Oggi 11 Marzo 2009, il segretario del PD, Dario Franceschini, ha lanciato una proposta al governo. Essa di basa su una tassa “solidale” per tutti i redditi sopra i 120 mila euro (2% iperf per il 2009).
Questa imposta dovrebbe portare nelle casse dell’erario circa 500 milioni di euro da distribuire ai redditi più deboli. Subito il benestare del leader del carroccio Umberto Bossi che sostiene: “In un momento di crisi è bene che i ricchi aiutino i poveri”, della stessa opinione il leader dell’Unione di Centro Pier Ferdinando Casini. Idea contraria da parte del Pdl e del Prc che hanno definito la tassa “elemosina di Stato”.
Gli italiani stanno via via cambiando il loro stile di vita, i loro consumi e la loro dieta.
La crisi ha fatto tirare la cinghia un po’ a tutti e ha colpito sopratutto le fasce più deboli della popolazione. Prima di tutto lo stile di vita e i consumi, legati tra loro, stanno variando, si mira alle cose estremamente utili, lasciando il superfluo negli scaffali dei centri commerciali. Si spende meno, ma meglio.
La dieta sta cambiando e di conseguenza la sua qualità, se prima eravamo abituati a cibi di qualità medio-alta ora nel piatto degli italiani ci sono cibi di qualità medio-bassa, in primis i pensionati.
La categoria pensionati è una tra le fasce più in difficoltà, pensione sicura, ma fissa con scarsissime possibilità di variazione verso l’alto. Alcuni servizi televisivi riprendevano anziani a setacciare i bidoni delle immondizie, mangiare frutta e verdura marcia e ad acquistare prodotti scaduti perché scontati. Interessante l’idea del comune di Prato che ha offerto agli anziani degli orti per coltivarsi la verdura.
Nonostante le rassicurazioni del presidente Berlusconi e il suo invito a non cambiare stile di vita e di continuare a consumare per far girare l’economia, la popolazione taglia e risparmia.
Il motivo è molto intuitivo e può essere racchiuso in questa formula:
crisi economica = rischio posto di lavoro = instabilità economica familiare = taglio dei consumi familiari = risparmio
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ROMA – Cresce la disoccupazione in Italia, rispetto allo stesso periodo del 2008, una crescita del 46% in gennaio e febbraio. A fare la richiesta di indennità all’Inps oltre 370′000 persone, 117′000 in più rispetto allo scorso anno. Sono gli evidenti effetti della crisi che sta colpendo tutto il mondo.
Il vertice europeo ha detto un secco NO al protezionismo economico che andrebbe a indebolire ulteriormente l’economia. I Paesi dell’Est europeo avevano chiesto fondi per far fronte alle necessità interne. Infatti alcuni Paesi rischiano di fallire. I capi di Stato dell’Unione Europea hanno risposto negativamente alla richiesta avanzata dall’Ungheria che chiedeva circa 175 miliardi di euro per dodici Paesi orientali. Il NO è motivato dal fatto che l’Europea deve procedere unita e insieme, quindi senza vie preferenziali per alcun Paese. E’ rimasta aperta l’ipotesi di aiuti, ma valutati caso per caso. Con la crisi, i Paesi dell’Est hanno visto fuggire le banche occidentali e con loro anche gli investimenti causando un tracollo del PIL (es. Lituania 2008: +10% PIL, 2009: -10% PIL).
Per quanto riguarda l’Italia, il presidente del consiglio ha sostenuto che non ci sono asset tossici, quindi non è un problema che colpisce il Bel Paese. Gli asset tossici sono quelle società finanziarie che hanno subito gravi perdite nel tracollo della finanza mondiale. Una mossa preventiva è comunque stata fatta con i Tremonti-BOND che permettono alle banche di rilasciare delle obbligazioni per rafforzare i loro capitali, queste obbligazioni saranno garantiti dallo Stato.