Friday, May 18, 2012

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Votare è un diritto e dovere civico

Posted by gluca On giugno - 19 - 2009

ReferendumVotare è un diritto e dovere civico di ogni cittadino della Repubblica italiana. Domenica 21 giugno e Lunedì 22 giugno 2009, i seggi sono aperti, oltre che per i vari ballottaggi, per il referendum sulla legge elettorale.

I sostenitori invitano la gente ad andare a votare e votare “SI”, mentre gli oppositori a questa consultazione non consigliano di votare “NO”, ma di non andare a votare. Qual è l’effetto della scelta di non votare? Beh non permettere di raggiungere il quorum, ovvero perché il referendum sia valido deve recarsi alle urne il 50%+1 degli aventi diritto al voto. Quindi se la maggioranza della gente è intenzionata a votare si, ma quelli contrari non vanno a votare, anche se sono la minoranza, danno un forte contributo a non raggiungere il quorum.
Inoltre è ridicolo invitare la gente a non votare, quando votare vuol dire esprimere un proprio diritto democratico, inoltre mirare a non raggiungere il quorum è una scelta che vuole solo intralciare la libera scelta della gente.

Il referendum verrà presentato sotto la forma di 3 quesiti, quindi si avranno 3 schede di colore diverso. Su ognuna si può esprimere “SI” oppure “NO” facendo una croce sopra ad una delle due parole. Altre segni invalideranno il voto.

I 3 quesiti sono:
Il e il quesito: premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento.

Ovvero il partito che prende più voti prende la maggioranza del parlamento, anche se raggiunge solo il 20% dei voti. La soglia di sbarramento per la Camera dei deputati sarà al 4% e al Senato della Repubblica l’8%, vuol dire che se un partito non raggiunge almeno quella percentuale di voti non riceverà nessun seggio.

Il quesito: abrogazione delle candidature multiple e la cooptazione oligarchica della classe politica.

Vuole dire che una persona non può candidarsi in varie liste d’Italia. Per esempio C. Rossi non può candidarsi per il Senato sia in Veneto che nel Lazio, ma solo in uno dei due.

Il voto manifesta la democrazia e la libertà di ognuno di noi, ci permette di fare le nostre scelta. Qualsiasi sia la nostra decisione (SI o NO) andiamo a votare.

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6-7 Giugno 2009: i cittadini europei chiamati al voto

Posted by gluca On maggio - 30 - 2009

Elezioni europee 2009Sabato 6 e Domenica 7 Giugno 2009, tutti i cittadini europei sono chiamati alle urne, infatti c’è il rinnovo del parlamento europeo.

Per quanto riguarda il nostro Paese dovremmo eleggere 72 europarlamentari. Purtroppo è risultato che i parlamentari italiani a Strasburgo sono quelli più pagati, e morale della favola, quelli con il più alto tasso di assenza, per questo motivo dobbiamo eleggere persone serie e motivate.

L’Italia ha adottato una legge elettorale a sistema proporzionale con voto di preferenza, inoltre c’è la soglia di sbarramento del 4%. Il nostro Paese è stato suddiviso in 5 circoscrizioni:
- Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia);
- Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna);
- Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio);
- Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria);
Italia insulare (Sicilia, Sardegna).

Negli anni, il parlamento europeo ha assunto una sempre maggiore importanza, infatti ogni governo nazionale deve seguire le direttive che l’organo europeo sancisce. Inoltre l’Europa sta via via assumendo una sempre più rilevante importanza politica ed economica. Sono molto frequenti i casi in cui l’Unione Europea si presenta al mondo unita sotto la bandiera blu a stelle, come un’unica unità fisica. Gli organi europei prendono decisioni su elementi rilevanti per la vita di ogni cittadino europeo (immigrazione, economia, rapporti internazionali, ecc). I finanziamenti che gli Stati membri mettono in atto sono cruciali per la continua innovazione dell’Europa. Quindi è importantissimo che in Europa l’Italia abbia una rappresentanza che faccia sentire la voce della nostra nazione, le nostre necessità e i nostri problemi per cercare una soluzione a livello europeo.

Sottovalutare il parlamento europeo ed astenersi dal voto è una mancata scelta che potrebbe ricadere negativamente sul nostro Paese.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico (Art. 48 – Costituzione della Repubblica italiana).

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Gli italiani chiamati al voto

Posted by gluca On aprile - 30 - 2009

EuropaGiugno sarà un  mese caldo per la politica del nostro Paese e anche per tutti i cittadini italiani.

7 giugno 2009: Elezioni per il rinnovo del parlamento europeo;
21 giugno 2009: Votazioni per il referendum che propone tre quesiti.

Elezioni europee
Gli italiani vengono chiamati al voto per rinnovare la rappresentanza italiana in Europa. Ormai l’Italia fa parte integra dell’Europa, quindi gli italiani non si devono sentire lontani da queste votazioni e dargli poco peso.

Referendum
Diamo ampio spazio al  referendum del 21 Giugno.
Analizziamo con attenzione i 3 quesiti e cerchiamo di renderli chiari in modo trasparente.

L’attuale legge elettorale prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Tale premio è attribuito su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. Esso è attribuito alla “singola lista” o alla “coalizione di liste” che ottiene il maggior numero di voti.

Primo quesito: Premio di maggioranza alla lista più votata alla Camera dei Deputati
Secondo quesito: Premio di maggioranza alla lista più votata al Senato della Repubblica;
Terzo quesito: Abrogazione delle candidature alle liste multiple.

I primi due quesiti abrogano il collegamento tra liste e la possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste.

Inoltre, una lista ottiene la rappresentanza in Parlamento se raggiunge la soglia del 4% alla Camera e dell’8% al Senato.
Elezioni
In sintesi, non si possono più presentare coalizione di partiti, ma si potrà proporre una sola lista con un solo simbolo. Ogni lista si presenterà compatta e unita agli elettori, impedendo e ostacolando dissensi e rivendicazioni di parlamentari delle singole forze che compongono la lista.

Il terzo quesito mette fine alle candidature di UN singolo candidato in più o in tutte le circoscrizioni.
Oggi la possibilità di candidature in più circoscrizioni dà un enorme potere al candidato eletto in più luoghi (il “plurieletto”). Questi, optando per uno dei vari seggi ottenuti, permette che i primi dei candidati “non eletti” della propria lista in quella circoscrizione gli subentrino nel seggio al quale rinunzia. Egli così, di fatto, dispone del destino degli altri candidati la cui elezione dipende dalla propria scelta. Se sceglie per sé il seggio “A” favorisce l’elezione del primo dei non eletti nella circoscrizione “B”; se sceglie il seggio “B” favorisce il primo dei non eletti nella circoscrizione “A”. Nell’attuale legislatura, questo fenomeno, di dimensioni veramente patologiche, coinvolge circa 1/3 dei parlamentari. In altri termini: 1/3 dei parlamentari sono scelti dopo le elezioni da chi già è stato eletto e diventano parlamentari per grazia ricevuta.

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