Nel nostro Paese, la legislazione sta cercando di regolamentare, o meglio di porre sotto il proprio controllo il grande mondo libero di Internet. In questi mesi, abbiamo visto sempre più spesso il parlamento italiano occuparsi del web, ma non per legiferare su temi importanti come la lotta alle truffe, violazioni dei copyright o altri fatti gravi, ma per mettere in riga la libera informazione del web. Infatti il dito è puntato contro quei blog o siti Internet dove la gente esprime le proprie opinioni e dove cerca di fare informazione libera. Per informazione libera non si intende assolutamente come testate giornalistiche, c’è una bella differenza tra un giornale e un blog, mentre i nostri parlamentari stanno cercando in tutti i modi possibili di fondere le due cose.

Il primo passo verso la censura è stato fatto con la “legge ammazza-blog” che si occupa del diritto di rettifica e risposta. In sostanza questo diritto impone ai blog qualora sbagliano a scrivere un post riferito ad un persona accusandola di qualcosa non vera di permettere alla persona di rispondere o chiedere appunto la rettifica del post. Fin qui tutto è normale, anzi è un diritto sacrosanto, il problema sorge con i limiti che la legge va ad imporre, cioè obbligare il proprietario del blog ad intervenire entro 48 ore altrimenti, qualora ritardasse l’intervento una multa elevata. Questi limiti non possono essere associati ai comuni blogger in quanto dietro al blog non c’è uno staff che lavora ogni giorno. Se io blogger vado in vacanza un mese non c’è nessuno che può mettere in atto la rettifica verrei multato pesantemente.
Ora si sta parlando di regolamentare ulteriormente il web e di fatto si vogliono introdurre norme per far inglobare i blog nel mondo delle testate giornalistiche o prodotti editoriali. Di fatto, almeno il 60% dei blog sarebbero costretti a chiudere. Diventare testata giornalistica prevede prima di tutto dei costi e degli atti, anche presso il tribunale, per registrare la testata, costi e procedure complesse. Inoltre ci dovrebbe essere un direttore che per forza deve essere un giornalista e capite bene che un blog non può di certo permettersi tutto ciò.
L’impressione è che i politici mettano in atto queste azioni perché, prima di tutto non conoscono minimamente il mondo del web, inoltre vedono la libera informazione di Internet come una minaccia, sopratutto per la miriade di blog e siti che giorno dopo giorno commentano e discutono su una politica caduta veramente in basso.
Ovviamente, mentre all’estero i blog potranno tranquillamente continuare il loro lavoro di libera informazione, qui in Italia molti dovranno chiudere e questo implica la censura. Il mondo del web ci ha insegnato una cosa importante e noi speriamo che anche questa volta accada: il web e i suoi utenti sono un unico corpo che si muove insieme e quando viene attacco è sempre in grado di esserne immune semplicemente evolvendosi ulteriormente.
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3 Responses
Ultracontrario…. ed aggiungo no comment ^^
Posted on settembre 28th, 2009 at 06:15
La censura e’ il cancro della civilta’
Posted on settembre 28th, 2009 at 09:24
Il bello che loro non te la presentano come “censura” ma come regolamentazione di qualcosa.
Posted on settembre 28th, 2009 at 10:22
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