Tuesday, May 22, 2012

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Archive for the ‘Politica Estera’ Category

Speciale: Lutto nazionale, muoiono 6 italiani

Posted by gluca On settembre - 18 - 2009

Militari italianiIeri a Kabul si è verificato un attentato contro i nostri soldati causando la morte di 6 parà. Diversi i feriti. I militari stavano viaggiando a bordo dei lince, mezzi blindati in dotazione all’esercito, quando un’auto di grossa cilindrata si è inserita tra i due mezzi ed è esplosa. La quantità di esplosivo presente era enorme e l’esplosione è riuscita a danneggiare pesantemente i mezzi causando così la morte e il ferimento degli italiani.

L’attentato è stato subito rivendicato dai talebani che nel periodo delle elezioni presidenziali afghane hanno scosso pesantemente il Paese diffondendo paura e terrore tra la popolazione.

Cordoglio verso le famiglie delle vittime colpite da questa disgrazia. Il rientro in patria delle salme dovrebbe avvenire Domenica in giornata e i funerali di Stato dovrebbero svolgersi nella giornata di Lunedì.

Il Presidente della Repubblica dovrebbe ritornare in Italia interrompendo così il suo viaggio in Giappone.

Le reazioni politiche sono state di forte cordoglio, seppur si sono sollevate delle perplessità sul senso della missione in Afghanistan, missione per alcuni fallita. Il Presidente del Consiglio ha da un lato detto che il rientro di tutti i soldati dovrà avvenire in tempi rapidi, ma dall’altro ha sostenuto che non si può proprio ora abbandonare il Paese medio orientale.

Il ministro degli esteri, Franco Frattini ha comunicato che per Natale dovranno rientrano 500 soldati inviati dal nostro Paese per aumentare le forze del contingente Isaf durante le elezioni presidenziali. Il ministro della difesa ha fatto sapere l’Italia non adotterà una strategia “exit strategy”, ovvero uscire il prima possibile ad ogni costo.

Le missioni all’estero se da un lato sono necessarie per mantenere la pace e la sicurezza in tutto il mondo, dall’altro sono pericolose e come per l’Afghanistan possono diventare più difficili che mai.

Saresti favorevole ad un immediato rientro di tutti i soldati italiani all'estero?

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Berlusconi vola in Libia dall’amico

Posted by gluca On agosto - 30 - 2009

Berlusconi-GheddafiOggi, il Presidente del Consiglio è volato in Libia dall’amico Gheddafi per celebrare il primo anniversario dell’accordo Italia-Tripoli che chiude definitivamente il contenzioso coloniale tra i due Paesi. Come molti altri leader internazionali, Berlusconi domani non dovrebbe essere presente alla cerimonia dell’anniversario della rivoluzione che ha visto il leader Gheddafi salire al potere.

Il trattato prevede la costruzione di un’autostrada costiera che attraverserà tutto il Paese libico creando così un corridoio tra l’Egitto e la Tunisia. Tutto a spese dello Stato Italiano come risarcimento dell’occupazione italiana in Libia. Inoltre, l’accordo pone particolare accento sull’immigrazione clandestina che vede centinaia di persone attraversare il mare per giungere nel nostro Paese. La Libia si impegna ad effettuare un pattugliamento congiunto con le forze italiane per cercare di diminuire il più possibile questo flusso di stranieri irregolari che cercano di sbarcare nel nostro Paese. Inoltre, Tripoli è disposta ad accogliere gli immigrati che verranno respinti dal nostro Paese. Molti sostengono che questa disponibilità è dovuta solo per l’investimento che l’Italia è disposta a sborsare per chiudere il capitolo “Colonia-Libia”. Inoltre, l’accordo prevede una clausola che ha fatto molto discutere in sede Nato, infatti il Bel Paese si è impegnato a non consentire l’uso della basi Nato in Italia per potenziali attacchi alla Libia.

Il rapporto Italia-Libia è sempre stato di facciata un rapporto cordiale e molto amichevole, anche se ci sono stati importanti e delicati momenti di tensione. In particolar modo, nel momento della discussione dei contenuti del trattato. Diversi governi italiani hanno cercato di chiudere questa storia e l’anno scorso sembra essere stata messa la parola fine. Il tutto è finito semplicemente perché il nostro Paese ha sborsato i soldi che la Libia ha richiesto.

L’Italia chiede un altro capitolo della sua storia, ora dovrà affrontare i problemi e le difficoltà presenti e future.

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Presidente iranianoOggi 5 agosto 2009, il riconfermato presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha giurato ed ora è ufficialmente il presidente della Repubblica iraniana. La cerimonia si è svolta fuori dal parlamento e il giuramento è stato incentrato su queste frasi: “Io, come presidente della Repubblica islamica di Iran giuro al cospetto del sacro Corano e alla nazione iraniana e a Dio di essere il guardiano della religione ufficiale, della Repubblica islamica e della Costituzione.”.

L’opposizione iraniana riformista non era presente alla cerimonia per mostrare un forte e deciso segno di protesta. Numerose le proteste dei cittadini che sono state sistematicamente soppresse con la forza da parte delle autorità di polizia e dai miliziani basiji.

I principali leader occidentali hanno riconosciuto il nuovo presidente iraniano, ma hanno comunicato che non invieranno messaggi di congratulazioni e ovviamente Ahmadinejad ha affermato che non ne aspetta. Il segretario di stato americano Hillary Clinton ha confermato la linea del riconoscimento del presidente iraniano anche se sostiene le forze riformiste.

Per il mondo intero si è giunti alla conclusione di queste calde elezioni, di fatto con il giuramento  Ahmadinejad è il presidente in carica per i prossimi anni.
Repressione in Iran
Molte preoccupazioni sono rivolte a circa un centinaio di persone arrestare per le proteste e che rischiano la pena capitale, la sentenza dovrebbe giungere nelle prossime ore.

Quello che accade in Iran porta molta preoccupazione nel mondo, sia per le proteste sia per la politica di proliferazione nucleare che la repubblica islamica sta seguendo. Le potenze occidentali vengono viste con forte ostilità e le vie diplomatiche sono sempre più difficili e ardue da percorrere, diciamo che c’è un forte braccio di ferro e qualsiasi compromesso è quasi un miraggio.

La storia dell’Iran può essere scritta solo dal popolo iraniano che deve e può manifestare le proprie volontà con forza e coraggio.

Repressione, massacri e violenze: un nuovo volto dell’Iran

L'Iran in un momento difficile: tu come la vedi?

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Missioni internazionaliDopo l’ennesimo attentato contro i soldati italiani all’esterno, il ministro della semplificazione, Roberto Calderoli, ha proposto di ritirare immediatamente tutti i nostri soldati dalle missioni internazionali.
Rapida la replica del ministero degli Esteri, Franco Frattini, che ha smentito chiaramente qualsiasi possibile ripensamento da parte del governo italiano sulle missioni nel mondo. Della stessa linea il ministro della Difesa Ignazio la Russa.
L’opposizione guarda con perplessità la dichiarazione di Calderoli; Casini (UDC) chiede che il governo riferisca subito in parlamento, mentre Franceschini (PD) sollecita il proseguimento di queste missioni.

Non c’è ombra di dubbio che il governo continuerà le missioni internazionali, ma di certo le dichiarazioni del suo ministro ha scatenato molte polemiche. La Lega Nord ha comunque confermato tutti gli impegni del governo, quindi anche il suo appoggio nella politica estera.

L’Italia è sempre stata una delle prime nazioni al mondo per la partecipazione alle missioni internazionali di pace, una sua mancanza si farebbe, senza ombra di dubbio, sentire negativamente. Inoltre, la reputazione del nostro Paese crollerebbe se ritirassimo ora i nostri soldati, dopo poco tempo che abbiamo rassicurato il presidente Barack Obama di una nostra partecipazione più intensa e forte nel Paese Medio orientale.
Missioni di pace
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Occidente ha sempre cercato di mantenere la pace nei Paesi caldi a volte riuscendoci e a volte non riuscendoci. Potrebbero sorgere anche dei dubbi sull’effettivo risultato di questi interventi, ma certamente il secondo conflitto mondiale ha aperto la strada per una cooperazione mondiale che faccia rimanere lontano qualsiasi pericolo di una nuova guerra su scala mondiale.

L’Italia come Paese deve continuare questa cooperazione e certamente non può tirarsi indietro dopo aver preso degli impegni precisi. Il nostro Paese è e rimarrà uno dei protagonisti della scena mondiale. La politica deve assumersi le proprie responsabilità e non fare populismo.

Sei d'accordo al preseguimento delle missioni internazionali da parte del nostro Paese?

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G8 riuscito: il mondo cambierà veramente?

Posted by gluca On luglio - 10 - 2009

G8 2009Definito un G8 storico, riuscito positivamente, accordo unanime dei grandi leader riuniti in questi giorni all’Aquila.

Ecco i punti chiave che i vari capi di Stato hanno definito:
- Combattere la fame e la povertà: fondamentalmente con uno stanziamento di circa 20 miliardi di dollari, le potenze più industrializzate si impegnano a sostenere l’agricoltura nelle zone più affamate del mondo. Inoltre, si prevede un accordo per il 2010 per liberalizzare i mercati mondiali e così dare la possibilità ai Paesi poveri di esportare le loro merci più facilmente.

- Tema clima: proposta di ridurre dell’80% le immissioni di gas serra nell’atmosfera entro il 2050 (data molto distante). Su questo punto le economie emergenti, in primo posto Cina e India, sono un po’ dubbiose. Altro impegno è quello di contenere il surriscaldamento del clima non superando i 2 gradi dalla temperature pre-industriale. In ogni caso, su questo tema sarà decisivo il G20 che si riunirà a Copenaghen.

- Crisi finanziaria: sostegno alle persone colpite e sostegno all’economia mondiale.

- Medio oriente, nucleare, Iran e Corea: Impegno ad una soluzione della lotta tra palestinesi e israeliani. Impegno comune contro il nucleare. Condanna all’Iran e alla Corea del Nord. L’Iran per il suo sviluppo nucleare, per le ultime elezioni, per gli arresti dei cittadini stranieri e per le frequenti dichiarazioni provocatorie e negazioniste del Presidente iraniano. La Corea del Nord per i suoi test di missili nucleari.

Il G8 si è concluso con una commemorazione delle vittime del terremoto avvenuto in Abruzzo.

Questo G8 sembra essere stato positivo per l’Italia, per il premier e per l’immagine dell’Italia all’estero. Fortunatamente i giornali scandalistici non hanno tirato fuori dal cassetto foto, video e quant’altro che avrebbero creato imbarazzo per tutti gli italiani davanti ai leader di tutto il mondo.

Congratulazioni per il Presidente del Consiglio che ha mantenuto un comportamento serio, posato e rispettoso non facendo battute di cattivo gusto o gaffe imbarazzanti. Se la stampa nazionale non ha censurato niente, potremmo dire: “Vorremmo un presidente così, cioè serio e senza figure imbarazzanti”.

I frutti del G8 si possono veramente definire storici?

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Settimana calda per il mondo e per l’Italia

Posted by gluca On maggio - 17 - 2009

Diritti umaniEconomia:
Doccia freddissima per l’Italia, i nostri lavoratori guadagnano meno della stragrande maggioranza dei Paesi OCSE, infatti su 30 Stati, l’Italia è 23esima con un salario netto a lavoratore di 21.374 dollari all’anno. Questo è frutto di imposte e contribuiti eccessivi, la pressione fiscale sui salari è pari al 46,5%. Il dato porta un lavoratore italiano a guadagnare un 17% in meno rispetto alla media OCSE.
Ci superano i principali Paesi come Francia, Gran Bretagna, Germania, Usa, ma anche Spagna e Grecia.

Diritti umani:
Tutti noi sappiamo dello scandalo delle torture americane sui prigionieri di Abu Ghraib (Iraq). La settimana scorsa il presidente statunitense, Barack Obama, aveva di fatto impedito la divulgazione delle foto. La scelta è stata contestata, ma allo stesso tempo apprezzata da più parti. Un’emittente australiana ha deciso di pubblicarle. E’ comunque giusto che il mondo sappia cosa succede nel pianeta. Oltre ad andare contro i diritti umani, le torture hanno messo in evidente imbarazzo l’amministrazione statunitense, una nazione che si dice “portatrice di democrazia, libertà e giustizia” non può certo fare cose del genere.
Per vedere le foto clicca qui, sconsigliamo la visione a persone sensibili e a minori.

Politica interna:
Continua la linea del governo italiano sui respingimenti. Recentemente l’ambasciatore della Libia ha comunicato che il suo Paese è disponibile ad eseguire le pratiche per l’accertamento di chi ha diritto di asilo in territorio libico. Ricordiamo che comunque la Libia accetta di riportare nel suo territorio i barconi di clandestini anche perché il governo italiano ha firmato un accordo con Tripoli per i pattugliamenti congiunti e per un risarcimento (4 miliardi di dollari in 25 anni) dei danni coloniali che l’Italia ha fatto alla Libia, quindi da un certo punto di vista stiamo pagando la Libia perché faccia ciò.

Mondo:

In Sri Lank sembra che le Tigri del Tamil si siano arrese dopo che l’esercito regolare le ha accerchiate. Dopo numerosi anni sembra che la guerra civile sia terminata.

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