Tuesday, May 22, 2012

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L’opposizione dice NO, il premier contrattacca

Posted by gluca On maggio - 24 - 2009

Silvio BerlusconiRicordiamo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio che affermava l’inutilità del Parlamento e ribadiva la sua volontà di ridurre il numero di parlamentari e aumentare i poteri del capo del governo.

L’opposizione unita commenta negativamente le parole di Silvio Berlusconi. Dario Franceschini chiede all’opposizione di essere unita e bloccare le parole del premier, ma l’unione non c’è, Idv vuole subito una mozione di sfiducia verso il Presidente del Consiglio, mentre il PD vorrebbe un incontro tra PD, Idv e UDC per trarre un piano guida contro le dichiarazioni del premier.

Silvio Berlusconi rilancia la sua linea e auspica l’idea di un Ddl (Disegno di Legge) popolare, quindi portato avanti dal popolo (richiede 50 mila firme), ovviamente questo suo sogno è facilmente realizzabile se promosso da un partito con un bacino di voti come il PDL. Questo ddl dovrebbe contenere un drastico taglio del numero di parlamentari (300 camera e 150 senato), fin qui nulla di male, anzi più volte le forze politiche di tutti i colori hanno portato avanti l’idea, il problema nasce se nel ddl sarà presente una voce che aumenti i poteri del premier, ovviamente servirebbe anche l’approvazione del Parlamento, e se andrà ad intaccare la Costituzione anche un referendum costituzionale.

La Repubblica italiana è stata strutturata in modo da impedire che una persona possa tenere troppi poteri nelle proprie mani, ricordando il ventennio fascista.
Per questo motivo si è deciso di spezzare i poteri, ovvero il Parlamento ha il potere legislativo, il Governo ha il potere esecutivo e la Magistratura ha il potere giudiziario.
Per limitare ulteriormente il potere di un’unica persona si è deciso che il Presidente del Consiglio doveva coordinare il governo, ma niente di più, inoltre premier e governo sono stati messi sotto le dirette dipendenze del Parlamento, infatti un governo può avere un voto di fiducia/sfiducia da parte del Parlamento.

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Federalismo

Posted by gluca On marzo - 2 - 2009

Molto spesso sentiamo parlare di federalismo e di federalismo fiscale. Le forze politiche di destra, sinistra e centro concordano di apportare questa riforma nella nostra carta costituzionale. Il dibattito politico si centra su come attuarlo e strutturarlo.
Ricordiamo che nel 2006, il centro destra aveva approvato la “devolution“, ma bocciata poi dal referendum popolare.
Il federalismo si suddivide in due parti: istituzionale/organizzativo e fiscale. Il primo riguarda l’organizzazione e i ruoli che le istituzioni assumono. Il secondo riguarda la gestione del fisco e delle tasse. Un sistema federalista-fiscale prevede che la maggior parte delle imposte rimangano nelle amministrazioni locali.
italia
Il sistema federalista può dare ottimi frutti, ma bisogna prestare particolare attenzione alla sua creazione. Infatti un federalismo mal strutturato può recare seri danni al Paese e ai suoi cittadini.
Tutti noi riconosciamo che l’Italia ha un sud meno sviluppato rispetto al nord del Paese. Una riforma che non valuti questo può aumentare il divario nord-sud.
Le regioni centro-settentrionali hanno sicuramente un gettito fiscale maggiore rispetto a quelle meridionali, quindi si rischierebbe di avere servizi di serie A nel nord e servizi di serie B se non C nel sud.
Inoltre l’Italia non è un Paese veramente unito, ma al suo interno c’è un sofferenza reciproca tra i meridionali e i settentrionali. Un federalismo saggio non deve procurare ulteriori spaccature.

Il governo centrale dovrà mantenere i rapporti con gli altri Stati, prerogativa di sua assoluta competenza. Difesa e sicurezza dovranno essere di responsabilità nazionale. Lo Stato centrale dovrà garantire un livello minimo di servizi di qualità accettabile a tutti i cittadini, indipendentemente dal luogo in cui vive il cittadino. Ovviamente ogni regione potrà offrire servizi di estrema qualità, ma questo dipenderà dalla gestione ottimizzata delle risorse che avrà a disposizione.

Un aspetto positivo si può individuare nella diretta osservazione dei cittadini del lavoro svolto dai propri amministratori.
Teoricamente lo spreco di risorse dovrebbe nettamente diminuire dato il controllo diretto fatto dagli amministratori locali.

Il passaggio dall’attuale sistema ad un’organizzazione federalista porterà una spesa significativa che peserà sulle spalle di tutti i cittadini.

Repubblica italiana

Lo scontro politico è dovuto sull’organizzazione del sistema e sulla distribuzione dei poteri. Il centro-destra è orientato verso un presidenzialismo forte o comunque ad un premier con ampi poteri e indipendente dal parlamento. Il centro-sinistra non ama l’idea di porre troppo potere nelle mani di una persona o di poche persone. Vorrebbe aumentare il potere del premier moderatamente, lasciando ampio spettro decisionale al parlamento, così da mantenere il rapporto di dipendenza del premier ad esso.

Il federalismo è un argomento abbastanza complesso, ma per certi versi molto positivo.

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