Quasi tutti gli economisti concordano a gran voce che la crisi ormai è alle spalle, quindi nei prossimi mesi ci dovrebbe essere una lenta e timida ripresa. Nella realtà , i lavoratori sentono ancora pesantemente questa crisi che non sembra essere passata. Tutti i giorni sentiamo di persone in cassa integrazione, oppure che perdono il lavoro. Se gli esperti dal loro punto di vista tecnico sostengono la fine della crisi, dall’altra parte, dal punto di vista reale sentiamo ancora la forte presenza di un freno nell’economia di tutti i giorni.
Le manifestazioni operaie si sono sparse in tutto il Paese, anche in quelle zone più industrializzate e in quelle a maggiore attrazione economica per il Paese. Al contrario di altri Paesi europei che hanno affrontato questa crisi in questi tempi, ma che hanno conosciuto anni di continuo progresso economico con ottimi risultati in termini di Pil, il nostro Paese attraversa forse il peggior periodo della sua esistenza visto che l’Italia non cresce ormai da anni, certamente questa crisi si è fatta sentire in maniera forte, ma il Bel Paese è fermo da tempo.
Il problema maggiore forse è stata la mancanza di riforme strutturali che avrebbero dovuto ammodernare il Paese e incentivarne la crescita. Questa colpa ricade sicuramente nella politica che non ha fatto scelte che doveva fare, indipendentemente dal colore politico, visto che ci sono stati 5 anni di governo di centrosinistra, 5 anni di governo di centrodestra, 2 anni di governo di centrosinistra (Prodi) e infine 2 anni di governo di centrodestra (Berlusconi, ancora in corso).
Un altro problema è la forte decentralizzazione della produzione. Aziende situate nel nostro Paese hanno l’intera produzione nei Paesi in via di sviluppo, così il Paese sviluppato diventa un “consumatore”, mentre il Paese in via di sviluppo un “produttore“. Ovviamente questo meccanismo non può durare a lungo.
Gli anni passano e anche i problemi passano, solo uniti potremmo pensare ad un futuro positivo.
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Le principali economie danno segni di seria, ma debole ripresa economica. Alcune previsioni indicano la ripresa, nel secondo semestre, dell’economia statunitense, ricordiamo che l’effetto domino della crisi è partita dagli USA.
che la crisi è partita dal sistema finanziario e in particolar modo dagli Stati Uniti.
Il “povero” Bill Gates è tornato a dominare la classifica dei più ricchi, con i suoi 40 miliardi di dollari, 18 miliardi in meno rispetto all’anno scorso.