Recentemente l’Italia e la Francia hanno firmato un accordo per lo sviluppo dell’energia nucleare. Tale testo prevede la costruzione di 4 centrali nucleari in territorio italiano. La prima dovrà entrare in funzione nel 2020.

Cenni storici sul nucleare in Italia
L’Italia era tra i primi Paesi al mondo per lo sviluppo tecnico-scientifico sull’energia nucleare. Nel 1987, dopo il disastro nucleare di Chernobyl (Bielorussia – 1986) la paura di un incidente simile in Italia ha promosso un referendum popolare per chiedere la chiusura di tutte le centrali nucleari italiane. L’emotività della gente ha approvato le richieste della consultazione. Bisogna far notare che non c’è stata un’informazione trasparente e chiara da parte dei media, anzi sulla cresta dell’onda di Chernobyl hanno influenzato i cittadini.
Dal 1986, i nostri ottimi ingegneri nucleari sono andati all’estero, la ricerca è terminata e i corsi universitari cambiati sulle energia alternative al nucleare.
Inoltre non si potevano mettere a confronto le centrali occidentali e quelle dell’ex Unione Sovietica in termini di sicurezza. L’Ue ha stanziato molti fondi per la ristrutturazione delle centrali dell’Europea orientale negli ultimi anni.
Un’analisi sul nucleare
L’energia nucleare riesce a produrre una quantità molto elevata di energia.
I pro e i contro sono molteplici.
Pro:
- Il nucleare riesce a produrre un’enorme quantità di energia in poco spazio (in riferimento ad altre fonti);
- Non produce anidride carbonica (CO2), ma solo vapore acqueo;
- Energia dell’ordine di giga-watt;
- Non richiede grandi quantità di altre energie (petrolio, carbone). Unica materia richiesta è l’uranio, ma in piccole quantità .
Contro:
- Il processo per generare l’energia produce delle scorie e nasce il problema dove e come smaltirle;
- Impatto ambientale molto basso, ma bisogna far notare che nell’area circostante la temperatura cresce di 1°-2°, sensibile mutazione di fauna e flora;
- Richiede la vicinanza di grandi quantità d’acqua per il processo di raffreddamento;
- Le riserve di Uranio sono limitate;
- Elevata pericolosità in caso di incidenti;
- La zona dov’è collocata la centrale non deve essere sismica.

Oggettivamente si deve notare che l’impatto ambientale è nettamente minore rispetto alle altre fonti. Pensiamo alle dimensioni di una centrale fotovoltaica, la distesa di terreno necessaria priva l’ambiente di fauna e flora. Inoltre l’energia solare richiede del silicio per i pannelli, ma il silicio non è concentrato in aree ristrette, perciò le cave sono molto grandi, quindi ha un rilevante impatto ambientale.
Questo esempio non vuole sostenere a spada tratta l’energia nucleare, ma solo sottolineare che non esistono energie pulite e sicure al 100%.
È importante scegliere da quali fonti un Paese deve trarre l’energia necessaria alla sua industria e ai suoi cittadini.
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34 Responses
Direi che era ora…
Posted on marzo 7th, 2009 at 00:26
Certo che era ora, ma allo stesso tempo dico che il 2020 è una data troppo in avanti…
Posted on marzo 7th, 2009 at 10:39
Beh, purtroppo questo è il prezzo da pagare per aver preso quella scelta nell’86..
Diciamo che è meglio impiegarci il tempo che ci vuole piuttosto che fare le cose di fretta in un caso come questo.
Posted on marzo 7th, 2009 at 19:34
Penso che il punto 1 della lista dei contro sia il più problematico. Queste scorie non si smaltiscono prima di parecchi anni. Cito da un sito:
“i prodotti di fissione sono pericolosi per circa 300 anni, gli attinidi minori per circa 10.000, il plutonio per circa 250.000″
Leggo anche che: “E’ stato calcolato che un uomo che usasse solo energia di origine nucleare produrrebbe, nell’arco della propria vita, un volume di scorie di questo tipo tale da poter essere contenuto nel palmo di una mano”
Certo è poco, ma fai 6′000′000 di “palmi di mano”, fai che le industrie e aziende hanno bisogno di molta più energia. Fai che queste scorie sono pericolose per 250′000 anni, e fai anche che la popolazione mondiale continuerà ad aumentare, che l’industria avrà sempre maggior bisogno di energia.
Lascio a voi i calcoli, secondo me sarebbe meglio usare con parsimonia quella che si ha, iniziando a mettere in progetto qualcosa di nuovo e non pericoloso. Per noi ovviamente nessuna conseguenza probabilmente, ma per i nostri figli, nipoti, figli dei nostri nipoti e andando avanti, cosa lasciamo a loro? Scorie da smaltire?
Contrario al nucleare
Posted on marzo 7th, 2009 at 22:54
Beh, considera che qui fino ad ora per rispondere alla domanda di energia, oltre che acquistarla dai paesi vicini (che la producono col nucleare, e da centrali talmente vicine ai confini che un incidente li sarebbe come averle in casa) aprono nuove centrali a petrolio oppure peggio ancora a carbone… vai un po’ a vedere cosa producono quelle come effetti secondari.
Posted on marzo 8th, 2009 at 00:05
Credo proprio che puntare al nucleare ora come ora non è di certo la scelta più intelligente da fare. Si sarebbe dovuti puntare sulla ricerca e lo sviluppo, inutile confrontare ancora con energia solare e bla bla bla. Qui c’è bisogno di qualcosa di nuovo, c’è bisogno di “migliorare”. Basta il punto 1, sulle scorie nucleari, per smontare qualsiasi punto a favore sul nucleare.
Posted on marzo 8th, 2009 at 06:33
Leggetevi questo e pensate cosa possa avvenire qui in Italia. Mi viene già da piangere.
http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=109221
Posted on marzo 8th, 2009 at 06:40
Si max lo so, però non è aumentandone la quantità che si miglioran le cose. Già oggi basterebbe un semplice errore per vedere catastrofi peggio di quella di chernobyl, essendo i reattori più potenti (presumo), e le quantità anche maggiori. Aumentarne la dose aumenta la probabilità di errore, e senza offesa l’italia non sta molto messa bene con la sicurezza, ci son ancora palazzi che esplodono per le fughe di gas e vogliono aprire centrali nucleari.
So che di bisogno di energia ce n’è, e che quindi va trovata una soluzione, ma secondo me la priorità dovrebbe essere verso il cittadino e verso l’ambiente. Perchè non sviluppare qualcosa di nuovo, sistemi innovativi ce ne sono. Vedi certi progetti come il ricavare l’energia dai passi dei pedoni in strada (poco lo so, ma è dal piccolo che si inizia), o il produrre energia tramite bobine nelle ciclette delle palestre. Tutte idee valide secondo me. Se si installano tanti di questi sistemi a recupero di energia da azioni comuni, secondo me ogni persona riesce a coprire il suo fabbisogno di energia. Progetto a lungo termine certo, ma se non si guarda in la rischiamo di arrivare a situazioni come Chernobyl, dove le scorie son ancora presenti nel sottosuolo delle alpi, e sicuramente dell’italia come nel resto di tutta l’europa e parte dell’asia (se non del mondo, non lo so)
Posted on marzo 8th, 2009 at 06:50
Attualmente non esiste nessuna forma di energia che non sia pericolosa o per l’uomo o per l’ambiente.
Le fonti di energia alternative non sono in grado di far fronte al fabbisogno mondiale. E’ impensabile trarre energia solo dalle centrali eoliche, idroelettriche, solari ecc. Il rapporto di energia prodotta è minima e il loro impatto ambientale c’è.
In termini di rapporto con l’ambiente, le centrali a carbone e petrolio sono infinitamente peggio del nucleare.
Secondo me, il nucleare è attualmente l’unica via per far fronte alle richieste di energia, ma è dannatamente la più pericolosa. Dati alla mano l’Enel costruisce centrali nucleari all’estero per poi portare l’energia in Italia, e nei nostri confini siamo circondati da centrali nucleari, che differenza fa averle al confine o averle in Italia? nessuna. Noi dobbiamo acquistare a caro prezzo l’energia dagli altri Paesi (es. Francia), nel caso di una crisi energetica, tutti i Paesi si terrebbero l’energia per loro, e noi? Beh resteremmo al palo.
Posted on marzo 8th, 2009 at 10:22
E quindi siccome abbiamo bisogno di energia investiamo sul mercato peggiore che ci sia? L’uranio è un dato di fatto che manchi come risorsa. Stiamo investendo su una forma di energia che per ora è sfruttabile ma che costa di già molto più di prima visto che il prezzo dell’uranio sale! Quando non ci sarà più, cosa ci facciamo di tutte queste centrali nucleari? I pop-corn? Non sappiamo neanche dove mettere i rifiuti normalmente prodotti dai cittadini, figuriamoci le scorie. Il costo per queste centrali è a dir poco esorbitante! Se si fossero investiti tutti quei soldi sulla ricerca, avoglia a nuovi sviluppi riguardo nuove fonti di energia. Per me stiamo facendo un grosso passo indietro e basta.
Posted on marzo 8th, 2009 at 15:49
http://www.energoclub.it/doceboCms/page/34/Fonti_primarie_uranio.html
Il grafico sull’andamento del prezzo dell’uranio utilizzabile per il nucleare. Ora è di circa 60-70 dollari…..confrontiamo con il prezzo del petrolio….con la differenza che con una barile di petrolio produciamo x e con l’uranio produciamo molto ma molto di più.
“una centrale elettrica convenzionale da 1 gigawatt richiede 1,400,000 tonnellate di petrolio in un anno (circa 100 super-petroliere), una centrale nucleare 35 tonnellate all’anno di ossido d’uranio, UO2, cioè 210 tonnellate di minerale grezzo (2 vagoni merci)”
Mi faccio dare da un ingegnerie nucleare il rapporto dall’energia richiesta e all’energia prodotta. Non ricordo bene i valori.
Posted on marzo 8th, 2009 at 19:15
Non mi sembra utile paragonare il nucleare con il petrolio. Sono entrambe risorse “ad esaurimento”. La differenza sono comunque i costi, quelli di una centrale nucleare non sono da poco. Dell’energia spesa per la costruzione si rientra solo un bel po’ di anni di attività , ma se poi a lungo andare il prezzo sale, e va in esaurimento non trovo ancora utile alle soglie del 2010 puntare su questo tipo di energia.
Posted on marzo 8th, 2009 at 20:04
Densità energetica
La fissione di un grammo U-235 produce 68 GJ di energia termica, questo dato spesso lascia ad intendere che i sistemi ad energia nucleare siano ad altissima densità energetica, ma U-235 non si trova libero in natura, un grammo di U-235 si ricava, mediamente, da 7 tonnellate di minerale lavorato in miniera.
Di conseguenza il potere calorifico del minerale contenente U-235 è, mediamente, di 10 MJ/kg
Il potere calorifico del petrolio è di 42 MJ/kg, quello del carbone di 30 MJ/kg e per la legna 17 MJ/kg, quindi dire che il nucleare implica una fonte energetica ad altissima densità è per lo meno opinabile, nel migliore dei casi è comunque sullo stesso ordine di grandezza degli altri combustibili.
Mercato e costo della materia prima
Come si evince dal grafico sotto riportato il costo della materia prima da cui si ricava il “combustibile” nucleare è aumentato dell’800% in pochi anni, questo indica che:
* La materia prima è scarsa, alcuni analisti ritengono che il picco di estrazione dell’uranio sia più imminente del picco del petrolio
* I pochi paesi grandi produttori possono formare un cartello per imporre il prezzo di mercato
* I paesi non produttori sono quindi soggetti a subire i prezzi dei paesi produttori, come avviene per il petrolio.
Preso proprio dall’articolo linkato. O_O
Posted on marzo 8th, 2009 at 20:06
Io intendevo che per produrre un giga watt di energia con una centrale nucleare copri uno spazio limitato, con una centrale solare impieghi una distesa di terreno.
by wikipedia:
La valutazione di una fonte energetica rispetto alle altre passa inevitabilmente per il suo costo.
Fonte energetica Costo del KWh (€cent) Costo impianti
Petrolio convenzionale 8-11 Medio
Petrolio pesante 8-11 Alto
Carbone 4 Medio
Gas 6-7 Medio
Biomasse (Legna) 7 Medio
Nucleare convenzionale 4-5 Alto
Nucleare autofertilizzante ? Alto
Idroelettrico 2 Alto
Eolico terrestre 8-9 Medio
Eolico in mare 11-12 Medio
Fotovoltaico 36-45 Alto
Geotermico 2 Alto
A conferma dei dati riportati nella precedente tabella, da un recente studio dell’Università di Pisa appare subito evidente che le fonti più economiche sono rappresentate dal carbone e dal nucleare (e si nota come l’energia eolica costi oltre il 64% in più, quella solare addirittura il 198% in più).”
http://it.wikipedia.org/wiki/EROEI => paragona le diverse fonti.
Ricordiamo che ci sono ricerca per la fusione nucleare e per le centrali autofertilizzanti.
Posted on marzo 8th, 2009 at 20:15
Spendere di più ma ottenere energia pulita e rinnovabile non mi sembra male. In più io parlo di spendere soldi in ricerca e sviluppo! Si capisce benissimo come si stia puntando sul nucleare per una mera questione economica: investire soldi sul nucleare è pur sempre meglio che investirli a fondo perduto nella ricerca, che sò, magari sull’idrogeno.
Riprendendo l’articolo che hai linkato, già postato prima, “la materia prima è scarsa, alcuni analisti ritengono che il picco di estrazione dell’uranio sia più imminente del picco del petrolio”, e che pochi paesi hanno possibilità di estrarre quantità di questa materia e che possono ovviamente controllarne il mercato, A cosa arriveremo? Allo stato attuale con la Russia. Pensiamo di diventare indipendenti con qualche centrale nucleare? Nel 2010? Lo trovo ridicolo.
Posted on marzo 8th, 2009 at 20:34
L’idrogeno attualmente è quasi peggio del nucleare. Prima di tutto in natura è poco presente, quindi bisogna estrarlo da altri componenti e per farlo serve energia (è come il cane che si morde la coda). Inoltra la sua estrazione comporta l’immissione nell’ambiente circostante di due elementi altamente radioattivi.
Posted on marzo 8th, 2009 at 21:02
Qui dobbiamo parlare più che altro di sicurezza che di costi. Ha un costo la salute dei cittadini? Ho letto che si diceva “cosa cambia se succede qualcosa in francia o in italia, verremmo lo stesso colpiti”. Be’ ovvio, ma è un po’ da stupidi andarsela a cercare e continuare a costruirne. Il ragionamento è molto egoista comunque, perchè si parla di costruire una centrale in italia, ma se la fanno da parte a casa vostra? Ci vivreste li? Siamo sicuri che non ci siano fughe di radiazione? E se succede una piccola fuga dove va? Avvertono davvero la popolazione?
Nella lista dei contro trovo anche che la zona non deve essere sismica. Qualche scossa l’abbiamo ogni tanto, la zolla europea sprofonda sotto la zolla africana, provocando scosse ogni tanto. Ce lo ricordiamo tutti il terremoto di una decina di anni fa, ad Assisi mi pare (correggetemi se sbaglio).
Secondo me bisogna investire sulla ricerca, ci sono dei progetti validissimi, solo da testare. Entro il 2020, data della messa in funzione della centrale nucleare in italia, sicuramente ci saranno nuove fonti di recupero di energia da azioni comuni, quale il camminare per strana. Leggo un’interessante articolo che ne parla:
“Un minuto di passeggiata con un solo apparecchio ad un solo ginocchio consente di raccogliere energia sufficiente per parlare mezz’ora al cellulare”.
Leggo anche di altri progetti, come:
“Il progetto pilota prevede l’inserimento di questi generatori (trasformatori di energia cinetica in energia elettrica) in alcune delle zone piu’ calpestate della metropolitana di Londra, ma una volta migliorata la tecnologia dell’energy harvesting si apriraranno scenari futuristici interessanti: sfruttare non solo le vibrazioni dei passi dell’uomo bensi’ quelle ben piu’ consistenti dei treni, dei camion, delle auto”
Son piccole cose lo so, ma è così che si inizia. Nel 2020 la centrale nucleare sarà già cosa di altri tempi spero. Mi auguro che progetti come quelli appena citati riescano a prendere “piede”, realizzati su larga scala ognuno riuscirebbe a produrre da se la propria energia. Pensate alle autostrade trafficate, ferrorie, aeroporti, piazze, ecc. Tutti posti pieni di fonti di energia recuperabile e “gratis” (ovviamente da vedere i costi, ma per progetti simili non baderei troppo a spese se paragoniamo con quelli di una centrale nucleare che crea rifiuti che non si smaltiranno praticamente mai).
Usiamo meglio l’elettricità che abbiamo o creiamo nuove fonti per poterne sperperare e usare male ancora di più?
Posted on marzo 9th, 2009 at 09:04
Qui c’è un’interessante filmato che parla di energie alternative, vi consiglio di guardarlo.
http://www.youtube.com/watch?v=dv0OEbZ9rnY
Posted on marzo 9th, 2009 at 09:35
L’idrogeno come hai detto bene “attualmente”. Ma la ricerca anche lì è quasi su un punto morto. Ha grossi problemi di stoccaggio, il problema dell’energia iniziale spesa per far partire il processo di reazione per la produzione di altra energia. Ma c’è da dire che si potrebbe riuscire, solo in linea teorica per ora, a ottenere una fonte di energia “auto-alimentata”, non so se mi spiego!
Enea grazie mille per il video, interessantissimo! Dovrebbe girare di più!
Posted on marzo 9th, 2009 at 10:25
Il discorso Italia-Francia sulla vicinanza vuole semplicemente dire che noi paghiamo a caro prezzo acquistare l’energia nucleare dalla Francia per portala in Italia e ci costerebbe meno avere noi le centrali.
Fonti di energia alternative valide non ce ne sono, sfruttare i pedoni ecc sono certamente idee buone, ma non sufficienti a far fornire corrente a città e fabbriche.
Per quanto riguarda le zone sismiche certamente non devono essere costruite in quelle zone, per zone non sismiche si intende zone come Assisi dove crollano gli edifici.
Attualmente l’unica fonte di energia che riuscirebbe a sostenere l’energia che consumiamo è il nucleare.
Certamente la ricerca è l’unica strada che può portare nuovi fonti più sicure e più pulite, ma la ricerca richiede tempo e oltre al tempo anche del tempo per poi realizzarle.
Consideriamo che in questo momento per leggere questo post stiamo consumando energia…quindi ci serve nell’immediato.
Attualmente l’Italia di suo brucia combustibili fossili = CO2 = inquinamento = effetto serra.
Il nucleare uranio = scorie = vapore acqueo.
Per l’ambiente è meno dannoso il nucleare che i combustibili fossili.
Posted on marzo 9th, 2009 at 10:55
Anche per la costruzione della centrale serve tempo, in questo tempo si potrebbero impiegare quei fondi (sentivo parlare di 4 miliardi di euro per la costruzione di una centrale nuclare), per sperimentare nuove vie meno pericolose.
Mi pare che nel filmato che ho linkato dicono anche che servirebbero 50 anni prima di ammortizzare i costi di una centrale nucleare, quindi è una perdita per i prissimi 50 anni. Sperando che la ricerca si sviluppi bene, tra 50 anni il nucleare sarà da smantellare, andando quindi in perdita.
Investendo nella ricerca, sperimentando nuovi sistemi su larga scala, sensibilizzando la popolazione in un corretto uso dell’elettricità (partendo magari dalle scuole dell’obbligo insegnando a fare buon uso di tutte le risorse che abbiamo), sono piuttosto sicuro che questi 50 anni che servono ad ammortizzare i costi di una centrale nucleare sarebbero meglio spesi cercando nuove vie.
La maggior parte dell’energia la sfrutta l’industria vero, ma con dei sussidi dallo stato non sarebbe bello che provassero anche loro ad usare sistemi innovativi e alternativi per rendere tutto più sostenibile?
Di sti 4 miliardi qualcosina alle aziende, qualcosa per lo sviluppo di nuove sistemi come quello dei pedoni e dello sfruttamento delle varie vibrazioni, qualcosa alla ricerca e qualcosa all’educazione. Sarebbero certamente spesi molto meglio.
Posted on marzo 9th, 2009 at 11:17
Se ci serve nell’immediato di certo non è il nucleare che ci può aiutare. Amortizzare i costi di produzione… impossibile. Per tornare attivi dell’energia spesa? 50 anni! Le scorie nucleari sono meno dannose? Non solo non va bene nell’immediato presente ma neanche nell’immediato futuro, come dimostra già detto il costo dell’uranio, la scarsità dello stesso e il controllo del mercato. Si risparmia sull’energia e si utilizzano sistemi che ne producano di meno, ci si acconteterà . Prodi disse: ci vogliono sacrifici e la gente non gli sputò per poco in faccia… e la cara buona vecchia destra ce la risolve alla vecchia maniera! Ma che dico vecchia… di più!
Posted on marzo 10th, 2009 at 01:56
Proponete una fonte energetica che riesca entro 10 anni ha fornire una quantità di energia sufficiente per sostenere la richiesta energetica che non siano pedoni o cose varie.
PS: mi tocca fare l’avvocato del nucleare anche se la mio opinione è abbastanza critica su esso, ma devo ammettere che attualmente è l’unica strada.
Posted on marzo 10th, 2009 at 18:47
Una lettura interessante:
http://fusione.altervista.org/La_green_economy_nucleare.htm
Posted on marzo 10th, 2009 at 19:14
Lo sto leggendo…è un po’ lungo ma molto interessante, e a quanto pare ricalca i punti e le cose che ho citato e sostengo io…
Posted on marzo 10th, 2009 at 20:20
Non ce ne sono attualmente, per questo bisogna investire sulla ricerca e sperimentare sistemi nuovi, sensibilizzando la gente e le aziende sul risparmio energetico. Non è aumentando l’energia che si risolve il problema, anche perchè 1 centrale nucleare non basterebbe a soddisfare i bisogni in italia, e come detto sopra per ammortizzarne i costi servirebbero 50 anni, nei quali ci si sarebbe potuti sbattere un pochino per la ricerca.
Posted on marzo 10th, 2009 at 22:13
Per il discorso dei 50 anni mi sto documentando (mi sembra un po’ eccessivo).
Non possiamo aspettare la ricerca, bisogna investire sul nucleare e insieme sulla ricerca, mai sentito parlare di centrali nucleare autofertilizzanti?
L’articolo mi sembra abbastanza chiaro…
Posted on marzo 10th, 2009 at 22:53
Io concordo in parte con quanto scritto da Enea riguardo agli effetti negativi che il nucleare potrebbe arrecare qualora si verificassero incidenti:
In riferimento all’argomento vorrei ricordare che durante l’incidente di Chernobyl vi furono condizioni meteorologiche sfavorevoli in quanto il regime dei venti in quel periodo fu prettamente Nord Orientale per la presenza di un’area anticiclonica centrata sull’est Europeo, mentre normalmente l’andamento dei venti su vasta scala alle nostre latitudini va da Ovest verso Est. Come se non bastasse in qui giorni si creò una situazione di sbarramento della catena Alpina in corrispondenza alle correnti Orientali che comportarono delle precipitazioni sul Nord Italia, facendo così ricadere al suolo la radioattività fuoriuscita dalla centrale nucleare Russa. Quanto detto per rendere l’idea di quanto gli effetti procurati da un’eventuale fuoriuscita di radioattività possano dipendere molto dalle condizioni meteorologiche presenti in una determinata area e non da meno dall’andamento dei venti su larga scala. Potenzialmente un’incidente ad una centrale nucleare in Francia o in Italia può essere più devastante per le nostre regioni dato che alle nostre latitudini normalmente le masse d’aria si spostano solitamente da Occidente a Oriente. Oggigiorno la radioattività di Chernobyl non è più presente nell’aria, ma lo è ancora in profondità del sottosuolo e tenderà a dimezzarsi nell’arco di centinaia di milioni di anni.
Posted on marzo 12th, 2009 at 10:40
Faccio notare che le centrali a carbone producono anche esse elementi radioattivi non controllati.
Nel documento di linkato da Enea:
“Nella maggior parte degli incidenti con la fusione del nocciolo ci si aspetta (in senso probabilistico) che le strutture di contenimento del nocciolo del reattore rimangano integre per il tempo necessario all’evacuazione dell’impianto e dell’area circostante, cosi che non ci siano direttamente dei morti. E’ calcolata la probabilità che 1/5 incidenti con fusione del nocciolo comporti la morte di 1000 persone, in 1/100 incidenti confusione del nocciolo si avranno 10.000 morti, e in 1/100.000 incidenti 50.000 morti. (il numero di morti annuali negli USA per incidenti automobilistici). La media di questi tre tipi di incidenti con fusione del nocciolo comporta 400 casi di morte per incidente nucleare di questo tipo, la stima dell’UCS è invece di 5000 casi di morte.
Il numero di morti sembra alto, ma ricordiamo che stiamo considerando delle probabilità , per far un paragone negli USA si stima che l’utilizzo del carbone nelle centrali termiche produca un inquinamento che causa 30.000 morti all’anno, per uguagliare questo rischio si dovrebbero verificare negli USA 30.000/400=71 incidenti nucleari con fusione del nocciolo ogni anno, uno ogni 5 giorni (stime RSS), mentre secondo le stime dell’UCS si dovrebbe avere una incidente di questo tipo ogni 2 mesi.”
Inoltre le centrali nucleare sono le più controllate, sia dalla comunità internazionale con periodici controlli che da organizzazioni statali.
Invito tutti a leggere il documento linkato da Enea, è molto tecnico ma fornisce dati concreti su tutti i rischi.
Posted on marzo 12th, 2009 at 12:59
Penso tu ti riferisca al documento linkato da me..
Altra cosa interessante di quel documento è il confronto tra impianti nucleari e impianti delle fonti alternative attualmente disponibili, in particolare sull’impatto ambientale inteso come ingombro sul territorio di impianti eolici e solari, di gran lunga maggiore nel caso delle ultime due fonti.
Posted on marzo 13th, 2009 at 19:47
Scusa MaX hai ragione…il documento era tuo…di fatto il documento estende in modo più dettagliato quello riportato nel mio articolo.
Facciamo attenzione a dire che i pannelli solari ed eolici o idroelettrici non hanno un forte impatto ambientale, anzi hanno un impatto ambientale di gran lunga maggiore rispetto a quello di una centrale nucleare.
Posted on marzo 13th, 2009 at 22:40
[...] alla reintroduzione delle centrali nucleari in Italia (tema già trattato da cfl2.eu reperibile qui), alla privatizzazione dell’acqua e agli [...]
Posted on luglio 13th, 2009 at 13:36
[...] Si apre la strada per l’energia nucleare made in Italy Posted by gluca On luglio – 25 – 2009 Avevamo già ampiamente discusso sul tema in questo articolo. [...]
Posted on luglio 25th, 2009 at 11:44
[...] L’Italia verso il nucleare | cfl².Attualità cfl2.eu/attualita/attualita/litalia-verso-il-nucleare – view page – cached Blog su temi di attualità , discutiamone!, Recentemente l’Italia e la Francia hanno firmato un accordo per lo sviluppo dell’energia nucleare. Tale testo prevede la costruzione di 4 centrali nucleari in territorio italiano. La prima dovrà entrare in funzione nel 2020. — From the page [...]
Posted on agosto 24th, 2009 at 10:43
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