Il caso di Eluana Englaro ha scatenato uno scontro istituzionale tra il presidente della repubblica Giorgio Napolitano e il presidente del consiglio Silvio Berlusconi.
E’ inutile dire che non c’è stato.
I medici della Quiete di Udine avevano avviato il protocollo che prevedeva la sospensione graduale dell’alimentazione e dell’idratazione ad Eluana Englaro, secondo la sentenza definitiva della Corte d’Appello del Tribunale di Milano. Sentenza approvata anche dalla consulta.
Il governo per fermare tale procedura ha riunito in seduta straordinaria il consiglio dei ministri. Nel stesso tempo, Giorgio Napolitano ha inviato una lettera a Silvio Berlusconi per avvisarlo che nel caso il consiglio dei ministri avesse approvato un decreto legge, lui non l’avrebbe firmato, quindi non sarebbe entrato in vigore.

All’unanimità, il consiglio dei ministri ha emanato un decreto legge che vietava la sospensione di alimentazione e idratazione a persone in stato vegetativo, quindi anche nel caso Englaro.
Come anticipato, il presidente della repubblica non l’ha firmato e così il protocollo alla Quiete di Udine è continuato.
Il NO di Napolitano è stato spiegato con 2 principali motivi:
1) La Costituzione (Art. 77) prevede l’utilizzo di decreti leggi solo in casi di straordinaria emergenza (crisi economiche, disastri ambientali ecc.). L’eutanasia non rientra tra queste emergenze.
2) E’ presente una sentenza definitiva di un tribunale, approva dalla consulta e il governo non può interferire.
I costituzionalisti sono spaccati in due. Chi afferma che il decreto era incostituzionale e chi no.
Napolitano aveva invitato il parlamento a legiferare su questo tema più volte, l’ultimo invito era stato rivolto nel mese di dicembre.
La lettera inviata da Napolitano al consiglio dei ministri non voleva interferire con lo svolgimento di tale, ma semplicemente far si di non sprecare quel giorno per un decreto che non sarebbe stato firmato. Così, il parlamento avrebbe potuto utilizzare tutto il tempo possibile per fare una legge in tempi record.
Berlusconi ha accusato Napolitano di entrare in una prerogativa esclusiva del governo, ma il presidente della repubblica deve accertare che tutti le leggi e provvedimenti siano costituzionali.
Inoltre nel caso di Eluana, l’eventuale legge approvata dal parlamento potrebbe non aver avuto effetto, in quanto c’era una sentenza definitiva della magistratura.
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