



Nonostante da un po’ di tempo a questa parte si stia registrando all’interno dei paesi dell’Unione Europea (Francia in testa) tentativi anche estremi di arginare la pirateria informatica, come quella di cacciare da internet i condivisori di file protetti da copyright dopo tre avvertimenti, l’Unione Europea in diverse occasioni si era pronunciata contro tali provvedimenti.
Adesso, il Parlamento Europeo ha votato a favore di una relazione presentata dal deputato greco Stavros Lambrinidis, riguardante la sicurezza e la libertà di accesso ad internet.
In sintesi, ecco quello che viene affermato.
Non si può revocare l’accesso alla rete a persone solo perchè condividono file, e soprattutto sulla base di segnalazioni e raccomandazioni di aziende private. Come afferma la relazione, infatti, avere accesso ad internet è come garantire che tutti i cittadini abbiano accesso alla scuola, e questo accesso non dovrebbe essere negato da governi o società private.
Tutti siamo d’accordo che la pirateria sia un problema. Ma la soluzione, negando il diritto di accesso al web, ci appare ancora più estrema ed incomprensibile.
Un altro aspetto interessante toccato nella relazione, è quello relativo alla gestione dei dati personali, anche su siti “sociali” come Facebook.
Tutti ricordiamo le recenti polemiche venute fuori un mesetto fa, allorchè Facebook modificò i termini di servizio, ritornando poi sui propri passi poco dopo a seguito del tam tam di proteste del popolo della rete.
Bene, sotto questo aspetto, si ribadisce il diritto degli utenti ad elimnare definitivamente qualsiasi informazione loro riguardante, salvata su siti ai quali uno si era registrato.
Come dire: occhio Facebook, assicura ai tuoi iscritti il controllo totale dei loro dati, se non vuoi rischiare di incorrere in problemi con L’UE!






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