Ieri a Kabul si è verificato un attentato contro i nostri soldati causando la morte di 6 parà. Diversi i feriti. I militari stavano viaggiando a bordo dei lince, mezzi blindati in dotazione all’esercito, quando un’auto di grossa cilindrata si è inserita tra i due mezzi ed è esplosa. La quantità di esplosivo presente era enorme e l’esplosione è riuscita a danneggiare pesantemente i mezzi causando così la morte e il ferimento degli italiani.
L’attentato è stato subito rivendicato dai talebani che nel periodo delle elezioni presidenziali afghane hanno scosso pesantemente il Paese diffondendo paura e terrore tra la popolazione.
Cordoglio verso le famiglie delle vittime colpite da questa disgrazia. Il rientro in patria delle salme dovrebbe avvenire Domenica in giornata e i funerali di Stato dovrebbero svolgersi nella giornata di Lunedì.
Il Presidente della Repubblica dovrebbe ritornare in Italia interrompendo così il suo viaggio in Giappone.
Le reazioni politiche sono state di forte cordoglio, seppur si sono sollevate delle perplessità sul senso della missione in Afghanistan, missione per alcuni fallita. Il Presidente del Consiglio ha da un lato detto che il rientro di tutti i soldati dovrà avvenire in tempi rapidi, ma dall’altro ha sostenuto che non si può proprio ora abbandonare il Paese medio orientale.
Il ministro degli esteri, Franco Frattini ha comunicato che per Natale dovranno rientrano 500 soldati inviati dal nostro Paese per aumentare le forze del contingente Isaf durante le elezioni presidenziali. Il ministro della difesa ha fatto sapere l’Italia non adotterà una strategia “exit strategy”, ovvero uscire il prima possibile ad ogni costo.
Le missioni all’estero se da un lato sono necessarie per mantenere la pace e la sicurezza in tutto il mondo, dall’altro sono pericolose e come per l’Afghanistan possono diventare più difficili che mai.
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Oggi, il Presidente del Consiglio è volato in Libia dall’amico Gheddafi per celebrare il primo anniversario dell’accordo Italia-Tripoli che chiude definitivamente il contenzioso coloniale tra i due Paesi. Come molti altri leader internazionali, Berlusconi domani non dovrebbe essere presente alla cerimonia dell’anniversario della rivoluzione che ha visto il leader Gheddafi salire al potere.
Dopo l’ennesimo attentato contro i soldati italiani all’esterno, il ministro della semplificazione, Roberto Calderoli, ha proposto di ritirare immediatamente tutti i nostri soldati dalle missioni internazionali.
Definito un G8 storico, riuscito positivamente, accordo unanime dei grandi leader riuniti in questi giorni all’Aquila.
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