Il decreto sicurezza è diventato legge.
Pacchetto che ha acceso molte polemiche nella vita politica italiana. Voluto fortemente dalla Lega Nord che ha incentrato la sua campagna elettorale sulla sicurezza pubblica.
Il decreto sicurezza ha come suoi punti principali la lotta contro l’immigrazione clandestina (reato di clandestinità) e il ripristino immediato di un livello minimo di sicurezza nelle città italiane.

Subito una dura risposta dal Vaticano che vede questa legge non sufficiente e non in grado di raggiungere i suoi obiettivi, inoltre sostiene che non basta l’ordine pubblico per risolvere il problema dei clandestini. Provocatoria è stata la risposta del ministero dell’Interno Roberto Maroni: “E’ la solita liturgia”.
Vediamo la norma più contestata, ovvero il reato di clandestinità:
Un irregolare trovato in territorio italiano dovrà pagare una multa da 5mila a 10mila euro, ma ovviamente si sa già che non potrà farlo, dato che è venuto in Italia per lavorare, a quel punto scatterà la denuncia e di conseguenza il reato di immigrazione clandestina.
Altra norma discussa è la legalizzazione delle ronde, cioè cittadini comuni che circolano nella città e se vedono qualcosa di strano avvertono le forze di pubblica sicurezza. Ricordiamo che la nostra Costituzione non vieta assolutamente che un cittadino circoli nel territorio italiano e se vede qualcosa di allarmante avverti la polizia, ma al tempo stesso dobbiamo evitare che queste ronde abbiano un carattere politico e che si sostituiscano alle forze dell’ordine.
Ecco i principali punti by Tgcom.com:
Reato di clandestinità
L’immigrazione clandestina diventa un reato. L’articolo 21 del disegno di legge introduce nell’ordinamento italiano il reato di “ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato”. I clandestini, in base alla nuova disciplina, non rischiano l’arresto ma si vedranno infliggere un’ammenda dai 5mila ai 10mila euro. Ma la norma più che convincere gli irregolari a non restare in Italia per non dover pagare la multa, renderà possibile denunciare i clandestini all’autorità giudiziaria.
Secondo alcuni esperti, il reato di immigrazione potrebbe far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta (medici-spia, presidi-spia, perfino postini-spia). L’extra comunitario che arriva in Italia senza permesso di soggiorno può rimanere nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) fino a 180 giorni. Fino a oggi il periodo era di due mesi.
Tassa di 200 euro per cittadinanza
Per avere la cittadinanza si dovranno pagare 200 euro. Per il permesso di soggiorno invece la tassa sarà fissata dai ministeri dell’ Interno e dell’Economia tra gli 80 e i 200 euro. Inoltre, l’extracomunitario che arriva in Italia senza permesso di soggiorno potrà rimanere nei Cie (Centri di identificazione ed espulsione) fino a 180 giorni. Ora il periodo è di due mesi.
Adottabili i figli delle clandestine
Per accedere ai pubblici esercizi gli stranieri dovranno esibire il permesso di soggiorno (tranne che per l’iscrizione dei figli alla scuola dell’obbligo). Altrimenti, essendo la clandestinità un reato, scatterà l’obbligo della denuncia. Le madri irregolari non potranno iscrivere i propri figli all’anagrafe e quelle sprovviste di passaporto non potranno neanche riconoscerli rendendoli così subito adottabili.
Carcere per chi affitta agli irregolari
Si rischia il carcere fino a tre anni se si da’ in alloggio o si affitta anche una stanza a stranieri che risultino irregolari al momento della stipula o del rinnovo del contratto di locazione. Ma ci deve essere un ingiusto profitto.
Inasprito il 41 bis
Saranno lasciati intatti i poteri del procuratore antimafia. La detenzione tornerà a essere più lunga di altri 4 anni. Si prevedono carceri “ad hoc” per i boss preferibilmente sulle isole. Più difficile per loro comunicare anche con l’esterno.
Ronde, via libera
Semaforo verde per i gruppi formati da appartenenti ad associazioni di volontari che potranno coadiuvare le forze dell’ordine segnalando situazioni di potenziale pericolo. Le ronde non saranno armate e verranno registrate in appositi elenchi pubblici.
Oltraggio a pubblico ufficiale
Chi insulta un pubblico ufficiale rischia fino a tre anni di carcere. Ma se si risarciscono agente ed Ente a cui questo appartiene, il reati si estingue. Nessuna condanna se è il pubblicoi ufficiale ad avere commesso atti arbitrari.
Norme sull’accattonaggio
Il ministero dell’Interno predisporrà un apposito registro dove verranno registrati i clochard senza fissa dimora.
Vietato imbrattare i monumenti
Previsto il carcere fino a tre mesi per i cosiddetti “writers” urbani se ad essere imbrattati saranno monumenti o palazzi di interesse storico, la pena sale a sei mesi se l’azione vandalica riguarda immobili o mezzi pubblici.
Obbligo denuncia “pizzo”
Per partecipare alle gare d’appalto i costruttori dovranno denunciare ogni tentativo di estorsione ai propri danni. Basterà che un pentito, anche in un altro procedimento, sostenga che ci sia stata un’estorsione senza conseguente denuncia, che l’estromissione dalla gara dell’imprenditore è assicurata.
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