Friday, February 10, 2012

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Lo scontro istituzionale

Posted by gluca On febbraio - 22 - 2009

Il caso di Eluana Englaro ha scatenato uno scontro istituzionale tra il presidente della repubblica Giorgio Napolitano e il presidente del consiglio Silvio Berlusconi.

E’ inutile dire che non c’è stato.

I medici della Quiete di Udine avevano avviato il protocollo che prevedeva la sospensione graduale dell’alimentazione e dell’idratazione ad Eluana Englaro, secondo la sentenza definitiva della Corte d’Appello del Tribunale di Milano. Sentenza approvata anche dalla consulta.

Il governo per fermare tale procedura ha riunito in seduta straordinaria il consiglio dei ministri. Nel stesso tempo, Giorgio Napolitano ha inviato una lettera a Silvio Berlusconi per avvisarlo che nel caso il consiglio dei ministri avesse approvato un decreto legge, lui non l’avrebbe firmato, quindi non sarebbe entrato in vigore.

All’unanimità, il consiglio dei ministri ha emanato un decreto legge che vietava la sospensione di alimentazione e idratazione a persone in stato vegetativo, quindi anche nel caso Englaro.

Come anticipato, il presidente della repubblica non l’ha firmato e così il protocollo alla Quiete di Udine è continuato.

Il NO di Napolitano è stato spiegato con 2 principali motivi:
1) La Costituzione (Art. 77) prevede l’utilizzo di decreti leggi solo in casi di straordinaria emergenza (crisi economiche, disastri ambientali ecc.). L’eutanasia non rientra tra queste emergenze.
2) E’ presente una sentenza definitiva di un tribunale, approva dalla consulta e il governo non può interferire.

I costituzionalisti sono spaccati in due. Chi afferma che il decreto era incostituzionale e chi no.
Napolitano aveva invitato il parlamento a legiferare su questo tema più volte, l’ultimo invito era stato rivolto nel mese di dicembre.
La lettera inviata da Napolitano al consiglio dei ministri non voleva interferire con lo svolgimento di tale, ma semplicemente far si di non sprecare quel giorno per un decreto che non sarebbe stato firmato. Così, il parlamento avrebbe potuto utilizzare tutto il tempo possibile per fare una legge in tempi record.
Berlusconi ha accusato Napolitano di entrare in una prerogativa esclusiva del governo, ma il presidente della repubblica deve accertare che tutti le leggi e provvedimenti siano costituzionali.
Inoltre nel caso di Eluana, l’eventuale legge approvata dal parlamento potrebbe non aver avuto effetto, in quanto c’era una sentenza definitiva della magistratura.

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Eutanasia

Posted by gluca On febbraio - 16 - 2009

L’eutanasia – letteralmente buona morte – è la pratica che consiste nel procurare la morte nel modo più indolore, rapido e incruento possibile a un essere umano (o ad un animale) affetto da una malattia inguaribile ed allo scopo di porre fine alla sua sofferenza.” by Wikipedia.

Nelle scorse settimane tutti abbiamo sentito parlare dell’eutanasia e sicuramente abbiamo espresso le nostre opinioni.

In Italia, giuridicamente parlando, l’eutanasia è illegale, in quanto non esiste una legge in materia. Questo vuoto normativo è stato spesso sottolineato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che invitava le camera a provvedere. Nulla sono serviti i richiami di Napolitano fino a quando i giudici della Corte d’Appello del Tribunale di Milano hanno autorizzato a procedere alla sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione ad Eluana Englaro.

L’eutanasia è un argomento molto delicato, ci sono delle valide ragioni dalla parte dei favorevoli, ma altrettante ragioni dalla parte dei contrari.

La persona che richiede l’eutanasia o che esprime il suo “testamento biologico” pone certamente al centro il desiderio di evitare dolori e sofferenze. Inoltre viene richiesta nei casi incurabili e senza speranza, salvo guarigioni improvvise senza spiegazioni. Questo è il pensiero dei favorevoli a tale pratica.

I contrari sostengono che solo la persona colpita dalla malattia possa richiederla, ma è altrettanto vero che chi è in stato vegetativo o simili difficilmente possa richiederla o comunque giuridicamente non è più in grado di decidere per se stesso. Inoltre i medici potrebbero rifiutarsi di effettuare tale pratica.

L’eutanasia sarebbe indirizzata principalmente ai casi di persone in stato vegetativo.
I medici non sanno garantire che una persona in stato vegetativo non possa più risvegliarsi. Inoltre, nessuno può sapere se la persona possa percepire, capire o sentire quello che gli accade attorno.

Nemmeno i medici hanno una posizione comune. Parte di essi sono favorevoli solo nei casi in cui c’è un accanimento terapeutico e sono nettamente contrari a ricorre all’eutanasia nel caso si tratti di sospendere l’alimentazione e l‘idratazione. Essi sostengono che non costituiscono accanimento terapeutico in quanto forniscono solo nutrimento. La parte contraria considerano anche la nutrizione forzata accanimento terapeutico, senza di essa la persona morirebbe.

La vita è bene prezioso, nessuno può crearla artificialmente e una volta persa non si può più recuperare.

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