In questa settimana, occupa la prima pagina dei giornali la linea seguita dal governo italiano per combattere l’immigrazione clandestina.
Da Giovedì, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in accordo con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha dato ordine che tutti i barconi intercettati in acque internazionali siano respinti e riportati nel luogo di partenza, cioè la Libia. Fino ad oggi, Tripoli ha accolto questi barconi respinti.
Il problema sorge per quelle persone che hanno diritto d’asilo, infatti sorge il dubbio se qualche respinto ne abbia avuto e ne ha diritto. Ricordiamo che la Libia non aderisce al trattato di Ginevra del 1950, per questo in territorio libico non esiste la protezione internazionale, cioè la Libia non concede asilo.
Seguendo la linea di principio, se la Libia aderisse a tale trattato non ci sarebbero ne problemi ne polemiche, ma questa mancanza è cruciale per capire tutto il meccanismo che ci sta dietro.
Un avente diritto di asilo respinto potrebbe essere riportato dalla Libia nel Paese in cui è fuggito, ovviamente questo metterebbe in pericolo la persona in soggetto.
Il diritto internazionale prevede che un Paese possa respingere, cioè non far entrare nel proprio territorio delle persone, questo prevede tutti i metodi di entrata in un Paese (aereo, marittimo, ecc).
Invece, le persone che sono entrate in territorio italiano, comprese le acque territoriali, devono essere accolte. Inoltre dobbiamo ricordare che gli immigranti clandestini cercano di entrare in un Paese in modo illegale, e per questo il governo italiano si sente legittimato al respingimento.
Il ministro Maroni ha invitato l’Europa ad intervenire, a farsi carico di questa situazione e di mettersi in prima fila per assicurare il diritto di asilo. Ricordiamo che i principali Paesi colpiti dall’immigrazione clandestina sono l’Italia, la Grecia e parzialmente la Spagna, quindi diventa difficile per gli altri Stati fare critiche alle modalità di lotta di questo fenomeno adottate dai Paesi colpiti.
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Le attuali generazioni sono spesso accusate di vivere senza ideali e di non avere la maturità necessaria per affrontare gli ostacoli che la vita gli pone davanti.
L’UDC ha deciso di candidare come capolista della circostrizione Nord-Ovest Emanuele Filiberto di Savoia.
Il terrorismo è la guerra basata sul terrore e non mira a colpire obiettivi militari e strategici, ma predilige quelli simbolici e affollati.
t-2001 è completamente diverso. Prima si mirava a sostenere delle idee e portarle avanti nel proprio Paese e gli attentati erano per lo piú simbolici o comunque non volevano fare stragi di persone. Post-2001, si cerca di spargere più sangue possibile e causare più morti possibili. Solitamente i terroristi non sono più “nazionali”, ma sono persone straniere che vogliono imporre le loro idee e cultura in maniera forzata nel mondo.