Dopo l’ennesimo attentato contro i soldati italiani all’esterno, il ministro della semplificazione, Roberto Calderoli, ha proposto di ritirare immediatamente tutti i nostri soldati dalle missioni internazionali.
Rapida la replica del ministero degli Esteri, Franco Frattini, che ha smentito chiaramente qualsiasi possibile ripensamento da parte del governo italiano sulle missioni nel mondo. Della stessa linea il ministro della Difesa Ignazio la Russa.
L’opposizione guarda con perplessità la dichiarazione di Calderoli; Casini (UDC) chiede che il governo riferisca subito in parlamento, mentre Franceschini (PD) sollecita il proseguimento di queste missioni.
Non c’è ombra di dubbio che il governo continuerà le missioni internazionali, ma di certo le dichiarazioni del suo ministro ha scatenato molte polemiche. La Lega Nord ha comunque confermato tutti gli impegni del governo, quindi anche il suo appoggio nella politica estera.
L’Italia è sempre stata una delle prime nazioni al mondo per la partecipazione alle missioni internazionali di pace, una sua mancanza si farebbe, senza ombra di dubbio, sentire negativamente. Inoltre, la reputazione del nostro Paese crollerebbe se ritirassimo ora i nostri soldati, dopo poco tempo che abbiamo rassicurato il presidente Barack Obama di una nostra partecipazione più intensa e forte nel Paese Medio orientale.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’Occidente ha sempre cercato di mantenere la pace nei Paesi caldi a volte riuscendoci e a volte non riuscendoci. Potrebbero sorgere anche dei dubbi sull’effettivo risultato di questi interventi, ma certamente il secondo conflitto mondiale ha aperto la strada per una cooperazione mondiale che faccia rimanere lontano qualsiasi pericolo di una nuova guerra su scala mondiale.
L’Italia come Paese deve continuare questa cooperazione e certamente non può tirarsi indietro dopo aver preso degli impegni precisi. Il nostro Paese è e rimarrà uno dei protagonisti della scena mondiale. La politica deve assumersi le proprie responsabilità e non fare populismo.
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Avevamo già ampiamente discusso sul tema in
L’influenza conosciuta più comunemente “febbre suina” è alla porte, infatti si prospetta un autunno ed un inverno di ferro e fuoco con centinaia di possibili casi. Il ministero del Welfare, che racchiude al suo interno quello della sanità, ha dato vita al programma di vaccinazioni che dovrebbe portare a circa 15 milioni le persone che subiranno il vaccino. La fascia di popolazione chiamata in causa è quella dai 2 ai 27 anni, comprese le fasce potenzialmente a rischio dal punto di vista lavorativo, tipo il personale degli aeroporti. Ovviamente si dovranno vaccinare anche i soggetti fisicamente deboli, cioè con malattie croniche, per esempio l’asma. Questa misura è strettamente precauzionale, in quanto prima di tutto non si vuole creare allarmismo, poi perché l’influenza suina è meno forte della normale influenza stagionale, ricorda il ministro Sacconi.
Oggi 20 Luglio 2009 è il 40° anniversario del primo sbarco di un essere umano sulla Luna, di un primo uomo su un satellite/pianeta diverso dalla Terra.
ta: fine.
