Friday, May 18, 2012

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Gli italiani sprecano soldi: fallimento del referendum!

Posted by gluca On giugno - 22 - 2009

ReferendumQuesto weekend si è svolto il referendum sulla legge elettorale, dai dati ufficiali del ministero dell’interno è emerso che si sono recati alle urne circa il 23% degli aventi diritto, segnando l’inutilità delle consultazione visto che non si è raggiunto il quorum del 50%+1. Quindi si sono spesi migliaia di euro senza nessun risultato.

Di questo 23% circa l’80% ha votato “SI” per i primi due quesiti, mentre il terzo circa l’89%.

Le prime reazioni politiche sono svariate:
Gianfranco Fini si è detto deluso, ma al tempo stesso aspettava questo flop.
Massimo D’Alema (PD) ha proposto di alzare il numero di firme necessarie per chiedere una consultazione popolare e di eliminare il quorum, così da rendere il risultato valido qualunque sia il numero di persone che si recano alle urne.
Roberto Calderoli (Lega Nord) si è detto entusiasta del risultato e ha di fatto proclamato la vittoria della Lega.
Pier Ferdinando Casini ha sancito la bocciatura del bipartitismo.

Questo bassissima affluenza alle urne è un evento storico, mai nessun referendum precedente ha avuto una così bassa partecipazione popolare. Ricordiamo che il referendum è l’unico modo diretto che un cittadino ha per esprimersi in merito ai vari temi, e l’unico modo per modificare ciò che il parlamento fa. Ovviamente il voto per le elezioni politiche ha un risvolto indiretto, in quanto si eleggo dei rappresentanti.

La legge elettorale firmata e battezzata “Porcellum” da Roberto Calderoli rimane in vigore fino ad una decisione del parlamento, anche se in circa 3 anni se ne è parlato poco, anche perché ai partiti minori fa molto comodo, infatti dando il premio di maggioranza alle coalizioni loro diventano decisivi per la tenuta dei vari governi.

I nostri avi hanno combattuto anche con il sangue per rendere l’Italia un Paese democratico e libero, hanno lottato perché ogni cittadino sia uguale davanti alla Legge e ci hanno donato il diritto di voto “uguale, libero e segreto”, ma sta ora a noi decidere se esercitarlo o meno.

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Votare è un diritto e dovere civico

Posted by gluca On giugno - 19 - 2009

ReferendumVotare è un diritto e dovere civico di ogni cittadino della Repubblica italiana. Domenica 21 giugno e Lunedì 22 giugno 2009, i seggi sono aperti, oltre che per i vari ballottaggi, per il referendum sulla legge elettorale.

I sostenitori invitano la gente ad andare a votare e votare “SI”, mentre gli oppositori a questa consultazione non consigliano di votare “NO”, ma di non andare a votare. Qual è l’effetto della scelta di non votare? Beh non permettere di raggiungere il quorum, ovvero perché il referendum sia valido deve recarsi alle urne il 50%+1 degli aventi diritto al voto. Quindi se la maggioranza della gente è intenzionata a votare si, ma quelli contrari non vanno a votare, anche se sono la minoranza, danno un forte contributo a non raggiungere il quorum.
Inoltre è ridicolo invitare la gente a non votare, quando votare vuol dire esprimere un proprio diritto democratico, inoltre mirare a non raggiungere il quorum è una scelta che vuole solo intralciare la libera scelta della gente.

Il referendum verrà presentato sotto la forma di 3 quesiti, quindi si avranno 3 schede di colore diverso. Su ognuna si può esprimere “SI” oppure “NO” facendo una croce sopra ad una delle due parole. Altre segni invalideranno il voto.

I 3 quesiti sono:
Il e il quesito: premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento.

Ovvero il partito che prende più voti prende la maggioranza del parlamento, anche se raggiunge solo il 20% dei voti. La soglia di sbarramento per la Camera dei deputati sarà al 4% e al Senato della Repubblica l’8%, vuol dire che se un partito non raggiunge almeno quella percentuale di voti non riceverà nessun seggio.

Il quesito: abrogazione delle candidature multiple e la cooptazione oligarchica della classe politica.

Vuole dire che una persona non può candidarsi in varie liste d’Italia. Per esempio C. Rossi non può candidarsi per il Senato sia in Veneto che nel Lazio, ma solo in uno dei due.

Il voto manifesta la democrazia e la libertà di ognuno di noi, ci permette di fare le nostre scelta. Qualsiasi sia la nostra decisione (SI o NO) andiamo a votare.

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Gli italiani chiamati al voto

Posted by gluca On aprile - 30 - 2009

EuropaGiugno sarà un  mese caldo per la politica del nostro Paese e anche per tutti i cittadini italiani.

7 giugno 2009: Elezioni per il rinnovo del parlamento europeo;
21 giugno 2009: Votazioni per il referendum che propone tre quesiti.

Elezioni europee
Gli italiani vengono chiamati al voto per rinnovare la rappresentanza italiana in Europa. Ormai l’Italia fa parte integra dell’Europa, quindi gli italiani non si devono sentire lontani da queste votazioni e dargli poco peso.

Referendum
Diamo ampio spazio al  referendum del 21 Giugno.
Analizziamo con attenzione i 3 quesiti e cerchiamo di renderli chiari in modo trasparente.

L’attuale legge elettorale prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Tale premio è attribuito su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato. Esso è attribuito alla “singola lista” o alla “coalizione di liste” che ottiene il maggior numero di voti.

Primo quesito: Premio di maggioranza alla lista più votata alla Camera dei Deputati
Secondo quesito: Premio di maggioranza alla lista più votata al Senato della Repubblica;
Terzo quesito: Abrogazione delle candidature alle liste multiple.

I primi due quesiti abrogano il collegamento tra liste e la possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste.

Inoltre, una lista ottiene la rappresentanza in Parlamento se raggiunge la soglia del 4% alla Camera e dell’8% al Senato.
Elezioni
In sintesi, non si possono più presentare coalizione di partiti, ma si potrà proporre una sola lista con un solo simbolo. Ogni lista si presenterà compatta e unita agli elettori, impedendo e ostacolando dissensi e rivendicazioni di parlamentari delle singole forze che compongono la lista.

Il terzo quesito mette fine alle candidature di UN singolo candidato in più o in tutte le circoscrizioni.
Oggi la possibilità di candidature in più circoscrizioni dà un enorme potere al candidato eletto in più luoghi (il “plurieletto”). Questi, optando per uno dei vari seggi ottenuti, permette che i primi dei candidati “non eletti” della propria lista in quella circoscrizione gli subentrino nel seggio al quale rinunzia. Egli così, di fatto, dispone del destino degli altri candidati la cui elezione dipende dalla propria scelta. Se sceglie per sé il seggio “A” favorisce l’elezione del primo dei non eletti nella circoscrizione “B”; se sceglie il seggio “B” favorisce il primo dei non eletti nella circoscrizione “A”. Nell’attuale legislatura, questo fenomeno, di dimensioni veramente patologiche, coinvolge circa 1/3 dei parlamentari. In altri termini: 1/3 dei parlamentari sono scelti dopo le elezioni da chi già è stato eletto e diventano parlamentari per grazia ricevuta.

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Berlusconi sul referendum

Posted by alex84 On aprile - 16 - 2009

POGGIO PICENZE (L’Aquila) – Si’ del Pdl al referendum il 21 giugno, perche’ altrimenti la Lega avrebbe fatto cadere il Governo.

Il premier Silvio Berlusconi ha svelato i retroscena dell’accordo sulla data, all’inaugurazione della scuola del campo terremotati a Poggio Picenze. “Mi dispiace che sia stata considerata una debolezza del presidente del Consiglio e del Popolo della Liberta’ – ha detto – , ma abbiamo ceduto alla richiesta di un partito della maggioranza e se non avessimo accettato avrebbe fatto cadere il governo”.

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