Introduzione
In questa pagina vorrei introdurvi nel mondo di anime e manga. Sarà una sezone utile in particolar modo a coloro che si avvicinano a questo interesse per le primissime volte e li aiuterà a raccapezzarcisi un tantino più agevolmente.
Verrà aggiornato di volta in volta.
Tanto per cominciare partiamo dal gergo, dalle parole di uso comune nelle quali spesso e volentieri potreste imbattervi.
Partiamo dalle basi:
Anime
Con questa definizione s’intende un cartone animato giapponese, non rientrano quindi nella categoria i Simpson (tanto per fare un esempio diretto)
Per una più corretta e profonda informazione sulla parola v’invito a visitare la completissima definizione riportata da wikipedia al seguente link ANIME by wiki
OAV
Gli OAV sono anime rilasciati direttamente per il mercato home video, solitamente quindi non si tratta di una serie ma di episodi con una trama a se stante basata però su una serie già esistente
Fansub
Con Fansub s’intende l’ormai diffusissima pratica di sottotitolazione di anime in lingua italiana.
In questo caso c’è da specificare una cosa importantissima…il fansub è esplicitamente vietato dalla legge quando si tratta di opere già messe in commercio nel nostro paese mentre vi è una sorta di tacito accordo tra fansubber (i gruppi che effettuano questi lavori per pura passione e senza fini di lucro) e case cinematografiche.
Nel primo caso si viola in modo evidente la legge sui diritti d’autore, nel secondo non vi è ancora una norma chiara che possa sancirli leggittimi o illegittimi, stà di fatto che la legge sul diritto d’autore è stata creata con il giusto scopo di tutelare il lavoro degli artisti e trattando opere i cui diritti non siano ancora stati acquisiti da nessuno non si arreca danno economico ma anzi!….le case distributrici più intelligenti hanno ben compreso che il fansub può essere un ottima fonte di pubblicità gratuita per l’opera e l’artista stesso.
Tutti i fansubber group non hanno alcun problema legale, tengono i loro siti ben pubblicizzati e accessibili a chiunque e si guardano bene dal distribuire opere per le quali i diritti siano già stati acquistati ed anzi, sono i primi a sospendere il loro lavoro di sottotitolazione e di distribuzione nel qual caso l’opera venga acquistata da qualcuno e si prodigano nel far rispettare tale regola anche agli altri (per quanto possibile) pubblicizzano i siti delle case distributrici e tentano di incentivare il commercio di materiale ORIGINALE.
Sul nostro forum non è affatto vietato discutere di opere e di fansubber groups ma vi invitiamo caldamente ad evitare qualsiasi link ai suddetti siti e soprattutto a materiale da scaricare
Manga
Con questo termine vengono invece indicati i fumetti giapponesi e per una completa informazione a riguardo vi rimando ancora una volta alla definizione di wikipedia Manga by wiki
Manhwa
I manhwa non sono altro che fumetti assai simili a quelli giapponesi e si differenziano da questi appena vagamente (e neanche sempre) per lo stile di disegno ma principalmente per la provenienza degli stessi, il manwha infatti altro non è che il fumetto koreano e anche per questo motivo non si legge da destra a sinistra come accade nel manga ma ha lo stesso senso di lettura adottato comunemente da noi europei.
Come al solito vi rimando a Wikipedia per maggiori approfondimenti Manhwa by wiki
Mangaka
Come si potrebbe facilmente intuire dalla parola stessa il mangaka non è altro che la’utore dei nostri amatissimi manga.
Otaku
Viene così definito un iper appassionato di anime, manga e videogames giapponesi e tutto ciò che vi gira intorno.
Per una definizione più completa vi rimando al link –> Otaku by wiki
Ikkikomori o Hikki
Il fenomeno degli Ikkikomori in Giappone ha assunto proporzioni davvero preoccupanti, si tratta di milioni di giovani che tendono ad estraniarsi completamente dalla vita sociale per rinchiudersi tra le mura domestiche, molto spesso (ma non necessariamente) coincide col fenomeno “otaku”
Talvolta questi giovani non hanno il coraggio neanche più di uscire al di fuori delle mura della loro stessa camera!
E’ una patologia purtroppo molto diffusa in Giappone e proprio per questo molte opere hanno cominciato a trattarla. La più rappresentativa è senz’altro “Welcome to the NHK” e per certi versi anche “Rozen Maiden”.
Kawaii
E’ una parola che viene utilizzata spessissimo in anime e manga, spesso addirittura come aggettivo per descrivere una certa tipologia di opera o di personaggi!
In realtà è una parola giapponese che ha semplicemente il significato di “carino”
Vi rimando al solito link di wikipedia > Kawaii by wiki
Fan Service
Come Fanservice comunemente s’intende il soffermarsi su particolari che hanno ben poco a che vedere con la trama e anzi….nel 90% dei casi si tratta di riferimenti a sfondo sessuale più o meno maliziosi, spesso si tratta dell’inquadratura delle mutandine della protagonista o della generosa scollatura e\o situazioni analoghe.
Per una definizione più completa il seguente link > Fanservice by wiki
Ecchi
Per “ecchi” comunemente s’intende una tipologia di opere a sfondo sessuale di genere poco spinto, come direbbero alla europea “softcore” o più semplicemente ancora potremmo parlare di situazioni che hanno a che vedere con l’erotismo in generale. La parola stessa, tradotta dal giapponese, prenderebbe il significato di “sexy, osceno, lasciovo o cattivo”.
Per una definizione più completa vi rimando al link di wikipedia > Ecchi by wiki
Hentai
L’Hentai è la massima espressione per quanto concerne il piccante. In pratica si tratta di vera e propria pornografia manghesca.
Inutile dire che materiale di questo tipo non è gradito sul nostro forum per ovvi motivi di decenza.
Per una definizione più completa il solito link di wikipedia > Hentai by wiki
Diciture in Giapponese
Personalmente non ho mai dato alcun importanza ne tantomeno affidamento a tali categorizzazioni in quanto (a mio personale avviso) risultano troppo spesso fuorvianti tuttavia molti le seguono scrupolosamente e senza ombra di dubbio v’imbatterete in questi termini spesso e volentieri!
Seinen > 青年 significa “maggiorenne”
Indica opere che hanno un target principalmente maggiorenne, solitamente trattano tematiche complesse ed hanno uno stile grafico ricercato.
Shonen > 少年 significa “ragazzo”
Indica opere che sono indirizzate ad un pubblico maschile, generlamente dall’età scolare fino alla maggiore età.
Gli shōnen si focalizzano principalmente sull’azione e sulle battaglie, dando grande importanza alla forza dei personaggi. In questo contesto trova poco spazio il tema amoroso, anche se esistono alcuni Shōnen di questo genere. Sono inoltre comuni anche personaggi femminili molto sexy.
Shonen’ai > 少年愛 deriva da ragozzo e ai che significa amori
Indica opere che includono una relazione affettiva omosessuale tra adolescenti o giovani ragazzi
Yaoi > やおい È un termine nato in ambito occidentale come acronimo di YAmanashi, Ochinashi, Iminashi che in giapponese significa “niente climax, niente risvolti, nessun significato”. Essendo solitamente più esplicito dello shōnen’ai, è a tutti gli effetti un genere consigliato ad un pubblico maturo per quanto al suo interno possiamo trovare una vasta casistica di sotto-generi; questo ha portato alla falsa credenza che l’acronimo significhi YAmete, Oshiri Itai (“fermati, mi fa male il sedere”).
Mentre il genere shōnen’ai tratta le relazioni da punto di vista affettivo, il genere yaoi si focalizza sull’atto sessuale esplicito, e non velato.
In Giappone è un genere molto diffuso specialmente tra le studentesse e le casalinghe
Yuri > 百合?anche conosciuto con la costruzione wasei-eigo Girls Lov
Indica opere con relazioni omosessuali tra donne o ragazze
Il genere yuri enfatizza sia la parte sessuale che quella romantica-emotiva delle relazioni tra donne
Shojo > 少女? letteralmente ragazza ci si riferisce ad anime e manga destinati ad un pubblico femminile che va dagli ultimi anni dell’infanzia (dieci anni) sino alla fine dell’adolescenza (intorno alla maggiore età)
Shoho’ai > Il significato primario ed originale indica l’attrazione, sessuale e non, provata per adolescenti o bambine. Si tratta dunque di un termine, solitamente inteso in senso negativo, che si riferisce alla pedofilia indirizzata unicamente verso soggetti femminili. Un termine analogo, sempre giapponese, può essere lolicon. In questo caso shōjo-ai significa “amore per le ragazzine”.
Come significato secondario, shōjo-ai può essere anche inteso come “amore tra ragazze”
In questo caso si riferisce ad anime e manga che abbiano come tema principale o secondario relazioni, affettive o sessuali, tra ragazze. Il termine, parallelo a shōnen-ai, in Giappone è utilizzato unicamente all’interno dell’ambiente delle dōjinshi; è utilizzato anche al di fuori del Giappone, cioè in Europa e Stati Uniti, dove tuttavia il significato primario del termine è pressoché sconosciuto, come sinonimo di yuri.
In Giappone, proprio per i motivi sopra citati si preferisce adoperare quest’ultimo termine, decisamente più corretto, rispetto a shōjo-ai che mantiene connotati negativi.
Dōjinshi > Le Dōjinshi (同人誌, reso anche come doujinshi) sono riviste giapponesi pubblicate in proprio. Il loro contenuto è generalmente collegato al mondo di anime e manga, ma esistono anche molte dōjinshi su videogiochi o telefilm (non necessariamente giapponesi). La maggior parte delle dōjinshi contengono brevi fumetti, cui seguono storie in prosa, illustrazioni e articoli. Le dōjinshi sono realizzate quasi unicamente da amatori, ma anche alcuni artisti professionisti vi partecipano, come mezzo per pubblicare materiale al di fuori dei normali canali dell’industria editoriale.
Il termine deriva da dōjin (同人), che significa “circolo letterario” o “gruppo ristretto”, e shi (誌) che significa “rivista”. Il vocabolo inglese più immediato per renderlo è quello di fanzine.
Gli appassionati di dōjinshi, creatori o semplici acquirenti, frequentano apposite convention, la più grande e nota delle quali è il Comiket che si tiene Tokyo in estate ed inverno.
La maggioranza delle dōjinshi ripropone personaggi di titoli noti vecchi e nuovi, specie nell’animazione (dai Cavalieri dello Zodiaco sino a Sailor Moon), reinterpretati in chiave umoristica, drammatica o alla ricerca di risvolti inediti nei rapporti dei personaggi. Si tratta di brevi fumetti autoconclusivi chiamati aniparo (contrazione di anime parody). Queste pubblicazioni avvengono sempre in bassa tiratura, per evitare eventuali dispute legali dovute al copyright.
Esistono comunque diverse dōjinshi, anche se meno note presso il pubblico estero, che presentano unicamente personaggi e fumetti originali.
Nell’ultimo decennio il mercato delle dōjinshi si è espanso in modo significativo, attraendo migliaia di creatori e fan. Gli sviluppi tecnologici delle tecnologia di stampa hanno aiutato questa espansione, rendendo più facile per i creatori di dōjinshi scrivere, disegnare, pubblicare, promuovere e distribuire i loro lavori. Alcune dōjinshi, ad esempio, sono ora pubblicati su supporti digitali.
Molti autori di dōjinshi si stanno inoltre muovendo verso il mercato online e della stampa a richiesta.
(Le definizioni sono prese da wikipedia)