“L’eutanasia – letteralmente buona morte – è la pratica che consiste nel procurare la morte nel modo più indolore, rapido e incruento possibile a un essere umano (o ad un animale) affetto da una malattia inguaribile ed allo scopo di porre fine alla sua sofferenza.” by Wikipedia.
Nelle scorse settimane tutti abbiamo sentito parlare dell’eutanasia e sicuramente abbiamo espresso le nostre opinioni.
In Italia, giuridicamente parlando, l’eutanasia è illegale, in quanto non esiste una legge in materia. Questo vuoto normativo è stato spesso sottolineato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che invitava le camera a provvedere. Nulla sono serviti i richiami di Napolitano fino a quando i giudici della Corte d’Appello del Tribunale di Milano hanno autorizzato a procedere alla sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione ad Eluana Englaro.
L’eutanasia è un argomento molto delicato, ci sono delle valide ragioni dalla parte dei favorevoli, ma altrettante ragioni dalla parte dei contrari.
La persona che richiede l’eutanasia o che esprime il suo “testamento biologico” pone certamente al centro il desiderio di evitare dolori e sofferenze. Inoltre viene richiesta nei casi incurabili e senza speranza, salvo guarigioni improvvise senza spiegazioni. Questo è il pensiero dei favorevoli a tale pratica.
I contrari sostengono che solo la persona colpita dalla malattia possa richiederla, ma è altrettanto vero che chi è in stato vegetativo o simili difficilmente possa richiederla o comunque giuridicamente non è più in grado di decidere per se stesso. Inoltre i medici potrebbero rifiutarsi di effettuare tale pratica.

L’eutanasia sarebbe indirizzata principalmente ai casi di persone in stato vegetativo.
I medici non sanno garantire che una persona in stato vegetativo non possa più risvegliarsi. Inoltre, nessuno può sapere se la persona possa percepire, capire o sentire quello che gli accade attorno.
Nemmeno i medici hanno una posizione comune. Parte di essi sono favorevoli solo nei casi in cui c’è un accanimento terapeutico e sono nettamente contrari a ricorre all’eutanasia nel caso si tratti di sospendere l’alimentazione e l‘idratazione. Essi sostengono che non costituiscono accanimento terapeutico in quanto forniscono solo nutrimento. La parte contraria considerano anche la nutrizione forzata accanimento terapeutico, senza di essa la persona morirebbe.
La vita è bene prezioso, nessuno può crearla artificialmente e una volta persa non si può più recuperare.
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