I cittadini dovrebbero avere una visione positiva della politica perché la politica gestisce la “cosa” pubblica, inoltre regola la nostra vita e la nostra libertà.
Nei Paesi democratici, i politici gestiscono lo Stato sotto il mandato del popolo che sceglie chi eleggere e chi no. Questi “eletti” si riuniscono in un’assemblea (parlamento) e promulgano le leggi che tutto il popolo dovrebbe rispettare.
La nostra carta costituzionale dice: “La legge non ammette ignoranza”, questo vuol dire che non possiamo infrangere le leggi e poi dire che non lo sapevamo.
Col passare del tempo, la stima e il valore della politica hanno subito un drastico calo, senza precedenti. Il politico ormai non ha una vera rilevanza nella vita di tutti i giorni. Al giorno d’oggi, le votazioni parlamentari sono a “partito”, l’opinione del singolo non conta più.
La classe dirigente dovrebbe essere il modello di esempio di ogni singolo cittadino, ma dobbiamo ammettere che ai nostri giorni è meglio non seguire la strada che loro ci aprono.
Molto spesso ci chiediamo dove sono i giovani, le risposte sono molte. Prima di tutto, i nostri politici hanno messo letteralmente le radici nelle loro poltrone, poi i politici non aprono facilmente la strada a nuove facce se non per comodità. Finché non c’è un vero e proprio cambio generazionale sarà difficile uscire da questo vicolo ceco.
Attualmente, la legge elettorale italiana non permette al cittadino di scegliere i parlamentari perché questi vengono nominati dai leader dei partiti, quindi un italiano vota solo a partito e non a parlamentare.
Il popolo italiano ha tra le sue caratteristiche più importanti la forza di fare bene nei momenti difficile, gli anni futuri saranno difficili, ma siamo fiduciosi che anche questa volta ce la faremo.
Siamo arrivati ai residui della democrazia, agli sgoccioli di questa essenza così importante e vitale per uno Stato.
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Michael Jackson è stato colpito da un arresto cardiaco, nulla da fare per i soccorsi. Così il re del pop lascia il mondo, è stata disposta l’autopsia.
Questo weekend si è svolto il referendum sulla legge elettorale, dai dati ufficiali del ministero dell’interno è emerso che si sono recati alle urne circa il 23% degli aventi diritto, segnando l’inutilità delle consultazione visto che non si è raggiunto il quorum del 50%+1. Quindi si sono spesi migliaia di euro senza nessun risultato.
Votare è un diritto e dovere civico di ogni cittadino della Repubblica italiana. Domenica 21 giugno e Lunedì 22 giugno 2009, i seggi sono aperti, oltre che per i vari ballottaggi, per il referendum sulla legge elettorale.
Il Web con i suoi strumenti permette di mettere alla luce della gente fatti che altrimenti non avrebbero voce.