Mancano pochi giorni alle elezioni europee e il clima politico è rovente. Per la prima volta, i nostri candidati tengono comizi sul gossip e sugli scandali.
Al centro dell’attenzione di tutti c’è il Presidente del Consiglio e la sua vita più o meno privata, senza dubbio privata quando si parla di dove va in vacanza, meno privata quando si parla di come vengono utilizzati gli aerei di Stato, ovvero degli aerei e voli pagati dagli italiani.
I programmi e gli obbiettivi mancano completamente dal dibattito, salvo quei volantini spediti a casa dai candidati con i loro obbiettivi, l’unica pecca è che è tutto racchiuso in 4-5 parole del tipo “sicurezza” o “sostegno”, parole che vogliono dire tutto e niente. Il più simpatico di tutti è stato quello di un candidato della Lega Nord in cui diceva “no al burqa” e lo toglieva da un manichino vestito da donna musulmana. Quindi noi dovremmo votarlo solo per far sparire i burqa dall’Europa?
Altri simpatici foglietti riportano la storia passata e vissuta dei candidati. Quindi noi dovremmo votarli per quello che hanno fatto in passato senza sapere cosa vogliono fare per il futuro?
Nel nostro Paese, la politica sta diventando indecente e senza precedenti, ormai abbiamo toccato il fondo. Noi cittadini siamo diventati persone nel momento prima del voto e subito dopo semplici numeri sopra ad un simbolo di un partito e rimaniamo tali fino alle successive elezioni.
Nei momenti in cui la gente cerca di svegliarsi dal sonno i politici, tutti uniti dall’estrema destra all’estrema sinistra, la ributtano nei più profondi dei sogni. Gossip e scandali sono la due ricette ideali per distogliere l’attenzione dai problemi seri. Meno di una settimana al voto e tutti parlano del gossip attorno al cavaliere, ottimo tema politico per le elezioni europee 2009.
Promettere sono capaci tutti, mantenere nessuno.
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Ricordiamo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio che affermava l’inutilità del Parlamento e ribadiva la sua volontà di ridurre il numero di parlamentari e aumentare i poteri del capo del governo.