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Blog di Meteorologia, Eliofisica, Storia, Fisica, Astronomia a cura di Flavio Scolari

Prime nevicate della stagione invernale in Svizzera

Posted by Enea On ottobre - 21 - 2008

Nei prossimi giorni sono previste le prime nevicate lungo i rilievi Alpini, inzialmente il limite inferiore delle nevicate a 2300 metri, dovrebbe calare entro venerdi 24 ottobre a 2000 metri di quota a Sud delle Alpi, mentre oltralpe il limite inferiore della neve dovrebbe calare a 1200 metri di quota.

Nulla di insolito considerando il periodo al quale ci troviamo se non per il divario del limite inferiore della neve presente tra i due versanti Alpini.

Anche a tal proposito esiste l’adeguata spiegazione, inanzitutto dobbiamo considerare che i fronti freddi sono sovente preceduti dalla risalita di masse d’aria caldo-umida proveniente da Sud Ovest se il sistema frontale è associato ad un minimo depressionario posizionato tra il Nord Atlantico e il Nord Europa.

È risaputo che il fronte freddo rimpiazza l’aria caldo-umida presente con una massa d’aria più fredda, di conseguenza il fronte è seguito dalla discesa di fresche correnti Nord Occidentali dal Nord Atlantico o dal Nord Europa.

È noto che il versante Nord Alpino è in genere molto più esposto alle masse d’aria provenienti dal Nord Atlantico che solitamente quando valicano le Alpi, sopraggiungono come miti correnti per effetto favonico.

Infatti anche la conformazione orografica del territorio gioca un ruolo fondamentale a livello climatico non a caso ricordo brevemente come si comportano le masse d’aria in presenza dei rilievi montuosi.

Versante sopravvento:

La massa d’aria di umidità subisce una risalita forzata, poiché per valicare il versante alpino e certamente costretta a risalire, saturando in tal modo il vapore acqueo presente.

La temperatura diminuisce di circa 1/2°C ogni 100 metri di altezza (dal punto di saturazione del vapore acqueo), poiché la saturazione del vapore acqueo sprigiona calore latente che mantiene di conseguenza il calo termico più contenuto.

Versante sottovento:

La massa d’aria avendo scaricato tutta l’umidità presente lungo il versante opposto, ne risulta secca, in tal modo per proseguire si trova costretta a ridiscendere il versante sottovento per colmare il divario barico che ne consegue tra i due versanti Alpini.

La temperatura aumenta di 1°C ogni 100 metri di quota, poiché non essendoci saturazione del vapore acqueo, non vi è più il contributo termico indotto dal calore latente, dunque l’aumento termico maggiore con l’altezza, comporta ad avere temperature maggiori al suolo rispetto al versante soppravvento.

In dettaglio:

Inizialmente martedi 21 ottobre è previsto tempo nuvoloso al Sud delle Alpi e nel pomeriggio vi saranno le prime deboli precipitazioni indotte dall’effetto di sbarramento da Sud per le calde correnti Sud Occidentali che anticiperanno il fronte freddo.

Infatti lungo le vallate Nord Alpine si prevedono ampie schiarite favoniche, poi dalla sera prime precipitazioni in estensione dalla Svizzera Romanda a tutte le regioni per l’avvicinamento del sistema frontale.

Mercoledi 22 ottobre è previsto tempo perturbato in tutto il paese Helvetico con precipitazioni, più importani oltralpe quando potranno assumere carattere temporalesco, le precipitazioni dovrebbero invece risultare più moderate al Sud delle Alpi mangrado non siano esclusi localmente dei temporali.

Il limite delle nevicate calerà dai 2300 metri ai circa 2000 metri al Sud, mentre al Nord potrebbe calare fin versi i 1600 metri di quota.

Giovedi 23 ottobre altra giornata perturbata in tutto il paese con precipitazioni più continua al Nord, quando il limite delle nevicate calerà fin verso i 1500 metri, mentre al Sud le precipitazioni dovrebbero risultare più intermittenti con un limite delle nevicate stabile ai 2000 metri.

Venerdi 24 ottobre sopraggiungerà l’aria fredda che segue il fronte freddo, pertanto al Sud delle Alpi sono previste alcune schiarite per un debole effetto favonico, mentre al Nord le precipitazioni dovrebbero proseguire intermittenti, accompagnate da un’ulteriore calo del limite inferiore delle nevicate fin verso i 1200 metri di quota.

Sabato 25 ottobre probabile cessazione delle precipitazioni anche al Nord e schiarite a partire dalla Svizzera Romanda.

Una dinamica piuttosto comune con il quale avviene il passaggio di un fronte freddo associato ad un minimo depressionario centrato tra il Nord Atlantico e il Nord Europa.

Sovente infatti quando sopraggiunge l’aria fredda che segue un fronte freddo, in grado di produrre un importante calo del limite inferiore delle nevicate, il versante Sud Alpino, si trova a fare i conti con la catena montuosa restando di conseguenza protetto per l’effetto favonico derivante.

Viceversa accade in presenza di venti Sciroccali in genere associati ad una ciclogenesi centrata tra il golfo del Leone e il golfo di Genova.

Possiamo affermare che le piogge più consistenti dovrebbero verificarsi teoricamente lungo il versante sud alpino essendo esposto a masse d’aria più calda, dunque avente una concentrazione del vapore acqueo generalmente superiore, mentre il versante nord alpino essendo più esposto alle masse d’ara fredda, è più soggetto a nevicate durante i mesi invernali (ma evidentemente non è sempre così).

Talvolta le nevicate più importanti si verificano lungo il versante sud delle alpi, in presenza di una depressione mediterranea, dunque le intense e incessanti precipitazioni che sovente interessano in queste occasioni le vallate sud alpine, favorendo un abbassamento delle temperature e di conseguenza del limite delle te che varia molto a seconda dell’intensità delle precipitazioni.

L’abbassamento delle temperature sovente è innescato comunque principalmente dalla presenza di aria fredda continentale che scorre negli strati bassi della troposfera in presenza di un centro anticiclonico sull’Europa orientale, producendo in tal modo sacche di resistenza, ossia masse d’aria fredda che resta imprigionata per giorni dalla catena alpina, sopra le pianure del nord-ovest italico.

Ciò può portare fino a 1 metro di neve in un sol giorno, rendendo così l’idea di quanto possano essere abbondanti le precipitazioni anche in pieno inverno.

Viceversa al nord, nevicate di tale rilevanza si verificano più difficilmente, nonostante le nevicate siano nel complesso evidentemente un fenomeno più frequente.

Flavio Scolari

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