Capodanno con i fiocchi
Capodanno con i fiocchi
Contrariamente a quanto si potesse pensare alcuni giorni fa, sembrerebbe proprio che sia il 31 dicembre 2008 che il 01 gennaio 2009 nevicherà .
Fino a qualche giorno fa i modelli vedevano un imponente anticiclone di 1040 hPa (ridotto al livello del mare) centrato tra il centro Europa e l’Est Europeo in grado di regalarci giornate soleggiate e un pò più miti, in questi ultimi giorni però qualcosa è cambiato.
Ora i modelli vedono piuttosto che l’attuale anticiclone centrato sull’Est Europeo cederà il posto ad un’anticiclone centrato molto più a Nord rispetto a quanto previsto precedentemente grazie ad una maggior influenza dell’Anticiclone termico Groenlandese e una “temporanea scomparsa” dell’anticiclone termico Russo-Siberiano sul comparto del nostro vecchio continente.
Non si distinguono nemmeno importanti centri anticiclonici associati all’anticiclone dinamico delle Azzorre per i prossimi giorni.
Tutto questo favorirà un costante ingresso di fredde correnti di origine polare che scorreranno lungo il fianco Orientale del promontorio anticiclonico, che sfociando nel Mediterrano favorirà una ciclogenesi altrimenti prima scongiurata.
Inizialmente l’area depressionaria si svilupperà tra la Francia Meridionale e il Mediterraneo Occidentale richiamando in tal modo miti correnti di Scirocco che scorreranno lungo il fianco Orientale della depressione non particolarmente profonda (meglio visibile alla quota degli 850 hPa), è dunque presumibile dire che in Italia si assisterà ad un incremento delle temperature almeno temporaneamente, fatta eccezione per il Nord Ovest Italiano e la Svizzera Italiana che beneficernno del cuscinetto d’aria fredda formatosi a seguito dell’aria gelida giunta dai Balcani gli scorsi giorni nei bassi strati.
L’abbassamento delle temperature sovente è innescato proprio dalla presenza di aria fredda continentale che scorre negli strati bassi della troposfera in presenza di un centro anticiclonico sull’Europa Orientale, producendo in tal modo sacche di resistenza, ossia masse d’aria fredda che resta imprigionata per giorni dalla catena alpina, sopra le pianure del Nord-Ovest italiano.
In parte anche il Nord Est potrebbe beneficiare di questo fattore almeno temporaneamente, a inizio evento, dunque saranno probabili nevicate fino a quote collinari al Nord Est, e fin sulle Pianure al Nord Ovest (Svizzera Italiana compresa), mentre nelle restanti regioni Italiane il limite delle nevicate salirà fin verso i 1400 metri di quota lungo i rilievi del Sud, fin verso i 1200 metri di quota lungo i rilievi del cento.
Tuttavia con lo spostamento della depressione mediterranea si potrebbe assistere ad un generale miglioramento del tempo sul Nord Italia (Svizzera Italiana compresa) verso il fine settimana grazie ad una lieve tendenza favinica lungo le vallate delle Alpi centro-Occidentali, mentre il centro-Sud potrebbe vedere un’intensa fase di maltempo prima di ritornare ad un probabile regime di venti Orientali con Bora su medio-alto Adriatico e Bise oltralpe.
Per l’Epifania i modelli attualmente vedono una buona possibilità di avere ancora neve grazie ad una vasta circolazione depresisonaria sul Mediterraneo centro-Occidentale, mentre successivamente sembra più probabile l’ingresso di gelidi venti Orientali (Burian), ritornando dunque a condizioni più similari a quelle attuali per un influenza maggiore dell’anticiclone termico Russo-Siberiano sull’Europa Orientale, ma qui occorre ancora molta precauzione data la distanza temporale che ci separa dal possibile evento.
Anche osservando la stratosfera, si continua a distinguere un VP fortemente perturbato da condizioni di Statallert o Stratwarming, ciò favorisce una situazione molto dinamica per le nostre latitudini e su vasta scala un’aumento degli scombi meridiani con conseguenti anomalie termiche e pluviometriche.
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