Molto spesso parliamo del lavoro in nero. Dato conosciuto e rilasciato dal ministero dell’economia conferma che ogni anno circa 250 miliardi di euro sono evasi al fisco.
Tutti i parlamentari sono uniti nel promuovere leggi e iniziative per combattere l’evasione fiscale e il lavoro in nero. Ricordiamo che un lavoratore in nero non ha certezze e sicurezze. In caso di malattia non ha garanzie. Non ha ferie pagate, non versa contributi per la pensione e il suo orario lavorativo non ha limiti.

In Italia, il cuore del lavoro in nero è il parlamento della Repubblica italiana, di quella Repubblica fondata sul lavoro.
Circa due anni fa un servizio delle Iene, nota trasmissione televisiva, ha reso pubblica questa vergogna. Recentemente le Iene hanno fatto un servizio per verificare se qualcosa è cambiato e se le promesse dei presidenti di Camera e Senato sono state mantenute. Due anni fa i presidenti erano Fausto Bertinotti (Camera dei Deputati), Franco Marini (Senato della Repubblica). I due avevano promesso di risolvere questa incresciosa vicenda.
Ora la Camera è presieduta da Gianfranco Fini e il Senato da Renato Schifani.
La situazione non è stata risolta.
Il lavoro in nero riguarda i porta-borse dei parlamentari che NON hanno un contratto di lavoro. Solamente pochissimi di loro sono regolarmente retribuiti. Queste persone entrano ed escono da Montecitorio e da Palazzo Madama come se niente fosse e i controlli sono del tutto inesistenti (dov’è
la finanza?).
La loro retribuzione è veramente misera 300-400-500€ al mese anche per 10-12 ore al giorno.
Dato 2007: 629 assistenti su 683 sono senza contratto.
Come qualsiasi cosa all’italiana c’è pure la beffa agli italiani. Questo lavoro in nero lo paghiamo noi come rimborso spese ai nostri parlamentari. Un’altra volta i nostri parlamentari fanno le leggi, fanno le loro belle dichiarazioni ai tg e alle trasmissioni di approfondimento politico e poi, nella realtà , fanno esattamente l’opposto violando le leggi che loro stessi hanno approvato.
Concludiamo l’articolo con una parola che riassume il tutto: VERGOGNA.
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