Ricordiamo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio che affermava l’inutilità del Parlamento e ribadiva la sua volontà di ridurre il numero di parlamentari e aumentare i poteri del capo del governo.
L’opposizione unita commenta negativamente le parole di Silvio Berlusconi. Dario Franceschini chiede all’opposizione di essere unita e bloccare le parole del premier, ma l’unione non c’è, Idv vuole subito una mozione di sfiducia verso il Presidente del Consiglio, mentre il PD vorrebbe un incontro tra PD, Idv e UDC per trarre un piano guida contro le dichiarazioni del premier.
Silvio Berlusconi rilancia la sua linea e auspica l’idea di un Ddl (Disegno di Legge) popolare, quindi portato avanti dal popolo (richiede 50 mila firme), ovviamente questo suo sogno è facilmente realizzabile se promosso da un partito con un bacino di voti come il PDL. Questo ddl dovrebbe contenere un drastico taglio del numero di parlamentari (300 camera e 150 senato), fin qui nulla di male, anzi più volte le forze politiche di tutti i colori hanno portato avanti l’idea, il problema nasce se nel ddl sarà presente una voce che aumenti i poteri del premier, ovviamente servirebbe anche l’approvazione del Parlamento, e se andrà ad intaccare la Costituzione anche un referendum costituzionale.
La Repubblica italiana è stata strutturata in modo da impedire che una persona possa tenere troppi poteri nelle proprie mani, ricordando il ventennio fascista.
Per questo motivo si è deciso di spezzare i poteri, ovvero il Parlamento ha il potere legislativo, il Governo ha il potere esecutivo e la Magistratura ha il potere giudiziario.
Per limitare ulteriormente il potere di un’unica persona si è deciso che il Presidente del Consiglio doveva coordinare il governo, ma niente di più, inoltre premier e governo sono stati messi sotto le dirette dipendenze del Parlamento, infatti un governo può avere un voto di fiducia/sfiducia da parte del Parlamento.
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