Thursday, February 9, 2012

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L’Europa cambia volto

Posted by gluca On giugno - 11 - 2009

Il 6-7 Giugno si sono svolte le elezioni per il rinnovo del parlamento europeo. Analizziamo i risultati e il quadro politico che si è formato nel parlamento di Strasburgo dalla parte italiana.

Risultati:Elezioni europee 2009
PDL (Popolo delle Libertà): 35,25%;
PD (Partito democratico): 26,14%;
Lega Nord: 10,22%;
Idv (Italia dei valori): 7,99%;
Udc (Unione di centro): 6,25%.

Tutti gli altri partiti sono sotto la soglia di sbarramento del 4%, quindi non avranno nessun europarlamentare.

Analizzando questi dati, possiamo subito notare che il primo partito è il PDL, anche se i risultati sono stati nettamente sotto le aspettative del 45% (-10%), nelle precedenti elezioni politiche il partito campeggiato da Berlusconi aveva toccato quota 37,4%. La maggioranza di Governo tiene grazie alla Lega Nord che continua a crescere (10,22%).
La coalizione di centro destra nel 2008 aveva ottenuto un totale del 45,8% (era presente anche l’Mpa) , nelle europee 2009 45,47%, quindi il Governo è sostenuto dal Paese.
Caduta libera per il PD che perde ben il 7,06%, buon andamento per l’Idv che guadagna un +3,59%, positivo anche l’Udc.

La Lega Nord si presenta come la terza forza del Paese, e la seconda nelle regioni del Nord, in particolare in Veneto. Il partito di Bossi gioca la sua reputazione sulla sicurezza e sulla lotta all’immigrazione clandestina.

Il partito di Antonio Di Pietro si presenta come l’unica forza di “estrema sinistra”, termine un po’ inappropriato, ma data la mancanza dei partiti storici comunisti viene posta come la forza più a sinistra.

Il Partito Democratico sta avendo una crisi che porta una continua perdita di consensi e una divisione interna al partito. Attualmente il PD difficilmente potrebbe essere un’alternativa seria al Pdl.

Il Popolo delle Libertà si ripresenta come la prima forza politica del Paese, molti i consensi, anche se sotto il sogno di Berlusconi di raggiungere il 50%+1.

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Europee senz’anima

Posted by gluca On giugno - 2 - 2009

BerlusconiMancano pochi giorni alle elezioni europee e il clima politico è rovente. Per la prima volta, i nostri candidati tengono comizi sul gossip e sugli scandali.
Al centro dell’attenzione di tutti c’è il Presidente del Consiglio e la sua vita più o meno privata, senza dubbio privata quando si parla di dove va in vacanza, meno privata quando si parla di come vengono utilizzati gli aerei di Stato, ovvero degli aerei e voli pagati dagli italiani.

I programmi e gli obbiettivi mancano completamente dal dibattito, salvo quei volantini spediti a casa dai candidati con i loro obbiettivi, l’unica pecca è che è tutto racchiuso in 4-5 parole del tipo “sicurezza” o “sostegno”, parole che vogliono dire tutto e niente. Il più simpatico di tutti è stato quello di un candidato della Lega Nord in cui diceva “no al burqa” e lo toglieva da un manichino vestito da donna musulmana. Quindi noi dovremmo votarlo solo per far sparire i burqa dall’Europa?
Altri simpatici foglietti riportano la storia passata e vissuta dei candidati. Quindi noi dovremmo votarli per quello che hanno fatto in passato senza sapere cosa vogliono  fare per il futuro?
Nel nostro Paese, la politica sta diventando indecente e senza precedenti, ormai abbiamo toccato il fondo. Noi cittadini siamo diventati persone nel momento prima del voto e subito dopo semplici numeri sopra ad un simbolo di un partito e rimaniamo tali fino alle successive elezioni.
Nei momenti in cui la gente cerca di svegliarsi dal sonno i politici, tutti uniti dall’estrema destra all’estrema sinistra, la ributtano nei più profondi dei sogni. Gossip e scandali sono la due ricette ideali per distogliere l’attenzione dai problemi seri. Meno di una settimana al voto e tutti parlano del gossip attorno al cavaliere, ottimo tema politico per le elezioni europee 2009.

Promettere sono capaci tutti, mantenere nessuno.

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6-7 Giugno 2009: i cittadini europei chiamati al voto

Posted by gluca On maggio - 30 - 2009

Elezioni europee 2009Sabato 6 e Domenica 7 Giugno 2009, tutti i cittadini europei sono chiamati alle urne, infatti c’è il rinnovo del parlamento europeo.

Per quanto riguarda il nostro Paese dovremmo eleggere 72 europarlamentari. Purtroppo è risultato che i parlamentari italiani a Strasburgo sono quelli più pagati, e morale della favola, quelli con il più alto tasso di assenza, per questo motivo dobbiamo eleggere persone serie e motivate.

L’Italia ha adottato una legge elettorale a sistema proporzionale con voto di preferenza, inoltre c’è la soglia di sbarramento del 4%. Il nostro Paese è stato suddiviso in 5 circoscrizioni:
- Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia);
- Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna);
- Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio);
- Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria);
Italia insulare (Sicilia, Sardegna).

Negli anni, il parlamento europeo ha assunto una sempre maggiore importanza, infatti ogni governo nazionale deve seguire le direttive che l’organo europeo sancisce. Inoltre l’Europa sta via via assumendo una sempre più rilevante importanza politica ed economica. Sono molto frequenti i casi in cui l’Unione Europea si presenta al mondo unita sotto la bandiera blu a stelle, come un’unica unità fisica. Gli organi europei prendono decisioni su elementi rilevanti per la vita di ogni cittadino europeo (immigrazione, economia, rapporti internazionali, ecc). I finanziamenti che gli Stati membri mettono in atto sono cruciali per la continua innovazione dell’Europa. Quindi è importantissimo che in Europa l’Italia abbia una rappresentanza che faccia sentire la voce della nostra nazione, le nostre necessità e i nostri problemi per cercare una soluzione a livello europeo.

Sottovalutare il parlamento europeo ed astenersi dal voto è una mancata scelta che potrebbe ricadere negativamente sul nostro Paese.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico (Art. 48 – Costituzione della Repubblica italiana).

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GINEVRA: Iran attacca Israele, l’UE lascia la conferenza

Posted by gluca On aprile - 20 - 2009

No al razzismo In questi giorni a Ginevra si sta tenendo una conferenza dell’ONU sul razzismo. Il presidente iraniano Ahmadinejad ha attaccato nuovamente lo Stato di Israele accusandolo di razzismo. Non è la prima volta che Ahmadinejad sfida Israele e l’Occidente.

Nei giorni scorsi, la Francia aveva annunciato che nel caso il presidente iraniano pronunciasse accuse contro Israele la delegazione francese avrebbe lasciato la riunione, e così è stato, insieme a tutti i rappresentanti dell’Unione Europea e della maggioranza degli altri Paesi occidentali.

Attualmente, la diplomazia internazionale sta facendo enormi sforzi su più fronti. Già da qualche anno sentiamo parlare spesso della tensione che c’è tra l’Iran e il resto del mondo. Non possiamo nascondere che  Ahmadinejad sta sfidando il mondo continuando ad insistere sulla prosecuzione dell’attività nucleare in territorio iraniano violando le normative internazionali ONU.
Le vie diplomatiche trovano sempre più difficoltà nel rapportarsi tra le varie realtà internazionali, sopratutto verso quegli Stati che adottano politiche poco democratiche.

Più volte il presidente del Paese medio orientale ha negato chiaramente l’Olocausto facendo insorgere il mondo intero. Spiragli di apertura sono giunti con l’elezione del presidente statunitense Barack Obama che, seppur seguendo una linea dura e ferma, ha teso una mano all’Iran.

La conferenza di Ginevra è molto importante per la lotta al razzismo, fenomeno che a nostro rammarico si sta un po’ alla volta diffondendo anche in Italia. Certamente le dichiarazioni di  Ahmadinejad non aiutano il mondo a combattere questo sentimento di intolleranza.

Il razzismo va combattuto e fatto sparire dalla faccia di ogni Stato, non è concepibile che negli anni 2000 questo fenomeno sia ancora diffuso e che anzi aumenti. Ogni Stato che si dice “democratico” dovrebbe far capire ai propri cittadini che è sbagliato discriminare chi è diverso da se stesso.

Speriamo che un giorno ci consideriamo tutti fratelli e sorelle.

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