Friday, May 18, 2012

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Pyongyang sfida il mondo, il mondo come risponderà?

Posted by gluca On maggio - 28 - 2009

Corea del NordLa Corea del Nord ha effettuato un test nucleare con il lancio di due missili a corto raggio sulla costa occidentale.
I precedenti test risalgono al 2006. Dura ed immediata la condanna che viene dall’ONU sempre più preoccupata e allarmata da queste iniziative nucleari che i Paesi in via di sviluppo si apprestano a fare, ricordiamo appunto l’iniziativa nordcoreano e iraniana. L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha sempre contestato queste iniziative, ma di fatto non ha fatto nulla per fermarle. Infatti alcuni Stati non vogliono applicare sanzioni a questi Paesi per via delle ottime relazioni diplomatiche che hanno.
Cina e Russia dialogano apertamente e in maniera molto stretta con la Corea del Nord e con l’Iran.
Si è parlato di applicare sanzioni economiche a Pyongyang, ma visto che è la Cina la maggiore nazione che ha rapporti commerciali con la Corea del Nord sarebbe del tutto inutile che gli altri Stati applichino le sanzioni e la Cina no, a Pyongyang cambierebbe poco o nulla.
Da qualche anno, i rapporti diplomatici a livello internazionale si sono molto incrinati, sia per il cattivo andamento dell’economia sia per le azioni compiute dai singoli Stati.

Le armi nucleari sono attualmente le più potenti e pericolose e anche ricerche per fini civili possono diventare potenziali pericoli per il resto del mondo. In Iran e Corea del Nord, gli attuali governi hanno sembianze di veri e propri regimi e la loro ostilità verso il mondo fanno tremare gli altri Stati, per questo motivo si è sempre cercato di non permettere lo sviluppo di armi nucleari a Stati definiti “ostili”.
Negli anni, l’ONU ha dimostrato veri e propri segni di debolezza sia per le sue divisioni interne sia per come è strutturata, il famoso “diritto di veto” è crucialePalazzo di vetro - ONU per bloccare qualsiasi sua azione.

Wikipedia: “Il termine veto indica la facoltà di impedire una deliberazione da parte della maggioranza, riservato in seno al Consiglio di Sicurezza dell’ONU a ciascuno dei cinque membri permanenti (Stati Uniti, Russia – che l’ha ereditata dall’URSS -, Regno Unito, Francia e Cina), in base allo Statuto delle Nazioni Unite. In realtà il diritto di veto non è esplicitamente menzionato nello Statuto delle Nazioni Unite (art. 27 c.3) che recita testualmente:

“Le decisioni del Consiglio di Sicurezza su ogni altra questione sono prese con un voto favorevole di nove Membri, nel quale siano compresi i voti dei Membri permanenti…”
ma il fatto che nel voto debbano essere necessariamente compresi i voti dei Membri permanenti porta implicitamente al veto ad esempio quando uno dei suddetti membri si opponga alle deliberazioni del consiglio facendo mancare il suo voto.

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L’Italia verso il nucleare

Posted by gluca On marzo - 6 - 2009

Recentemente l’Italia e la Francia hanno firmato un accordo per lo sviluppo dell’energia nucleare. Tale testo prevede la costruzione di 4 centrali nucleari in territorio italiano. La prima dovrà entrare in funzione nel 2020.
Centrale nucleare
Cenni storici sul nucleare in Italia
L’Italia era tra i primi Paesi al mondo per lo sviluppo tecnico-scientifico sull’energia nucleare. Nel 1987, dopo il disastro nucleare di Chernobyl (Bielorussia – 1986) la paura di un incidente simile in Italia ha promosso un referendum popolare per chiedere la chiusura di tutte le centrali nucleari italiane. L’emotività della gente ha approvato le richieste della consultazione. Bisogna far notare che non c’è stata un’informazione trasparente e chiara da parte dei media, anzi sulla cresta dell’onda di Chernobyl hanno influenzato i cittadini.
Dal 1986, i nostri ottimi ingegneri nucleari sono andati all’estero, la ricerca è terminata e i corsi universitari cambiati sulle energia alternative al nucleare.
Inoltre non si potevano mettere a confronto le centrali occidentali e quelle dell’ex Unione Sovietica in termini di sicurezza. L’Ue ha stanziato molti fondi per la ristrutturazione delle centrali dell’Europea orientale negli ultimi anni.

Un’analisi sul nucleare
L’energia  nucleare riesce a produrre una quantità molto elevata di energia.
I pro e i contro sono molteplici.

Pro:

  1. Il nucleare riesce a produrre un’enorme quantità di energia in poco spazio (in riferimento ad altre fonti);
  2. Non produce anidride carbonica (CO2), ma solo vapore acqueo;
  3. Energia dell’ordine di giga-watt;
  4. Non richiede grandi quantità di altre energie (petrolio, carbone). Unica materia richiesta è l’uranio, ma in piccole quantità.

Contro:

  1. Il processo per generare l’energia produce delle scorie e nasce il problema dove e come smaltirle;
  2. Impatto ambientale molto basso, ma bisogna far notare che nell’area circostante la temperatura cresce di 1°-2°, sensibile mutazione di fauna e flora;
  3. Richiede la vicinanza di grandi quantità d’acqua per il processo di raffreddamento;
  4. Le riserve di Uranio sono limitate;
  5. Elevata pericolosità in caso di incidenti;
  6. La zona dov’è collocata la centrale non deve essere sismica.

Centrale nucleare
Oggettivamente si deve notare che l’impatto ambientale è nettamente minore rispetto alle altre fonti. Pensiamo alle dimensioni di una centrale fotovoltaica, la distesa di terreno necessaria priva l’ambiente di fauna e flora. Inoltre l’energia solare richiede del silicio per i pannelli, ma il silicio non è concentrato in aree ristrette, perciò le cave sono molto grandi, quindi ha un rilevante impatto ambientale.
Questo esempio non vuole sostenere a spada tratta l’energia nucleare, ma solo sottolineare che non esistono energie pulite e sicure al 100%.
È importante scegliere da quali fonti un Paese deve trarre l’energia necessaria alla sua industria e ai suoi cittadini.

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