Friday, May 18, 2012

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Rivolta in Cina: violente proteste e duri scontri

Posted by gluca On luglio - 8 - 2009

Muraglia CineseCirca 156 le vittime delle proteste scatenate nella regione dello Xinjiang in territorio della Repubblica Popolare Cinese.

Il governo cinese ha deciso di cercare di mantenere l’ordine pubblico disponendo una forte rete di protezione con centinaia e centinaia di militari e poliziotti che pattugliano la città, coprifuoco quasi di dovere per la notte data l’altissima tensione tra il gruppo islamico e il gruppo cinese della regione.

Il Presidente cinese, venuto in Italia per il G8, ha deciso di ritornare immediatamente in patria per seguire di persone l’evolversi della vicenda che desta molta preoccupazione.

I principali giornali cinesi, compreso quello gestito dal partito comunista cinese, invitano la popolazione alla calma e alla concordia.

Voci governative riferiscono che i responsabili delle rivolte dovranno scontare la pena capitale. Voce non confermata indica il verificarsi di scontri tra i manifestanti armati di bastoni e le autorità.
Cina
Alcune fonti non ufficiali sostengono che le vittime sarebbero molte di più rispetto alle 156 annunciate dalla fonti governative.

Speriamo che questa situazione si possa risolvere il prima possibile, politicamente e umanamente possiamo solo sostenere che non è più concepibile che ci siano rivolte che sfociano nel sangue, è sempre giusto manifestare il proprio dissenso, ma autorità e manifestanti devono agire in maniera equilibrata e consona.

Dobbiamo considerare che la Cina non è un Paese in cui i diritti inviolabili dell’uomo vengono garantiti e rispettati. Più volte i leader dei principali Paesi del mondo hanno chiesto l’apertura di Pechino ai diritti umani, senza ottenere risultati.

Il  mondo sta cambiando, giorno dopo giorno sentiamo i telegiornali parlare di rivolte, proteste e ribellioni, cosa sta succedendo a questo mondo? Forse è un sintomo di malessere che un po’ alla volta sta colpendo tutti noi.

Le autorità internazionali dovrebbero obbligare la Cina a rispettare i diritti umani?

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Iran repressioneIn queste settimane il popolo iraniano sta vivendo attimi di vera preoccupazione e violenza. Numerose le proteste contro i risultati elettorali, sopratutto per il serio e probabile maxi-broglio che potrebbe aver dato immeritatamente e contro la volontà del popolo iraniano il mandato ad Mahmud Ahmadinejad.
Principalmente due i motivi chiave sul presunto broglio elettorale:
1)Dopo solo due ore, il ministero dell’interno iraniano ha reso pubblici i risultati elettorali, ma secondo fondo iraniane, l’Iran non aveva sufficienti forze per spogliare quasi 46 milioni di schede in così poco tempo;
2)Quando il ministro dell’interno ha dato il risultato, molti iraniani erano ancora in fila fuori dai seggi.

L’ayatollah Alì Khamenei che doveva decidere sull’esito del voto ha sostenuto la legittimità di tale, ma dobbiamo ricordare che durante la campagna elettorale ha appoggiato apertamente  Ahmadinejad.

Nel Paese è scoppiato il caos, numerose le manifestazioni e le proteste, la polizia e il governo ha risposto con la mano pesante mettendo in atto una vera e propria campagna repressiva. Secondo la Federazione internazionale dei diritti umani sono circa duemila le persone arrestate e centinai i dispersi.

I rapporti diplomatici verso alcuni Paesi occidentali si sono fortemente incrinati, simbolica è stata l’espulsione dal territorio iraniano dei diplomatici britannici, Londra ha risposto con la stessa azione nei confronti di quelli del Paese medio-orientale.
Presidente iraniano
Il candidato Mousavi chiede la fine delle repressioni e una nuova chiamata elettorale del popolo iraniano. Mousavi è il principale oppositore dell’attuale presidente iraniano.

Il regime di Teheran ha cercato in tutti i modi di chiudere i ponti con il mondo esterno con l’unico obiettivo di bloccare la fuga di notizie, ma sopratutto di immagini che testimoniano la dura repressione.

Nessuno può prevedere una fine di questa importante e delicata situazione, ma certamente tutti noi speriamo che si risolva nel modo migliore per il popolo iraniano.

L'Iran in un momento difficile: tu come la vedi?

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Violenza sulle donne? NO

Posted by gluca On aprile - 27 - 2009

Violenza sulle donneOgni giorno sentiamo parlare di violenze sulle donne, una cosa incivile e disumana.

Molte volte, la donna viene vista dall’uomo come un oggetto, un oggetto di piacere. Questa visione maschile fa scaturire degli impulsi all’uomo che lo fa sentire legittimato del prendere possesso del corpo femminile. Ovviamente tutto ciò è ingiustificabile e avvicina l’uomo ad un comune animale.

La maggioranza delle violenze sono domestiche, quindi quelle che sentiamo ai telegiornali sono solo la punta di un immenso iceberg. La donna non è sicura nemmeno all’interno delle mura domestiche, infatti il marito o il compagno compie delle azioni violente che costringono la donna a vivere ad uno stato di paura. L’uomo costringe la moglie/compagna ad avere rapporti non consenzienti, inoltre sono numerose le percosse che lui compie su di lei. Molto spesso, la donna non denuncia l’uomo per paura e perché sente al proprio interno di essere “sporca” e si vergogna di dire ad altri quello che gli è accaduto. Nel caso che l’aguzzino sia il marito, la moglie cerca di sopportare le violenze o per i figli o per la speranza che un giorno lui cambi.

La donna deve denunciare chiunque commetta un gesto simile e senza paura alcuna. La visione che l’uomo deve avere della donna è quella di una creatura fantastica e meravigliosa che racchiude nel suo ventre la vita.
Non è concepibile che l’uomo tocchi in modo violento la donna e che abusi del suo corpo come un qualsiasi altro oggetto.
Fortunatamente, non tutti gli uomini sono così, molti hanno un rapporto eccezionale con l’altro sesso, con sentimenti di reciproco rispetto e amore.

Lo Stato deve tutelare tutti i suoi cittadini, quindi deve offrire tutto il necessario affinché la donna sia protetta. Inoltre la cultura deve portare l’uomo a non vedere più la donna come qualcosa da sfruttare e poi gettare via.

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