Cori razzisti, Mensah si fa cacciare
Un gesto forte, che farà sicuramente discutere. Perchè di mezzo c’è la dignità di uomo, che troppo spesso viene calpestata senza ritegno.
Protagonista John Mensah, capitano del Ghana e vecchia conoscenza del calcio italiano, dove ha militato nel Bologna, Genoa, Cremonese Chievo e Modena e Palermo.
Il difensore, attualmente in forza al Lione, è stato vittima di continui insulti di stampo razzista nel corso di tutto il primo tempo del match di domenica con il Le Havre.
Esasperato, al rientro negli spogliatoi si è tolto la maglia con l’intenzione di non rientrare in campo; il provvidenziale intervento dell’allenatore Claude Puel ha convinto il giocatore a tornare sui suoi passi, nella speranza che la situazione potesse migliorare nei secondi 45 minuti. Speranza che è però rimasta vana: il ragazzo è stato preso nuovamente di mira, finchè, con un gesto che ha del clamoroso, si è fatto volontariamente ammonire due volte, ed ha così potuto abbandonare il rettangolo di gioco.
Le forze dell’ordine hanno arrestato un uomo di 21 anni, accusato di aver urlato gli insulti razzisti a Mensah; martedì il ventunenne è stato rilasciato: adesso rischia 6 mesi di carcere, una multa di 22.500 euro e una diffida dall’assistere a manifestazioni sportive per 3 anni.
L’atleta ha dichiarato di essere fortemente scosso per l’accaduto, e alla luce dei fatti non sa se sarà in grado di continuare a giocare in un clima del genere: “Voglio pensarci bene. Sono un professionista, ma sono soprattutto un uomo”.
Un episodio gravissimo, ma purtroppo non nuovo al calcio francese, dove evidentemente gli echi dei problemi d’integrazione risuonano anche negli stadi.
G.P.
Commenti recenti