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Archivio per la categoria ‘Serie A’

Catania, una città in festa

2 marzo 2009

mascarinho2E’ sicuramente il risultato più roboante di questa 26esima giornata: il Catania, nel derby di Sicilia, và di prepotenza a Palermo e si prende una vittoria per 4-0 contro i padroni di casa, da sempre nemici sportivi, che resterà nella storia sportiva della città.
E non bastasse l’entità del risultato per comprendere lo spessore dell’impresa, si consideri come con questa partita gli Etnei hanno abbattuto una serie di record, storici e non: vittoria esterna con il maggior scarto in Serie A, vittoria con il maggior divario in fatto di reti nel derby, vittoria al Barbera dopo 16 anni (ai tempi si chiamava ancora solo La Favorita); si rompe inoltre la maledizione delle trasferte: lontano dal Massimino il Catania non vinceva infatti dai tempi dell’exploit a Udine nel maggio ‘07.
Un trionfo impreziosito dallo strepitoso gol di Mascara, un mix di follia e tecnica, un pallonetto al volo da centrocampo con una traiettoria che sembra dipinta, un numero che solo un genietto di terra Sicula come Mascarinho poteva inventarsi; “meglio di Beckham e Maradona”, come il telecronista di Sky ha urlato al momento della rete.
E il successo ha mandato in visibilio un’intera città: oltre 1000 tifosi, impossibilitati a seguire i propri beniamini in trasferta per via del divieto dell’ Osservatorio per motivi di ordine pubblico, hanno atteso il pullman della squadra nell’area di servizio del Gelso Bianco, alle porte di Catania; visibilmente emozionati i giocatori, che per un quarto d’ora sono scesi a salutare i tifosi che li acclamavano, e soprattutto mister Walter Zenga, che ha ripreso le incredibili scene di festa col suo telefonino.
Successivamente il pullman si è diretto verso lo stadio A.Massimino, per un altro bagno di folla: ad attenderlo altri almeno 1000 tifosi che si erano spontaneamente diretti verso l’impianto per festeggiare la storica vittoria.
“E’ incredibile, sembra di aver vinto lo scudetto; abbiamo scritto un pezzo di storia, siamo orgogliosi e onorati di aver dato questa gioia alla nostra gente”: queste le parole di Davide Baiocco, capitano della squadra ai tempi dell’approdo in serie A, e autore ieri di una partita perfetta, così come tutti i suoi compagni.

G.P.

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Panucci si scusa, dentro con l’Inter?

27 febbraio 2009

christian_panucciROMA- Christian Panucci torna sui suoi passi e chiede scusa a Luciano Spalletti, dopo oltre un mese da ’separati in casa’.
La rottura era avvenuta il 21 gennaio scorso, quando il difensaore giallorosso si era rifiutato di sedersi in panchina nella trasferta di campionato a Napoli: il mister non la prese bene, e di comune accordo con la società, si decise di escludere Panucci dalla lista della Champions Leauge e di relegarlo di fatto ai margini della squadra.
Adesso il pentimento e, alla luce anche dell’assenza per infortunio di Cicinho, il probabile impiego domenica sera nel big match contro l’Inter.
Sulla vicenda si esprime Oscar Damiani, procuratore del giocatore: “Sono molto contento, Christian ha dimostrato di essere uomo. Si è rivelato umile: ha sbagliato e ha chiesto scusa, anche se in ritardo. Christian è un ragazzo orgoglioso, peccato per l’esclusione dalla Champions. Saper tornare indietro è dimostrazione di grande intelligenza. Sono contento perché potrà dare una mano alla Roma. Ho fatto il tifo per la Roma e per Panucci, anche se ho giocato nella Lazio. Lui sapeva come la pensavo”.
I vertici  della società chiariscono la situazione per bocca di Bruno Conti: “Le scuse di Panucci a Spalletti? Noi abbiamo solo saputo che il giocatore ha chiesto di parlare con l’allenatore. Questo gesto ovviamente ci ha fatto piacere, ma non si può cancellare in un attimo quello che è accaduto. Non ci sono piaciuti alcuni atteggiamenti del giocatore, soprattutto in alcuni momenti delicatissimi di questa stagione; a Napoli è successo qualche cosa che non si può definire certamente corretta, noi siamo ancora in attesa.
Dopo il chiarimento con mister Spalletti, ci si aspetta quindi che il giocatore fornisca delle spiegazioni alla dirigenza, in primis al presidente Rosella Sensi.

G.P.

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Fininvest, smentite voci cessione Milan

24 febbraio 2009

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MILANO- La cessione di quote della società del club di via Turati è assolutamente ‘priva di fondamento’: questa la nota ufficiale comparsa sul sito dei dei rossoneri stamattina.
Viene così seccamente smentita l’ipotesi paventata dal ‘Corriere della sera’ in merito a un interessamento da parte dello sceicco Mansour Bin Zayed Al Nayhan, proprietario del Manchester City, ad acquisire il 40% del pacchetto azionario del Milan.
Secondo il quotidiano di via Solferino l’Abu Dhabi United Group, di proprietà dello sceicco, sarebbe stato pronto a versare nelle casse sociali circa 500 miloni di euro, e la Fininvest, proprietaria del 100% della Ac Milan S.p.a., avrebbe dato l’assenso per l’avvio dellle trattative.

G.P.

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Napoli, gli ultrà assediano la squadra

22 febbraio 2009

napoli

NAPOLI- Ore di tensione a Napoli. Al termine della partita odierna che ha visto il Napoli sconfitto dal Genoa, circa trecento ultrà di curva A e B hanno assediato l’uscita della rampa degli spogliatoi dello stadio San Paolo.
Un cordone di polizia in assetto antisommossa sta tutt’ora circondando la struttura per evitare che il gruppo di esagitati possa averne accesso, mentre i giocatori sono bloccati all’interno.
I tifosi, che protestano contro le deludenti prestazioni della loro squadra, a secco di vittorie dal match con il Catania del 10 gennaio, hanno appeso uno striscione polemico nei confronti del presidente De Laurentiis e scandito contro gli azzurri del tipo “Uscite a mezzanotte”.
Applausi, invece, all’uscita del pullman dei giocatori genoani, in nome anche di uno storico gemellaggio fra le due tifoserie.

G.P.

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25esima giornata: Milan, Fiorentina e Genoa tengono il passo

22 febbraio 2009

mutugila_120808-2061915In una domenica segnata dalla scomparsa del direttore della Gazzetta dello sport Candido Cannavò, ricordato con minuto di raccoglimento su tutti i campi di A, spiccano le vittorie di Milan, Fiorentina e Genoa che rispondono così ai successi di Inter, Roma e Juventus, impegnate di sabato in vista della due giorni di Champions; in coda punti d’oro per Catania, Sampdoria e Torino, capitola in casa il Lecce.

A San Siro, al cospetto di un Milan reduce dall’ennesima rimonta subita in questa stagione, per mano stavolta del Werder Brema nell’andata degli ottavi di coppa Uefa, si presenta il Cagliari delle meraviglie di mister Allegri, con l’intenzione di vendere cara la pelle.
Ed effettivamente i sardi confermano quanto di buono mostrato in questa stagione, difendendosi con ordine e ripartendo sulle fasce con un Cossu ispiratissimo oggi, sul tiro del quale Abbiati deve sfoderare una vera e propria prodezzza. Nel Milan, un ottimo Beckham non basta a innnescare coi suoi traversoni l’unica punta Inzaghi, lasciata troppo sola da un Seedorf abulico e innervosito dai fischi del pubblico: si sentono le assenze di Pato e Ronaldinho, manca fantasia e concretezza là davanti.
Ma è proprio l’olandese a decidere al 65esimo, insaccando la palla carambolata su Marchetti dopo un pasticcio di Lopez; il Cagliari ci prova nel finale, ma i rossoneri tengono botta e portano a casa tre punti che fanno classifica e morale.
A Firenze, nella delicata sfida col Chievo i viola, ormai specialisti della zona Cesarini, ribaltano all’ultimo secondo la situazione con una zampata del solito Mutu.
Partenza arrembante dei clivensi, che senza alcun timore reverenziale conducono il gioco, e sugli sviluppi di un calcio d’angolo passano in vantaggio al minuto 13 con una girata del difensore Morero. Ci si aspetta la reazione della Fiorentina, e invece e ancora il Chievo a a sfiorare la rete dopo un salvataggio sulla linea di Montolivo che per poco non favorisce Yepes. Nel secondo tempo la musica non sembra cambiare, con la squdra di Prandelli volenterosa ma senza lucidità: le occasioni fioccano da una parte e dall’altra, con Sorrentino e Frey impegnati da Pinzi e Pasqual; ed è proprio il terzino sinistro viola che al 73esimo fornisce a Gilardino l’assist buono per la zuccata dell’1-1. Ma è nel finale,come anticipato, che si decide il match; al 4° di recupero, su un’azione viziata da un probabile fallo di Mutu, con Mandelli a terra rapido ribaltamento di fronte e zampata del rumeno su sponda del neoentrato Bonazzoli: 2-1, grandi polemiche in campo con uno Yepes scatenato, rissa sfiorata, ma poi gli animi si calmano e le squadre si ritirano negli spogliatoi in buon ordine.
Al San Paolo, il match fra Napoli e Genoa, uno dei più attesi di questo turno, si rivela partita di rara bruttezza: squadre lente e apparentemente svogliate, anche se il terreno di gioco in pessime condizioni non favorisce lo spettacolo; uniche occasioni degne di nota, un colpo di testa di Denis di poco alto e una conclusione ravvicinata del ‘Principe’ Milito. Per il resto, il nulla. Il secondo tempo si apre sulla stessa falsa riga dei primi 45 minuti, ma nei rossoblu c’è uno Jankovic in più: il centrocampista ex Palermo risulterà l’ago della bilancia in favore della squadra di Gasperini; infatti, dopo una prima occasione fallita, il serbo batte Navarro sfruttando un assist d’oro del sempre più leader Thiago Motta e premiando la scelta del suo allenatore. Il Napoli, nonostante lo svantaggio, non punge più di tanto, ed è anzi Navarro a dover negare il 2-0 ancora a Jankovic. Vittoria fondamentale per il Genoa, Napoli in crisi nera: a questo punto Reja rischia grosso.
A Lecce, una Lazio concreta ottiene la prima vittoria del girone di ritorno contro i salentini in piena zona retrocessione. Inizio col botto: pronti via, palo di Cacia, a cui risponde la traversa di Zarate con un gran tiro da fuori. La Lazio attacca, e al minuto 10 trova il gol con una bella girata di Foggia deviata da Stendardo che trafigge Benussi; il Lecce non ci sta, tenta una reazione, e al 29esimo Tiribocchi colpisce il secondo palo della partita. Al rientro degli spogliatoi i padroni di casa sembrano confermare il piglio propositivo di fine primo tempo, ma a tagliargli le gambe ci pensa Kolarov, che dopo una discesa sulla sinistra alla Roberto Carlos scocca un mancino terrificante sul quale Benussi non può nulla. La partita si spegne, il Lecce non trova la forza di reagire e la Lazio controlla con ordine: ultimo sussulto, il terzo legno di giornata, colto da Ariatti con un gran sinistro dalla distanza.
Il Catania grazie alle reti dei suoi due neoacquisti ottiene una fondamentale vittoria in chiave salvezza contro una Reggina che appare sempre più spacciata; i siciliani, a secco di vittorie dal 21 dicembre, scendono in campo con un unico obiettivo, i 3 punti. Mister Zenga propone una squdra corta e aggressiva, e i frutti si vedono subito: prima Mascara sfiora il vantaggio con una gran punizione dal limite, poi è Capuano che al 35esimo sfrutta una respinta imprecisa di Puggioni e con una fucilata di sinistro lo batte. Partita non certo esaltante, la Reggina non si scuote, e allora il Catania chiude il conto al 74esimo con Potenza, che risolve di giustezza una mischia in area. Etnei che ritrovano i 3 punti e si mantengono a distanza di sicurezza dalla zona calda.
Sucesso fondamentale anche quello del Torino, che all’Olimpico supera un’ Udinese mai realmente in partita, e si tira fuori dalla zona retrocessione. Primo tempo sottoritmo: l’unica emozione la regala Gasbarroni, all’esordio in maglia granata, con un destro dal limite al quale Belardi si oppone bene. Nel secondo tempo il Toro è più aggressivo, ci prova con Natali prima e con Bianchi poi, finchè a dieci minuti dalla fine riesce a raggiungere il meritato vantaggio con Dellafiore, che risolve su azione d’angolo. L’Udinese si sveglia, ma è ormai tardi: prova una rezione, le restano solo le recriminazioni per un mani in area di Natali.
A Genova Cassano inventa, Pazzini finalizza, e la Samp raccoglie 3 punti importantissimi per la corsa alla salvezza. Inizio di partita godibile, con occasioni di Cassano da una parte e Pellegrino, anticipato da Stankevicius, dall’altra. Dopo le iniziali fiammate, la partita si spegne, ed è l’Atalanta a sfiorare il vantaggio con Padoin, che approfitta di una dormita di Raggi e impegna Castellazzi. In una Sampdoria scialba, brilla solo la classe di fantAntonio; il talento di Bari vecchia, al minuto 61, sfodera un colpo sotto geniale che mette Pazzini solo davanti a Consigli: l’ex Fiorentina è freddissimo, e insacca l’1-0. L’Atalanta abbozza una timida reazione, ma la Sampdoria non ha problemi a condurre in porto il successo.

G.P.

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Torna la violenza: sette arresti a Milano

18 febbraio 2009

CALCIO: SERIE A INTER MILANE’ di nuovo allarme violenza nel calcio: dopo l’incidente di Marassi di domenica pomeriggio, con un tifoso genoano, Gabriele Amato, investito dal pullman della Fiorentina e ancora in bilico tra la vita e la morte, anche il derby serale è stato macchiato dal sangue.
Protagonisti della spiacevole vicenda, un gruppo di tifosi rossoneri assiepati nel secondo anello della Sud e i ‘cugini’ del club ‘Banda bagaj’, una ventina in tutto, che occupano il primo anello.
La scintilla che avrebbe fatto degenerare la situazione, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stata l’esposizione, da parte degli ultrà rossoneri, di uno striscione “Noi padroni di San Siro” che avrebbe ostruito la vista del terreno di gioco ai tifosi di casa.
Si aggiunga all’oggettivo impedimento quella dose di ‘astio’ che da sempre corre fra le due opposte fazioni, e il gioco è fatto: gli interisti pensano di liberarsi la visuale strappando lo striscione, e scatenano la reazione dei rivali, che prima iniziano un fitto lancio di monetine e bottiglie, poi scendono nel primo anello per ‘chiarire a quattr’occhi’ la faccenda; ne nasce un tafferuglio, terminato con un bilancio di 6 supporter nerazzuri, tutti di circa trent’anni, feriti in modo non grave, fatta eccezione per due di loro: il primo ha riportato la frattura del setto nasale, l’altro ha subito il distacco della retina a causa di un pugno ed è ancora ricoverato.
Non ci hanno messo molto le forze dell’ordine a risalire ai responsabili dell’accaduto, e a finire in manette sono stati 7 ultras rossoneri: Marco Pacini di 23 anni, Marco Solari di 45 anni e Cristian Matasciola di 25 anni, appartenenti alle “Brigate Rossonere”, e Antonino Amato di 29 anni, Luca e Francesco Lucci di 27 e 29 anni e Angelo Mario Vittori di 35 anni, dei “Guerrieri Ultras”.
Stamattina il giudice del tribunale di Milano, Anna Maria Gatto, ha confermato le misure cautelari per quattro dei sette, disponendo altresì i domiciliari per Luca e Francesco Lucci. Liberi con obbligo di firma invece Angelo Vittori e Marco Pacini, che restano indagati a piede libero.

G.P.

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24esima Giornata

15 febbraio 2009

Giornata ricca di emozioni questa 24esima, con la Juve bloccata sul pari dalla Sampdoria nonostante una partita tutto cuore, e la Roma che soccombe a Bergamo sotto i colpi di un’Atalanta scatenata. Spettacolo a Genova, dove dopo un’ora di show i rossoblu, in dieci , si vedono subiscono l’incredibile rimonta di una Fiorentina trascinata da Mutu.

All’Olimpico di Torino la Juve scende in campo determinata a trovare i tre punti, per portarsi a -4 dall’inter in attesa del derby delle 20.30; di fronte si trova una Sampdoria solida, che trascinata da fantAntonio Cassano , si gioca la partita a viso aperto. E sono propio i blucerchiati a passare in vantaggio a sorpresa al minuto 10: taglio dentro di Pazzini, assist col contagiri di Cassano , e l’attaccante ex viola fulmina con freddezza Buffon con un elegante tocco sotto. La Juve, che già prima dello svantaggio ci aveva provato con Nedevd prima e con un colpo di tacco di DelPiero poi, non ci sta e si riversa nella metà campo avversaria; la squdra di Mazzarri dimostra però di saper tenere il campo, e rischia veramente solo in occasione dei due legni di Nedved, il primo colpito con un elegante colpo sotto che scavalca Castellazzi ma incoccia sulla base del palo, il secondo con un colpo di testa a botta sicura che si va a stampare sulla traversa. Al rientro la Sampdoria si mostra pericolosa con un palo colpito sugli sviluppi di un cross dalla destra di Cassano  deviato dal Molinaro, ma è sempre la Juve a fare la partita. L’ingresso di Govinco dà quell’imprevedibilità in più all’attacco bianconero, e i frutti si vedono subito: è proprio da un cross del giovane fantasista che nasce il gol del pareggio, con Amauri che coraggiosamente si tuffa di testa, anticipando Da Costa e siglando il meritato pareggio al 61esimo. I bianconeri non si accontentano, e vanno alla ricerca del gol vittoria con ogni mezzo; mezz’ora di assedio, ma l’occasione più pericolosa viene da calcio piazzato: Del Piero disegna una traiettoria magica che va a spegnersi sullla traversa, prima di carambolare sul palo e venire allontanata dalla difesa. Pareggio preziosissimo per la Samp invischiata nella lotta salvezza, sfortunata invece la Juve che stasera avrà un motivo in più per tifare Milan.

A Bergamo primo tempo noioso. La partita la fa l’Atalanta, anche se l’unica occasione veramente pericolosoa è un tiro di Padoin che sfila alla destra di Doni. L’undici di Spalletti si fa vedere in avanti di tanto in tanto con Vucinic, recuperato in extremis da Spalletti per la sfida, ma non riesce a rendersi pericolosa. Dopo i primi 45 minuti dagli spogliatoi rientra una Roma irriconoscibile: i giallorossi sembrano molli e svogliati ,e il gol atalantino sembra nell’aria; al minuto 7, infatti, Capelli risove una mischia con un diagonale al fulmicotone e sigla il vantaggio. La Roma è sotto shock, i giocatori nerazzurri sembrano spuntare da ogni lato, e al 10° arria il raddoppio: cross dalla sinistra e Doni anticipa Juan e il suo omonimo portiere; la diefsa giallorossa è allo sbando, e tre minuti dopo arriva il secondo gol di Doni, che sigla così il definitivo 3-0 per un’Atalanta che si riaffaccia in zona Uefa. Giornata da dimenticare per la Roma, che perde un occasione d’oro per guadagnare punti sulle concorrenti per la zona Champions.
Pirotecnico pareggio a Marassi, dove il Genoa parte subito forte e raggiunge il gol con una splendida combinazione Milito-Rossi-Thiago Motta. Uno a zero e applausi a scena aperta. La partita sembra in discesa, ma a complicare tutto ci pensa Biava che alla mezz’ora si fa cacciare per doppio giallo: Genoa in dieci e partita riaperta. Almeno apparentemente. La squdra di Gasperini non sembra infatti risentire più di tanto dell’inferiorità numerica, e anzi si porta sul due zero, in virtù di una strepitosa discesa di Mesto sulla destra, che serve al centro per Palladino, il quale non ha difficoltà a depositare in fondo alla rete. Nel secondo tempo la musica non sembra cambiare, e il Genoa si porta addirittura sul 3-0 con un rigore di Milito al 56esimo: 15 centro in campionato del bomber argentino e partita chiusa. A riaprirla ci pensa un rigore di Mutu al 59esimo, che accorcia le distanze e soprattutto capovolge l’inerzia psicologica del  match: il Genoa ha paura e arretra,  i Viola ci credono e Mutu realizza il secondo gol con una punzione dal limite deviata che inganna Rubinho. Il rumeno completa l’incredibile rimonta all’ultimo secondo di recupero, con una zampata dal limite: tripletta dell’attaccante e rabbia Genoa per una ghiotta occasione getatta al vento.

Partita scialba a Reggio, dove ci si aspetta una Reggina arrembante e invece è il Palermo a tenere le redini del gioco, senza però rendersi mai troppo pericoloso, nonostante le assenze degli squlificati Nocerino e Bresciano. Le migliori occasioni nel secondo tempo: a Di Gennaro, che tutto solo davanti ad Amelia non riesce a bissare lexploit di San Siro, risponde Cavani, che dopo aver ubriacato la difesa amaranto non riesce a freddare Puggioni, subentrato nel primo tempo all’infortunato Campagnolo.
Il Cagliari si riscatta prontamente dopo il passo falso con l’Atalanta. Nel primo tempo Jeda spreca, ma è capitan Fini a siglare l’1-0 con un diagonale in mischia. Il Lecce ci prova, si vede annullare un gol a Tiribocchi per fuorigioco, e nel finale deve soccombere al 2-0 di Matri.
Siena e Udinese si divisono la posta dopo una partita equilibrata. L’undici di Marino, che schiera il trio d’attacco azzurro Pepe-Quagliarella-Di Natale, va vicino al gol con Obodo che arriva con un attimo di ritardo sul traversone di Di Natale. Al 5° della ripresa passa il Siena: Maccarone si fa respingere un penalty, ma è lesto ad arrivare prima di tutti sul pallone e ribadire in porta. A questo punto è Totò Di Natale a prendersi la ribalta: prima si divora un gol a tu per tu con Curci, poi al 27esimo non sbaglia e sigla l’1-1 su assist di un ottimo Obodo.
Ennesima beffa per il Catania a Verona con il Chievo: gli Etnei scendono in campo aggressivi e determinati, la partita è una battaglia giocata a centrocampo. Meritato il vantaggio rossazzurro, quando al 12esimo Pinzi atterra Morimoto in area: Ledesma trasforma, vantaggio Catania, che non trova una vittoria esterna da oltre un anno e mezzo. La partita non regala tante emozioni, il Chievo prova a raggiungere il pareggio e si affaccia in avanti con il solito Italiano, al quale risponde con sicurezza Bizzarri. Sembra ormai fatta per i rossazzurri, quando nei minuti di recupero sugli sviluppi di un calcio d’angolo spunta la testa di Colucci, ex di turno appena trsferitosi a Verona, che anticipa tutti e segna  alla sua prima uscita stagionale.

G.P.

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Beck, fine dell’avventura

14 febbraio 2009

Proprio alla vigilia dell’attesissimo derby della Madunina, dagli USA giungono notizie ‘nefaste’ per i rossoneri.
Sembra infatti calare il sipario sull’avventura milanese di David Beckham, stando almeno alle recenti dichiarazioni che Tim Leiweke, presidente del gruppo AEG detentore della squadra di calcio californiana, ha rilasciato al ‘Los Angeles Times’:  “David tornerà qui il 9 marzo e non vogliamo più parlare dell’argomento”.
A mezzanotte scorsa è infatti scaduto il termine ultimo fissato che i Galaxy, proprietari del cartellino, avevano fissato per un ultimo possibile margine di trattativa: il club di Via Turati, che si era già visto respingere una proposta da 10-11 milioni di dollari, sembra abbia fatto un estremo tentativo giovedì notte, rivelatosi però del tutto inutile.
“Ulteriori offerte -chiarisce Leiweke- non verranno prese in cosiderazione; quelli del Milan torneranno alla carica, certo che lo faranno, ma non è corretto”.

Sull’argomento interviene anche Garber, numero uno della lega professionistica nord-americana, chiarendo come “un eventuale passaggio di Beck al Milan sarebbe potuto avvenire solo se fosse stata corrisposta alla MLS una cifra che riconoscesse il valore dei servigi resi dal calciatore al Galaxy e al campionato Usa nel suo complesso”.

Ridimensionata anche la possibilità che il giocatore, che grazie alle sue ultime prestazioni in maglia rossonera aveva riconquistato la nazionale, pagasse di tasca propria la ‘differenza’ necessaria per consenitre la sua permanenza a Milano.
“Non credo che siano queste le sue intenzioni”, ha minimizzato Leiweke, “e io mai lo incoraggerei anche soltanto a pensarci. Quello a cui puntiamo”, ha concluso, “è fare sì che David sia entusiasta della formazione quale la stiamo allestendo qui, e dell’idea di tornare da noi”.

G.P.

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