La Corea del Nord ha effettuato un test nucleare con il lancio di due missili a corto raggio sulla costa occidentale.
I precedenti test risalgono al 2006. Dura ed immediata la condanna che viene dall’ONU sempre più preoccupata e allarmata da queste iniziative nucleari che i Paesi in via di sviluppo si apprestano a fare, ricordiamo appunto l’iniziativa nordcoreano e iraniana. L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha sempre contestato queste iniziative, ma di fatto non ha fatto nulla per fermarle. Infatti alcuni Stati non vogliono applicare sanzioni a questi Paesi per via delle ottime relazioni diplomatiche che hanno.
Cina e Russia dialogano apertamente e in maniera molto stretta con la Corea del Nord e con l’Iran.
Si è parlato di applicare sanzioni economiche a Pyongyang, ma visto che è la Cina la maggiore nazione che ha rapporti commerciali con la Corea del Nord sarebbe del tutto inutile che gli altri Stati applichino le sanzioni e la Cina no, a Pyongyang cambierebbe poco o nulla.
Da qualche anno, i rapporti diplomatici a livello internazionale si sono molto incrinati, sia per il cattivo andamento dell’economia sia per le azioni compiute dai singoli Stati.
Le armi nucleari sono attualmente le più potenti e pericolose e anche ricerche per fini civili possono diventare potenziali pericoli per il resto del mondo. In Iran e Corea del Nord, gli attuali governi hanno sembianze di veri e propri regimi e la loro ostilità verso il mondo fanno tremare gli altri Stati, per questo motivo si è sempre cercato di non permettere lo sviluppo di armi nucleari a Stati definiti “ostili”.
Negli anni, l’ONU ha dimostrato veri e propri segni di debolezza sia per le sue divisioni interne sia per come è strutturata, il famoso “diritto di veto” è cruciale
per bloccare qualsiasi sua azione.
Wikipedia: “Il termine veto indica la facoltà di impedire una deliberazione da parte della maggioranza, riservato in seno al Consiglio di Sicurezza dell’ONU a ciascuno dei cinque membri permanenti (Stati Uniti, Russia – che l’ha ereditata dall’URSS -, Regno Unito, Francia e Cina), in base allo Statuto delle Nazioni Unite. In realtà il diritto di veto non è esplicitamente menzionato nello Statuto delle Nazioni Unite (art. 27 c.3) che recita testualmente:
“Le decisioni del Consiglio di Sicurezza su ogni altra questione sono prese con un voto favorevole di nove Membri, nel quale siano compresi i voti dei Membri permanenti…”
ma il fatto che nel voto debbano essere necessariamente compresi i voti dei Membri permanenti porta implicitamente al veto ad esempio quando uno dei suddetti membri si opponga alle deliberazioni del consiglio facendo mancare il suo voto.”
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