Tuesday, May 22, 2012

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Archive for the ‘Politica nazionale’ Category

Una crisi istituzionale colpisce l’Italia

Posted by gluca On ottobre - 19 - 2009

In Italia, con la bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale si è scatenato uno scontro istituzionale tra gli organi istituzionali italiani. Dopo la bocciatura dell’immunità per le quattro cariche più importanti dello Stato, di fatto il premier Silvio Berlusconi dovrà affrontare il proseguimento di due processi a suo carico. Il Presidente del Consiglio ha definito il Presidente della Repubblica di non essere stato leale perché almeno da quanto affermato aveva garantito che avrebbe fatto pressioni perché la Corte Costituzionale affermasse il lodo costituzionale, inoltre Berlusconi ha detto che si sa da che parte sta Napolitano. Purtroppo la nostra Costituzione non prevede che il Capo dello Stato faccia pressioni o che influenzi le sentenze della massima corte, anzi se l’avesse fatto sarebbe stato un intervento potenzialmente incostituzionale.
Corte Costituzionale
Con la bocciatura sono partite accuse a destra e a manca, addirittura minacciando forti riforme costituzionali e istituzionali, riforme che prevedono un iter duro e complesso che possono passare solo con i 2/3 del parlamento o con un referendum costituzionale.

Torniamo al lodo Alfano, principalmente è stato bocciato per due motivi:
- Violazione dell’art. 3, in particolare nella parte “Tutti i cittadini … e sono eguali davanti alla legge”.
- Violazione dell’art. 138 che prevede che per modificare la costituzione non si possono utilizzare leggi ordinarie e visto che c’è una modifica/violazione dell’art. 3 per portarla a termine necessita di un iter “speciale”.

I costituzionalisti sono divisi esattamente in due blocchi, una parte che appoggia la corte e una parte che non è d’accordo con la decisione. Inoltre, la Costituzione non definisce le “cariche più importanti dello Stato”, per esempio il premier è definito né più né meno di un normale ministro. Caso eccezionale è il Presidente della Repubblica protetto e tutelato dalla stessa carta.

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Norme ammazza blog: work in progress

Posted by gluca On settembre - 27 - 2009

Nel nostro Paese, la legislazione sta cercando di regolamentare, o meglio di porre sotto il proprio controllo il grande mondo libero di Internet. In questi mesi, abbiamo visto sempre più spesso il parlamento italiano occuparsi del web, ma non per legiferare su temi importanti come la lotta alle truffe, violazioni dei copyright o altri fatti gravi, ma per mettere in riga la libera informazione del web. Infatti il dito è puntato contro quei blog o siti Internet dove la gente esprime le proprie opinioni e dove cerca di fare informazione libera. Per informazione libera non si intende assolutamente come testate giornalistiche, c’è una bella differenza tra un giornale e un blog, mentre i nostri parlamentari stanno cercando in tutti i modi possibili di fondere le due cose.
Censura
Il primo passo verso la censura è stato fatto con la “legge ammazza-blog” che si occupa del diritto di rettifica e risposta. In sostanza questo diritto impone ai blog qualora sbagliano a scrivere un post riferito ad un persona accusandola di qualcosa non vera di permettere alla persona di rispondere o chiedere appunto la rettifica del post. Fin qui tutto è normale, anzi è un diritto sacrosanto, il problema sorge con i limiti che la legge va ad imporre, cioè obbligare il proprietario del blog ad intervenire entro 48 ore altrimenti, qualora ritardasse l’intervento una multa elevata. Questi limiti non possono essere associati ai comuni blogger in quanto dietro al blog non c’è uno staff che lavora ogni giorno. Se io blogger vado in vacanza un mese non c’è nessuno che può mettere in atto la rettifica verrei multato pesantemente.

Ora si sta parlando di regolamentare ulteriormente il web e di fatto si vogliono introdurre norme per far inglobare i blog nel mondo delle testate giornalistiche o prodotti editoriali. Di fatto, almeno il 60% dei blog sarebbero costretti a chiudere. Diventare testata giornalistica prevede prima di tutto dei costi e degli atti, anche presso il tribunale, per registrare la testata, costi e procedure complesse. Inoltre ci dovrebbe essere un direttore che per forza deve essere un giornalista e capite bene che un blog non può di certo permettersi tutto ciò.

L’impressione è che i politici mettano in atto queste azioni perché, prima di tutto non conoscono minimamente il mondo del web, inoltre vedono la libera informazione di Internet come una minaccia, sopratutto per la miriade di blog e siti che giorno dopo giorno commentano e discutono su una politica caduta veramente in basso.

Ovviamente, mentre all’estero i blog potranno tranquillamente continuare il loro lavoro di libera informazione, qui in Italia molti dovranno chiudere e questo implica la censura. Il mondo del web ci ha insegnato una cosa importante e noi speriamo che anche questa volta accada: il web e i suoi utenti sono un unico corpo che si muove insieme e quando viene attacco è sempre in grado di esserne immune semplicemente evolvendosi ulteriormente.

Sei favorevole alle norme che colpiscono i blog?

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Giulio TremontiIl Governo italiano si appresta a varare lo scudo fiscale 2009 che in parole povere è un condono per chi ha evaso le tasse. La legge concede la possibilità agli evasori che hanno portato soldi all’estero di riportarli in patria pagando una tassa del 5% e ottenendo l’impunità penale. Per aderire alla norma “salva-evasori” c’è tempo fino al 15 dicembre 2009. L’esecutivo si è prefissato l’obiettivo di far cassa il prima possibile per poi riversare soldi ai cittadini e lo scudo fiscale ha proprio questo scopo, cioè portare liquidità nelle casse dello Stato per poi mettere in atto politiche sociali. La norma non potrà essere applicata a quelle persone che hanno un procedimento a loro carico prima del 5 Agosto 2009. Potranno beneficiarvi anche chi ha commesso il reato di falso in bilancio. Inoltre il nome degli evasori rimarrà anonimo.

Il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato il provvedimento così: “Se c’è qualcuno che ha idee migliori, ce le mandi, anche in busta chiusa. Noi le prendiamo in considerazione”.

Le proteste da parte dell’opposizione sono sensate. Facendo due conti alla mano ci rendiamo conto che le persone salvate sono principalmente persone ricche perché di certo un operaio o un piccolo imprenditore non ha ingenti capitali da nascondere al fisco, quindi persone che le tasse le potrebbero anche pagare.

Un operaio viene tassato in media sul 40%, poniamo che il suo stipendio sia di 1000€ al mese, quindi 12000€ all’anno, con una tassa del 40% che ora paga, si ha che:
Soldi effettivamente percepiti: 7200€
Tasse: 4800€
Ovviamente senza poi tenere conto di imposte secondarie. Se applicassimo lo scudo fiscale, o meglio se la tassa fosse del 5% come previsto nello scudo, i conti in tasca dell’operaio cambierebbero completamente:
Soldi effettivamente percepiti: 11400€
Tasse: 600€
Scudo fiscale 2009Facciamo un nuovo calcolo, non precisissimo, ma che rende l’idea. Ipotizziamo un’esportazione illegale all’estero di 1 milione di euro e il suo rientro in Italia.
Tasse equamente pagate:
Soldi netti: 600000€
Tasse al 40%: 400000€
Evasore che utilizza lo scudo fiscale:
Soldi netti: 950000€
Tasse al 5%: 50000€

Con i due calcoli che abbiamo fatto qualsiasi cittadino si rende facilmente conto che lo scudo fiscale così come è impostato è pura follia e che favorisce chi ha evaso le tasse e che ha infranto la legge, mentre flagella chi ha sempre giustamente pagato le tasse.
Altri Paesi Europei stanno adottando lo scudo fiscale, ma l’imposta è ben lontana da un misero 5%.

Noi targhiamo il provvedimento come la norma “salva-evasori”.

Cosa pensi dello scudo fiscale 2009?

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Inno di Mameli, Va’ pensiero: che cosa succederà?

Posted by gluca On agosto - 18 - 2009

ItaliaLa Lega Nord sembra agire a tutto campo e non si capisce bene se le sue proposte siano solo provocatorie o se siano serie. Prima con la proposta degli inni e bandiere regionali nella Costituzione, poi con il dialetto come “abilitazione” per i docenti e infine con l’idea di sostituire l’Inno di Mameli con Va’ pensiero. Il leader Umberto Bossi poi retrocede dalle sue parole giustificandosi dicendo che era solo sull’onda dei sentimenti.

Il clima leghista si è fatto molto rovente in questa pausa estiva e ha portato a molteplici proposte che non hanno mai trovato dei veri consensi nemmeno da parte del partito alleato, il Popolo delle Libertà, che si è sempre mantenuto a distanza di sicurezza dalle idee leghiste.

La sostituzione dell’Inno di Mameli con Va’ pensiero, con tutto rispetto per Verdi e per Va’ pensiero, non può essere accettata. L’Inno italiano racchiude idee e sentimenti per un’unificazione nazionale e pone un particolare accento sulla capitale, anche se apparentemente la frase “schiava di Roma” può sembrare molto dura e quindi nettamente contrastante con la posizione del partito di Bossi, ma al tempo stesso non si può cambiare inno perché non piace ad un partito di maggioranza.

Per quanto riguarda le altre proposte possiamo dire che l’abilitazione per i docenti nel dialetto regionale dove vanno ad insegnare è pura follia, un discorso è conoscere ed avere una panoramica delle tradizioni locali, un’altra è dovere sapere il dialetto per poter insegnare, dialetto che in linea teorica non deve essere usato a scuola. In questo campo, il ministro della pubblica istruzione ha semplicemente escluso categoricamente qualsiasi possibilità di tenere anche in pur minima considerazione questa idea, mantenendosi però aperta ad una valorizzazione delle culture locali. Per quello che riguarda gli inni e bandiere regionali è un’altra proposta da scartare, una sua introduzione vorrebbe quasi spingere ad una divisione nazionale.

L’Italia se pur unita sotto un’unica bandiera non è ancora unita sotto un vero senso di unità nazionale.

Quanto sei favorevole alle proposte della Lega Nord?

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Si apre la strada per l’energia nucleare made in Italy

Posted by gluca On luglio - 25 - 2009

Centrale nucleareAvevamo già ampiamente discusso sul tema in questo articolo.

Recentemente il Senato della Repubblica italiana con 154 voti a favore ha dato il via libera al ddl che dovrebbe riaprire la costruzione di centrali nucleari nel Bel Paese, tra polemiche e applausi l’Italia si presta a rientrare nel mondo di questa energia.

Il cammino non sarà facile, certamente ora la legge ha aperto la strada, ma i problemi e le discussioni saranno molte. Prima di tutto, una commissione entro sei mesi dovrà stabilire i criteri per la localizzazione dei siti dove costruirle e dove depositare le scorie, inoltre stabilire come smaltire i rifiuti radioattivi. I controlli su tutte le fasi del progetto saranno seguiti con estrema attenzione dalla nuova Agenzia per la sicurezza nucleare (Asn).

L’obiettivo del Governo è chiaro: ricoprire con l’energia nucleare il 25% dell’intero fabbisogno nazionale, così da dare un forte taglio all’importazione di petrolio.

Un problema molto pesante è che alcune fonti citano la data del 2030 per la prima centrale realmente operativa e in 21 anni tutto può cambiare. Le centrali in causa sono quelle di terza generazione, anche se alcuni Paesi stanno già pensando a quelle di quarta generazione.

Dobbiamo ricordare che di fatto l’Italia deve contare sull’appoggio di aziende straniere e di tecnici stranieri per il suo sviluppo al nucleare, visto che l’Italia dopo il 1987 ha di fatto chiuso qualsiasi forma di sviluppo, ricerca e sostegno all’energia nucleare. Il Governo se veramente intenzionato allo sviluppo di questa forma di energia dovrebbe immediatamente riaprire la strada per la formazione di tecnici e ingegneri che possano aiutare il nostro Paese verso questa nuova avventura.

Importante sarebbe capire cosa la gente pensa su questa decisione, ricordiamo che nel 1987 la popolazione aveva manifestato la volontà ad abbandonare il nucleare, mentre ora questa via è stata riaperta.

Saresti favorevole ad un referendum per chiedere agli italiani se vogliono il nucleare?

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Beppe Grillo vuole il PD, il PD non vuole Grillo

Posted by gluca On luglio - 13 - 2009

Nei giorni scorsi, Beppe Grillo ha annunciato di volersi candidare alla segreteria del partito democratico per dare una svolta alla triste storia di questo partito. Sottolineando, secondo lui, che dopo Berlinguer la sinistra italiana non ha più avuto un leader carismatico e coraggioso. Il suo programma è quello dei “Comuni a cinque stelle” reperibile Beppe Grilloqui. Ha espresso la sua volontà di creare una vera opposizione in Italia, infatti accusa la sinistra di essere buonista nei confronti dell’attuale maggioranza. Inoltre cosa fondamentale per ridare una libera informazione all’Italia è l’immediato ritiro di tutte le concessioni televisive a soggetti politici, in primis a Berlusconi. Notiamo che Beppe Grillo chiama il PD: Pdmenoelle.

Grillo è contrario all’ampiamento della base nato di Vicenza, alla reintroduzione delle centrali nucleari in Italia (tema già trattato da cfl2.eu reperibile qui), alla privatizzazione dell’acqua e agli inceneritori.

I principali esponenti del partito democratico sono contrari a questa candidatura e la interpretano come una pura e semplice provocazione da parte del comico. L’idea del PD è di respingere la candidatura, prevalentemente perché Grillo attualmente non ne avrebbe i requisiti: tesseramento, riconoscimento del manifesto dei valori, riconoscimento del codice etico e dello statuto. Inoltre il PD afferma che il comico genovese ha sempre criticato aspramente il partito, e in questo momento al partito serve una leader che lo prenda per mano e lo porti a diventare un partito che possa sfidare veramente il PDL.
Partito democraticoRappresentativa è la dichiarazione di Piero Fassino che di fatto raccoglie tutti gli animi del partito: “Grillo non è iscritto al Pd e lo ha attaccato di continuo. La sua candidatura è un boutade un pò provocatoria e non c’è alcuna ragione per considerarla una cosa seria. Bisogna vedere se noi accettiamo la sua iscrizione al partito e non penso che si possa accettare. Per correre per la segreteria non basta l’iscrizione. Per me la cosa finisce qua”.

Nel passato, ricordiamo che Grillo più volte aveva affermato che non sarebbe mai sceso in politica.

Il comico Beppe Grillo se porterà a termine la sua candidatura dovrà “regolarizzarsi” con i requisiti necessari.

Credi che la candidatura di Grillo sia seria o solo una provocazione alla politica?

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