Il 1 marzo 2009 si è tenuto un vertice europeo sulla crisi economica che sta mettendo alla prova l’economica mondiale. I vertici dei 27 Paesi europei si sono riuniti a Bruxelles per definire le nuove mosse che i vari Stati dovranno seguire per uscire dalla crisi. A questo vertice seguirà il G20 (G7 + nuove economie emergenti) in Aprile a Londra.
Il vertice europeo ha detto un secco NO al protezionismo economico che andrebbe a indebolire ulteriormente l’economia. I Paesi dell’Est europeo avevano chiesto fondi per far fronte alle necessità interne. Infatti alcuni Paesi rischiano di fallire. I capi di Stato dell’Unione Europea hanno risposto negativamente alla richiesta avanzata dall’Ungheria che chiedeva circa 175 miliardi di euro per dodici Paesi orientali. Il NO è motivato dal fatto che l’Europea deve procedere unita e insieme, quindi senza vie preferenziali per alcun Paese. E’ rimasta aperta l’ipotesi di aiuti, ma valutati caso per caso. Con la crisi, i Paesi dell’Est hanno visto fuggire le banche occidentali e con loro anche gli investimenti causando un tracollo del PIL (es. Lituania 2008: +10% PIL, 2009: -10% PIL).
Il vertice ha stabilito una guida generale per risolvere il problema degli asset tossici, del rilancio economico, della supervisione dei mercati finanziari e del settore dell’auto. Per quest’ultimo settore sono stati richiesti nuovi fondi da parte della BCE.
Per quanto riguarda l’Italia, il presidente del consiglio ha sostenuto che non ci sono asset tossici, quindi non è un problema che colpisce il Bel Paese. Gli asset tossici sono quelle società finanziarie che hanno subito gravi perdite nel tracollo della finanza mondiale. Una mossa preventiva è comunque stata fatta con i Tremonti-BOND che permettono alle banche di rilasciare delle obbligazioni per rafforzare i loro capitali, queste obbligazioni saranno garantiti dallo Stato.
Non ci sono previsioni concrete sull’uscita da questa crisi economica. Lo sforzo che si sta facendo a livello mondiale fa sperare, ma alcune stime non prevedono il rilancio dell’economia prima del 2010.
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