce il secondo palo della partita. Al rientro degli spogliatoi i padroni di casa sembrano confermare il piglio propositivo di fine primo tempo, ma a tagliargli le gambe ci pensa Kolarov, che dopo una discesa sulla sinistra alla Roberto Carlos scocca un mancino terrificante sul quale Benussi non può nulla. La partita si spegne, il Lecce non trova la forza di reagire e la Lazio controlla con ordine: ultimo sussulto, il terzo legno di giornata, colto da Ariatti con un gran sinistro dalla distanza.
Il Catania grazie alle reti dei suoi due neoacquisti ottiene una fondamentale vittoria in chiave salvezza contro una Reggina che appare sempre più spacciata; i siciliani, a secco di vittorie dal 21 dicembre, scendono in campo con un unico obiettivo, i 3 punti. Mister Zenga propone una squdra corta e aggressiva, e i frutti si vedono subito: prima Mascara sfiora il vantaggio con una gran punizione dal limite, poi è Capuano che al 35esimo sfrutta una respinta imprecisa di Puggioni e con una fucilata di sinistro lo batte. Partita non certo esaltante, la Reggina non si scuote, e allora il Catania chiude il conto al 74esimo con Potenza, che risolve di giustezza una mischia in area. Etnei che ritrovano i 3 punti e si mantengono a distanza di sicurezza dalla zona calda.
Sucesso fondamentale anche quello del Torino, che all’Olimpico supera un’ Udinese mai realmente in partita, e si tira fuori dalla zona retrocessione. Primo tempo sottoritmo: l’unica emozione la regala Gasbarroni, all’esordio in maglia granata, con un destro dal limite al quale Belardi si oppone bene. Nel secondo tempo il Toro è più aggressivo, ci prova con Natali prima e con Bianchi poi, finchè a dieci minuti dalla fine riesce a raggiungere il meritato vantaggio con Dellafiore, che risolve su azione d’angolo. L’Udinese si sveglia, ma è ormai tardi: prova una rezione, le restano solo le recriminazioni per un mani in area di Natali.
A Genova Cassano inventa, Pazzini finalizza, e la Samp raccoglie 3 punti importantissimi per la corsa alla salvezza. Inizio di partita godibile, con occasioni di Cassano da una parte e Pellegrino, anticipato da Stankevicius, dall’altra. Dopo le iniziali fiammate, la partita si spegne, ed è l’Atalanta a sfiorare il vantaggio con Padoin, che approfitta di una dormita di Raggi e impegna Castellazzi. In una Sampdoria scialba, brilla solo la classe di fantAntonio; il talento di Bari vecchia, al minuto 61, sfodera un colpo sotto geniale che mette Pazzini solo davanti a Consigli: l’ex Fiorentina è freddissimo, e insacca l’1-0. L’Atalanta abbozza una timida reazione, ma la Sampdoria non ha problemi a condurre in porto il successo.

G.P.

giorgio Calcio, Serie A , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

24esima Giornata

15 febbraio 2009

Giornata ricca di emozioni questa 24esima, con la Juve bloccata sul pari dalla Sampdoria nonostante una partita tutto cuore, e la Roma che soccombe a Bergamo sotto i colpi di un’Atalanta scatenata. Spettacolo a Genova, dove dopo un’ora di show i rossoblu, in dieci , si vedono subiscono l’incredibile rimonta di una Fiorentina trascinata da Mutu.

All’Olimpico di Torino la Juve scende in campo determinata a trovare i tre punti, per portarsi a -4 dall’inter in attesa del derby delle 20.30; di fronte si trova una Sampdoria solida, che trascinata da fantAntonio Cassano , si gioca la partita a viso aperto. E sono propio i blucerchiati a passare in vantaggio a sorpresa al minuto 10: taglio dentro di Pazzini, assist col contagiri di Cassano , e l’attaccante ex viola fulmina con freddezza Buffon con un elegante tocco sotto. La Juve, che già prima dello svantaggio ci aveva provato con Nedevd prima e con un colpo di tacco di DelPiero poi, non ci sta e si riversa nella metà campo avversaria; la squdra di Mazzarri dimostra però di saper tenere il campo, e rischia veramente solo in occasione dei due legni di Nedved, il primo colpito con un elegante colpo sotto che scavalca Castellazzi ma incoccia sulla base del palo, il secondo con un colpo di testa a botta sicura che si va a stampare sulla traversa. Al rientro la Sampdoria si mostra pericolosa con un palo colpito sugli sviluppi di un cross dalla destra di Cassano  deviato dal Molinaro, ma è sempre la Juve a fare la partita. L’ingresso di Govinco dà quell’imprevedibilità in più all’attacco bianconero, e i frutti si vedono subito: è proprio da un cross del giovane fantasista che nasce il gol del pareggio, con Amauri che coraggiosamente si tuffa di testa, anticipando Da Costa e siglando il meritato pareggio al 61esimo. I bianconeri non si accontentano, e vanno alla ricerca del gol vittoria con ogni mezzo; mezz’ora di assedio, ma l’occasione più pericolosa viene da calcio piazzato: Del Piero disegna una traiettoria magica che va a spegnersi sullla traversa, prima di carambolare sul palo e venire allontanata dalla difesa. Pareggio preziosissimo per la Samp invischiata nella lotta salvezza, sfortunata invece la Juve che stasera avrà un motivo in più per tifare Milan.

A Bergamo primo tempo noioso. La partita la fa l’Atalanta, anche se l’unica occasione veramente pericolosoa è un tiro di Padoin che sfila alla destra di Doni. L’undici di Spalletti si fa vedere in avanti di tanto in tanto con Vucinic, recuperato in extremis da Spalletti per la sfida, ma non riesce a rendersi pericolosa. Dopo i primi 45 minuti dagli spogliatoi rientra una Roma irriconoscibile: i giallorossi sembrano molli e svogliati ,e il gol atalantino sembra nell’aria; al minuto 7, infatti, Capelli risove una mischia con un diagonale al fulmicotone e sigla il vantaggio. La Roma è sotto shock, i giocatori nerazzurri sembrano spuntare da ogni lato, e al 10° arria il raddoppio: cross dalla sinistra e Doni anticipa Juan e il suo omonimo portiere; la diefsa giallorossa è allo sbando, e tre minuti dopo arriva il secondo gol di Doni, che sigla così il definitivo 3-0 per un’Atalanta che si riaffaccia in zona Uefa. Giornata da dimenticare per la Roma, che perde un occasione d’oro per guadagnare punti sulle concorrenti per la zona Champions.
Pirotecnico pareggio a Marassi, dove il Genoa parte subito forte e raggiunge il gol con una splendida combinazione Milito-Rossi-Thiago Motta. Uno a zero e applausi a scena aperta. La partita sembra in discesa, ma a complicare tutto ci pensa Biava che alla mezz’ora si fa cacciare per doppio giallo: Genoa in dieci e partita riaperta. Almeno apparentemente. La squdra di Gasperini non sembra infatti risentire più di tanto dell’inferiorità numerica, e anzi si porta sul due zero, in virtù di una strepitosa discesa di Mesto sulla destra, che serve al centro per Palladino, il quale non ha difficoltà a depositare in fondo alla rete. Nel secondo tempo la musica non sembra cambiare, e il Genoa si porta addirittura sul 3-0 con un rigore di Milito al 56esimo: 15 centro in campionato del bomber argentino e partita chiusa. A riaprirla ci pensa un rigore di Mutu al 59esimo, che accorcia le distanze e soprattutto capovolge l’inerzia psicologica del  match: il Genoa ha paura e arretra,  i Viola ci credono e Mutu realizza il secondo gol con una punzione dal limite deviata che inganna Rubinho. Il rumeno completa l’incredibile rimonta all’ultimo secondo di recupero, con una zampata dal limite: tripletta dell’attaccante e rabbia Genoa per una ghiotta occasione getatta al vento.

Partita scialba a Reggio, dove ci si aspetta una Reggina arrembante e invece è il Palermo a tenere le redini del gioco, senza però rendersi mai troppo pericoloso, nonostante le assenze degli squlificati Nocerino e Bresciano. Le migliori occasioni nel secondo tempo: a Di Gennaro, che tutto solo davanti ad Amelia non riesce a bissare lexploit di San Siro, risponde Cavani, che dopo aver ubriacato la difesa amaranto non riesce a freddare Puggioni, subentrato nel primo tempo all’infortunato Campagnolo.
Il Cagliari si riscatta prontamente dopo il passo falso con l’Atalanta. Nel primo tempo Jeda spreca, ma è capitan Fini a siglare l’1-0 con un diagonale in mischia. Il Lecce ci prova, si vede annullare un gol a Tiribocchi per fuorigioco, e nel finale deve soccombere al 2-0 di Matri.
Siena e Udinese si divisono la posta dopo una partita equilibrata. L’undici di Marino, che schiera il trio d’attacco azzurro Pepe-Quagliarella-Di Natale, va vicino al gol con Obodo che arriva con un attimo di ritardo sul traversone di Di Natale. Al 5° della ripresa passa il Siena: Maccarone si fa respingere un penalty, ma è lesto ad arrivare prima di tutti sul pallone e ribadire in porta. A questo punto è Totò Di Natale a prendersi la ribalta: prima si divora un gol a tu per tu con Curci, poi al 27esimo non sbaglia e sigla l’1-1 su assist di un ottimo Obodo.
Ennesima beffa per il Catania a Verona con il Chievo: gli Etnei scendono in campo aggressivi e determinati, la partita è una battaglia giocata a centrocampo. Meritato il vantaggio rossazzurro, quando al 12esimo Pinzi atterra Morimoto in area: Ledesma trasforma, vantaggio Catania, che non trova una vittoria esterna da oltre un anno e mezzo. La partita non regala tante emozioni, il Chievo prova a raggiungere il pareggio e si affaccia in avanti con il solito Italiano, al quale risponde con sicurezza Bizzarri. Sembra ormai fatta per i rossazzurri, quando nei minuti di recupero sugli sviluppi di un calcio d’angolo spunta la testa di Colucci, ex di turno appena trsferitosi a Verona, che anticipa tutti e segna  alla sua prima uscita stagionale.

G.P.

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