In questi giorni tutti noi abbiamo seguito le due sentenze contro i due casi di omicidio. La giustizia ha lasciato l’amaro in bocca a molti, e noi ci chiediamo se veramente la giustizia è stata giusta.
Primo caso

L’omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri ucciso dal poliziotto Luigi Spaccarotella. La sentenza della corte d’Assise di Arezzo è stata di 6 anni con il reato di omicidio volontario. Ricordiamo che il caso è successo in autostrada. L’agente di polizia era dall’altra parte della carreggiata, quando in quella opposta è nata una piccola rissa tra i tifosi laziali e quelli juventini, rissa ormai spenta quando il poliziotto ha sparato un colpo in aria e poi uno ad altezza d’uomo. Il secondo proiettile ha sfortunatamente colpito il ragazzo risultando fatale. Dalla ricostruzione dei fatti, è sorto che il proiettile è stato deviato dalla recinzione. Cinque i testimoni che hanno ricostruito l’accaduto, entrambi concordano sul fatto che l’agente abbia preso posizione, la mira e poi sparato. Il pm aveva chiesto 14 anni, mentre la corte ha scelto per 6 anni. Dopo la sentenza Spaccarotella ha dichiarato: “Ho pianto di gioia”, e noi possiamo dire: “Molti hanno pianto di disperazione”.
Secondo caso
L’omicidio del ragazzo Abdoul Guiebre da parte di due italiani, padre e figlio, Fausto e Daniel Cristofoli. Il ragazzo aveva rubato una manciata di biscotti, quando i due uomini gli hanno corso dietro e poi ucciso a colpi di spranga. La sentenza è stata di 15 anni e 4 mesi. Il pm aveva chiesto 16 anni e 8 mesi.
Entrambe le sentenze hanno lasciato molte perplessità in quanto per omicidio le corti non hanno dato pene alte ed importanti, pensiamo a 30 anni di carcere o all’ergastolo.
Uccidere una persona, portare via una vita sicuramente è uno tra i reati peggiori, quindi come mai la giustizia non punisce questi reati con pene severe?
Mentre per il secondo caso la pena è abbastanza alta, anche se forse troppo poco pesante, la prima lascia veramente perplessi. Solo 6 anni per un omicidio, moltissimi altri reati meno importanti hanno pene simili.
Non solo per questi casi, ma in generale, i cittadini iniziano a mostrare segni di sfiducia verso una giustizia che non è più abbastanza forte. La cosa peggiore che possa accadere è che la gente non creda più nella giustizia. Sicuramente, entrambi i genitori dei due ragazzi perderanno la fiducia verso la legge, lo Stato e quella che si fa chiamare giustizia.
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I cittadini dovrebbero avere una visione positiva della politica perché la politica gestisce la “cosa” pubblica, inoltre regola la nostra vita e la nostra libertà.
Questo weekend si è svolto il referendum sulla legge elettorale, dai dati ufficiali del ministero dell’interno è emerso che si sono recati alle urne circa il 23% degli aventi diritto, segnando l’inutilità delle consultazione visto che non si è raggiunto il quorum del 50%+1. Quindi si sono spesi migliaia di euro senza nessun risultato.