Circa 156 le vittime delle proteste scatenate nella regione dello Xinjiang in territorio della Repubblica Popolare Cinese.
Il governo cinese ha deciso di cercare di mantenere l’ordine pubblico disponendo una forte rete di protezione con centinaia e centinaia di militari e poliziotti che pattugliano la città , coprifuoco quasi di dovere per la notte data l’altissima tensione tra il gruppo islamico e il gruppo cinese della regione.
Il Presidente cinese, venuto in Italia per il G8, ha deciso di ritornare immediatamente in patria per seguire di persone l’evolversi della vicenda che desta molta preoccupazione.
I principali giornali cinesi, compreso quello gestito dal partito comunista cinese, invitano la popolazione alla calma e alla concordia.
Voci governative riferiscono che i responsabili delle rivolte dovranno scontare la pena capitale. Voce non confermata indica il verificarsi di scontri tra i manifestanti armati di bastoni e le autorità .

Alcune fonti non ufficiali sostengono che le vittime sarebbero molte di più rispetto alle 156 annunciate dalla fonti governative.
Speriamo che questa situazione si possa risolvere il prima possibile, politicamente e umanamente possiamo solo sostenere che non è più concepibile che ci siano rivolte che sfociano nel sangue, è sempre giusto manifestare il proprio dissenso, ma autorità e manifestanti devono agire in maniera equilibrata e consona.
Dobbiamo considerare che la Cina non è un Paese in cui i diritti inviolabili dell’uomo vengono garantiti e rispettati. Più volte i leader dei principali Paesi del mondo hanno chiesto l’apertura di Pechino ai diritti umani, senza ottenere risultati.
Il mondo sta cambiando, giorno dopo giorno sentiamo i telegiornali parlare di rivolte, proteste e ribellioni, cosa sta succedendo a questo mondo? Forse è un sintomo di malessere che un po’ alla volta sta colpendo tutti noi.
Popularity: 4% [?]